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Re: Buttiamola in vil pecunia
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beccato!
+se supero il secondo mi classifico secondo.
* se supero l'ultimo... come faccio a superare l'ultimo?

fabrizio "nello" bianchini

Inviato: 2004/1/26 19:06
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Re: Buttiamola in vil pecunia
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Arzy mi spiace correggertri ma debbo farlo. In un giornale locale (anche grande, come Il Gazzettino di Venezia e La Gazzetta di Parma) puoi guadagnare, dopo l'apprendistato con annesso esame a Roma, 1000 euro al mese per 14 mensilità. Centomila euro li guadagna un caporedattore del Corriere della Sera, Arzy.
E mi spiace, ma sei fuori strada anche sul giornalista che s'inventa scrittore: 5000 copie sono una cifra esagerata, non dico da scrittore di successo ma quasi. Ci sono tante case editrici che pubblicano libri di giornalisti: vendono come gli altri, a volte addirittura di meno.
Semmai c'è un'altra piaga: che è un mio sospetto (condiviso da altri): case editrici che pubblicano libri di critici lettari, puoi immaginare tu Arzy perchè. Di pubblicare il libro di chi fa cronaca nera non gliene fotte a nessuno. SCusa per la brutalità Arzy, ma questo settore lo conosco bene; se vuoi vai a vedere il blog Il barbiere della sera: ti renderai conto di quanti precari, di quanti giornalisti mal pagati ci sono a 30, 40 anni.
Non sono qua a difendere la categoria: ma penso sia giuto rettificare le proprie o le altri affermazioni. E ancora: per sapere se un libro vende bene e quante copie sono state vendute basta fare una cosa: andare in una libreria, e domandare
Un caro saluto ad Arzy e a tutti voi
remo bassini

Inviato: 2004/1/26 20:40
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2000 euro al mese?
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infatti ci sono molti giovani che vogliono fare i giornalisti, e si accontentano di scrivere in modo sporadico pur di entrare nel giro, e lo stipendio sono d'accordo con Remo non è così alto, guadagna di più il caporedattore..ma poi vendere 25.000 copie l'anno? non so chi l'aveva scritto ma 2000 euro uno stipendio normale?
vi ricordo che il mondo è fatto per una grossa fetta di operai, che guadagnano 800 euro al mese. è per questo che non comprendo il confine..allora vale la pena fare lo scrittore a tempo pieno se si guadagna come un dirigente, non basta guadagnare nella media e fare quello che ti piace? e la media è proprio la classe operaia. Con questo non voglio dire che bisogna accontentarsi, ma se inizia a diventare una questione di soldi fino a questo punto i casi sono due: o trasferirsi in un altro paese, visto che in italia già un libro che vende 5000 copie è buono, o cambiare rotta verso altre attività.

Inviato: 2004/1/27 12:20
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Re: 2000 euro al mese?
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Cara Amanda io non so dirti in Italia quanti scrittori possano vivere grazie agli introiti dei loro libri. Cinquanta, sessanta? Non lo so, magari di più, magari di meno. So che molti scrittori validi guadagnano sì, di scrittura, ma facendo anche altro: corsi di scrittura creativa, editing e consulenze per case editrici, collaborazioni con quotidiani e periodici. Penso di averlo già scritto ma Giulio Mozzi, che a mio avviso è uno dei migliori scrittori (oltreché talent scout), ha scritto (il pezzo è pubblicato su Maltesenarrazioni) quanto gli hanno reso i suoi libri: poco.
Amanda, io sono un giornalista, quindi sono pagato per scrivere, quindi sono fortunato, anche se lo scrivere su un giornale è tutt'altra cosa rispetto alla scrittura creativa. Uso una metafora. Il giornalista è un po' come un imbianchino, deve essere bravo, deve eseguire, stare dentro certi canoni; lo scrittore invece è come un pittore, può scegliere lui il soggetto e i colori. Sono due mondi diversi. C'è però un'analogia: in Italia ci sono migliaia di persone che vogliono fare i giornalisti, e migliaia di persone che vogliono fare gli scrittori. E ogni giorno nascono case editrici e giornali, e ogni giorno chiudono case editrici e giornali...
Insomma c'è troppa offerta di scrittori, e una domanda irrisoria di libri e giornali.
Io credo, Amanda, che quando uno scrive scrive a prescindere: lo fa per comunicare qualcosa agli altri, a prescindere del tempo che perderà, dei bocconi amari che trangugerà, a prescindere da tutto, insomma. Amanda chi scrive non "deve far di conto". Chi scrive deve accontentarsi di due cose: dello scrivere, appunto, e dell'attendere: che arrivi una telefonata, una mail, una lettera. E' bello vivere, io credo, quando si attende qualcosa.
Vivere magari con 800 euro al mese (ne so qualcosa: ho lavorato 7 anni in fabbrica, dunque) ma avere qualcosa che gli altri non hanno: un sogno.
remo

