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Re: Cionini e come deve essere un thriller finanziario per essere pubblicato
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La vostra visione del primo Faletti è esattamente la mia, mentre il secondo è quasi da buttare... il terzo non mi è venuta neanche voglia di leggerlo, anche se l'incipit mi fa capire che è ambientato in uno dei luoghi che ho più amato al mondo (Arizona, Monument Valley etc.).

Morale: se arrivi alla fine e sei contento dei soldi che hai speso, quello era un buon libro... se poi una vicenda elettrizzante ti porta a conoscere ambienti, storie e/o contesti sociali ignoti meglio ancora. La tua tesi sull'11/9 era anche - in certa misura - la mia tesi ... non so se sono stati gli ambienti finanziari a "gestire" l'11/9 (che è la tesi forte del tuo thriller) o piuttosto si siano limitati a sfruttarlo, sapendo in anticipo che sarebbe successo, ma sicuro tra le due cose c'è un nesso e sicuramente chi ha fatto l'attentato ha cercato anche di sfruttarlo economicamente.. e magari alcuni degli sfruttatori erano quei "dilettanti" di cui parla Dupont (i professionisti non organizzavano: sapevano e basta... nel tuo libro Dupont organizza anche).
Ma è stato molto interessante seguirti nel libro e non solo per vedere come andava a finire, ma anche per verificare i dettagli di questa cosa, per questo è anche un'ottima idea quella di ambientare vicende nel contesto delle "semi-truffe" Cirio Parmalat etc., per far sapere qualcosa di più di ciò che stava dietro (ne conosco anch'io molti di bancari vessati con sindromi da budget...). Io però conoscevo meglio le vicende (anch'esse difficili e piene di frustrazione e di dolore per chi le ha vissute) delle acquisizioni e fusioni avvenute da una dozzina di anni in qua nel mondo bancario e delle conseguenti migrazioni di sistema informativo, e da questo partivo nella mia storia... (se veramente ti interessa mandami gli estremi in Personal Message, sarò onorato di mandarti il testo...).
E di esempi di thriller che mi hanno dato molto da questo punto di vista ne potrei citare molti, il primo che mi viene in mente è "Avvocato di Strada" di Grisham: non puoi più guardare gli homeless con lo stesso occhio, dopo.

Basta, come dici tu, che le storie siano circostanziate e che siano credibili, poi il lettore più esperto coglierà più dettagli e quello meno esperto ne coglierà di meno, ma se entrambi sono rimasti "nella" storia, allora chi scrive ha fatto bene il suo lavoro.

Sempre per parlare di fusioni e di conseguenti traumi etc., qualcuno di voi ha letto "caos calmo" di Veronesi?

Inviato: 2007/4/13 13:29
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Re: Cionini e come deve essere un thriller finanziario per essere pubblicato
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l'avevo letta anch'io, e la notizia è andata ad incastrarsi perfettamente nella mia personale e ambiziosa teoria del tutto che vado verificando giorno dopo giorno... che nel capitolo "talento e successo" sostiene che (estremizzando) con una buona macchina organizzativa e di marketing alle spalle, riesci a far vendere un certo numero di copie anche dell'elenco del telefono (parlando di letteratura) e, di converso, se prendi dei capolavori e li metti in condizioni di anonimato, la normalità è che nell'anonimato restino. Poi si potrebbe discutere di quanto faccia comodo al "sistema" avere un pubblico mediamente poco educato e con poco senso critico, ma forse la cosa ci portebbe fuori tema. Ottima lettura (anche se non definitiva) in proposito era stata la fila di articoli di Baricco sui "Barbari".
Alla fine una delle molle che mi aveva spinto a comprare Faletti a suo tempo era stata proprio questa: vediamo fino dove riescono ad arrivare con la vendita delle pagine gialle e, per quanto i suoi libri non fossero scandalosi, sono stra-sicuro che se li avessi scritti io e mandati alla casa editrice sarebbero finiti dritti nel cestino.