Inviato: 2004/1/27 17:30
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confusa..
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Non ho capito la tua risposta, quindi convieni con me che non è necessario guadagnare 2000 euro al mese e vendere 25000 copie di un libro in un anno come ha scritto qualcuno precedentemente oppure no? non ho capito bene.Non son oio che ho fatto un calcolo matematico..

Inviato: 2004/1/27 17:38
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Re: confusa..
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Hey, hey, hey, un momento! Chiaro che chi scrive vive sempre di sogni. O vorrebbe vivere dei sogni che ha nell'anima.
A volte tuttavia, specie quando non sei (volutamente, per libera scelta) libero di vivere solo per te stesso, devi tuo malgrado imparare anche a far di conto.
Lo so che sono tantissimi quelli che vivono con 1000 euri al mese in piena dignità.
Ma sono gli stessi che non si autoidealizzano ed anzi, proprio perchè non possono vivere solo di sogni, finiscono col bloccare Milano gettando (dalla disperazione) le chiavi dei pullman pubblici giù nel tombino, alla faccia del Prefetto che li precetta.
Così chi scrive.
Non è che mi offendo, caro Remo, se dici che ho "sparato" cifre troppo alte: mi spiace per i giornalisti se i soldi son quelli che dici (io però ribadisco di avere amici tra i cronisti ad esempio dello sport di provincia che presentano numeri diversi).
La verità è che sovente i calcoli economici che siam ocostretti a fare vanificano il talento più o meno latente e ci portano su strade diverse rispetto alle nostre legittime aspirazioni ed ispirazioni.
Magari alla fine con maggiore soddisfazione.
E magari con qualche rimpianto.
Il guaio è che in una cosa hai ragione: son pochi quelli che vendono 25000 copie di un libro in un anno.
Perchè son tanti quelli che scrivono e pochissimi quelli che leggono.
Personalmente compro dai venti ai trenta libri all'anno: sono pochi.
Ma quanti fanno altrettanto?

Inviato: 2004/1/27 18:59
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Arzy - Amanda
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Arzy: sei saggio. E simpatico.
Amanda: penso che siamo d'accordo: i conti non c'entrano.
remo bassini

Inviato: 2004/1/27 19:21
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gli aerei
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la mia esperienza mi dice che lavorando scrivendo si viene pagati bene. Ho fatto la giornalista a tempo pieno, ho pubblicato un po' di cosette, faccio il critico, lavoravo nelle Pubbliche Relazioni di una 'cosa grossina' e mi sono cimentata con mille modi di scrivere, perfezionando anche un certo tipo di scrittura che non avrebbe amato confondersi con quella creativa. E tutto invece si è concretizzato. E magari scrivo ad un Generale come se stessi scrivendo un romanzo biografico!! La cosa strana è che adesso mi trovo nelle Operazioni Aeree. Continuano a pagarmi bene e non volevano farmi scrivere. Io invece riscrivo le procedure operative e mi svago col powerpoint per presentare la sezione. Certo che se avessi aspettato di avere le stesse entrate con i libri, magari ci avrei messo una vita. Ma se voglio che la gente mi conosca e si ricordi di me ho la sola opzione dei giornali e dei miei libri.

Inviato: 2004/1/31 22:04
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GRAZIE REMO
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ti ringrazio Remo e credimi nonostante le critiche poste da te e non solo in altri post, ti rispetto e ti ringrazio per il tuo messaggio e ne prendo spunto per una esigenza ma anche un fondamento comune : IL SOGNO.
Tornando a noi anche io come te penso che scrivere a prescidere e attendere che si realizzi il nostro sogno da senso al nostro essere poeti.
A questo riguardo voglio condividere con te e con tutti una citazione di Rilke che nel suo noto libro "Lettere a un giovane poeta" scriveva parlando a questo giovane poeta...:
«Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie. E si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove: Lei guarda all'esterno ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se stesso e protenda le sue radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto si domandi nell'ora più inquieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice io devo questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità.»
vi Abbraccio tutti vostro claudio spacciatore di sogni ( un caro saluto a luca baldelli

Inviato: 2004/2/1 0:42
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