Tornando al libro, concordo su quasi tutto, (in particolare sulla difficoltà di scrivere di sesso: io non ci ho ancora provato e mi vengono i brividi solo a pensarci) ma dalle esatte osservazioni di Cionini deduco che sto operado in un genere "nuovo", che non è nè thriller nè noir, ma definirei "grey"... perchè è vero che se parli di alta finanza ed 11/9 non puoi che operare a newyorkmontecarlo etc. ma se parli di impiegati che trovano il modo di derubare la propria banca (come ad esempio faccio io in una delle mie storie...) non sei nè nei bassifondi come in un noir nè a newyorkmontecarlo etc ma sei solo a Cusano Milanino o Seregno ...
E' che io seguivo due postulati di fondo:
1) come dice Stephen King, "parla solo di ciò che conosci" e, per quanto sia stato a New York e a Montecarlo, io conosco realmente Cusano Milanino o Seregno o la linea1 del metrò o cose simili... e di quelle (forse) so parlare
2) che per far amare una storia potesse funzionare non solo il meccanismo dell'"elevazione", cioè ti porto in mondi che tu non conosci e te li faccio vivere, ma anche quello dell'immedesimazione, cioè "mostro gente come te che fa cose che tu hai pensato mille volte di fare...". E lì le considerazioni dell'autore mi spiazzano un pò... devo cominciare ad andare alle feste del Billionaire?

adesso torno a lavorare.. ahimè.

saluti!
F

Inviato: 2007/4/11 13:24
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Re: Cionini e come deve essere un thriller finanziario per essere pubblicato
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Ho avuto un w.e. movimentato (bimbi piccoli...) e quindi sono riuscito solo oggi a vedere cosa aveva prodotto il mio quesito... CASPITA! Una miniera di considerazioni e di osservazioni... dato che io sono ancora al lavoro, e cerco anche di lavorare mi limito per ora a ringraziare Cionini... più tardi salto la pausa e articolo una prosecuzione perchè le sue considerazioni sono mooolto interessanti

per ora grazie e.. a più tardi

Inviato: 2007/4/10 10:26
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Cionini e come deve essere un thriller finanziario per essere pubblicato
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Ho letto il libro di Cionini, di cui molto si è parlato in questa sezione.
L’ho letto perché anch’io sono un lavoratore della finanza
L’ho letto perchè anch’io scrivo (o vorrei scrivere) libri gialli su quel mondo, e quindi volevo vedere come vanno scritti dei thriller finanziari per essere pubblicati.
L’ho letto perché se lo compro, lui vende una copia in più e magari è più probabile che gliene facciano pubblicare altri (e da quello che ha scritto qui mi pare che il suo sia un bel caso “pulito”). E adesso che l’ho finito direi che ho fatto bene a comprarlo, anche se ho alcune perplessità, che vorrei esprimere all’autore e se possibile condividere con gli altri ozoziani che hanno letto il libro o hanno esperienza in materia, e mi scuso della franchezza:

1) perché una storia sia interessante ai fini editoriali, è necessario che i protagonisti siano tutti belliricchiinteressantiegriffati e si muovano tra newyorkfirenzeromamontecarlo etc.? Spesso è così e nei vari thriller anche i personaggi sfigati non sfuggono alla regola: anche Max per quanto in un momento triste della propria vita è comunque uno che faceva delle gran cose e fondava aziende sue… sarà che io sono un impiegato ed i miei colleghi sono tutti sfigatelli, ma nei miei gialli agiscono degli impiegati … me li casseranno tutti di sicuro?
2) Perché una storia sia interessante, i cattivi devono essere per forza dei pervertiti e/o dei trombatori incalliti? Dupont in questo è quasi un moderato (se lo confronti con certi Falettiani), ma pure lui non scherza…
3) nell'economia di una narrazione gialla, è necessario specificare sempre che "lo seguiva una BMW X5" "era bellissima nel suo abito Armani" , oppure (come nella scena culminante del secondo Faletti) "il proiettile macchiò di sangue la sua Polo Ralph Lauren"?Cioè: sono io un brontolone no-logo oppure sono gli autori/editor che li fanno mettere per dare un pò di patina alla storia?
4) il tecnicismo: è difficile raccontare thriller finanziari senza dire come funziona una banca o come si fa trading, ma io, pur essendo del ramo, confesso che ancora non ho ancora perfettamente chiaro il meccanismo che sta alla base del libro... ho capito abbastanza per stare "dentro" la storia, ma forse

E mi fermo qui: avrei anche moltissime domande su dove si è fermato l’editor e dove era già arrivato Cionini in diversi punti del libro, ma la discussione rischierebbe di diventare poco interessante per chi il libro non l’ha letto, e quindi la rimando dopo un eventuale riscontro su quanti altri ozoziani hanno letto il libro…

Per ozoz: se ho sbagliato collocazione non esitare a spostare il thread... grazie!

Inviato: 2007/4/6 13:12
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Re: L'ultimo libro che ho letto
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Cionini - A quanto vendi l'anima?

sto per aprire un thread in proposito, visto che l'autore frequenta ozoz...

Inviato: 2007/4/6 12:58
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Re: Proposte al condizionale
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... anch'io navigo da molto tempo qui e condivido il parziale disappunto dei "nuovi" nel vedere sottovalutato il loro contributo... il sito cambia, si evolve e pure i suoi frequentatori, cambiano le abitudini e le possibilità nella varie fasi della vita e così è normale che cambi come uno vede il fatto di partecipare ad un sito così. Il contributo che ognuno dà è ottimo ed è quello che fa il sito, vecchio o nuovo che sia il suo autore.


Anch'io condivido il fatto che tenere ad ozoz significa parteciparci e sto tentando di commentare LI che è il mio modo attuale per farlo (è rarissimo che abbia tempo per partecipare ad altre discussioni.. .LI almeno posso leggerlo in metrò...), però una piccola PEPATA proposta ce l'avrei:


IL CAMPIONATO DI OZOZ... oltre alle sezioni di approfondimento che già ci sono sul come e sul quando e sul perchè dello scrivere, una sezione quasi ludica dove mettere in gioco dei racconti e vedere se vincono, vedere se, letti da un pubblico, piacciono di più o di meno degli altri. Avevo immaginato un meccanismo (che molto tempo fa mandai ai WM proponendoglielo come fonte di finanziamento per il sito) non troppo complicato per gestire la cosa oppure si potrebbe anche usare quello del Libro Bianco (che però se non ricordo male, aveva dato qualche problema sui tempi di risposta dei singoli) ... ma l'idea di un Albo d'Oro e di uno o due "campioni" all'anno potrebbe essere carina...


Cmq, wiva wiva wiva Ozoz!


 


Inviato: 2007/1/23 11:24
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Re: LI 2.0: facciamo l'appello
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Posso chiedere un accesso "sulla fiducia"? Ultimamente ho ripreso a commentare qualcosina e conto di tornare assiduo....

GRAZIE!

Inviato: 2006/7/28 13:23
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Re: La Sinistra Mietitrice
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.. la leggenda di Redenta Tiria (Niffoi) ha un'interresante visione della morte e del suo contrario...
Binciardi, poi, ha due pagine eccezionali sulla morte in "La vita Agra" (non descrive la morte ma una sua manifestazione)
infine in ambito musicale, non dimenticare Samarcanda di Vecchioni...

ciaooo
f

Inviato: 2006/4/26 12:14
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Re: confronto politico
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cerco di precisare meglio il mio qualunquistico intervento... siccome lavoro in banca, accolgo l'obiezione di Lone sull'1% che ha più di un milione di euro ... sicuramente era una % troppo bassa, (anche se io non includerei la prima casa... se mettessi una tassa di successione la metterei sulle ricchezze diverse dalla prima casa), ma comunque non credo che siano superiori al 10-15% della popolazione... occhio che, gestendo i patrimoni, hai anche una prospettiva distorta... tu li vedi tutti ricchi, i tuoi clienti, ma se entri in un Lidl a fare la spesa, o vai al mercato a comprare la frutta, anche se i telefonini sono tutti di ultima generazione, di gente ricca mica ne vedi tanta....
In secondo luogo, io ho adottato da qualche tempo una divisione in "fasce" (non le chiamerei classi, non le chiamerei caste) della popolazione, dove la più alta è quella dei privilegiati e, includendo la classe politica in quella fascia, mi spiego in maniera molto più esauriente e completa i loro comportamenti, le loro proposte, le loro decisioni, etc... insomma: con atteggiamenti quasi scientifico ho formulato un'ipotesi e la sottopongo a verifica ogni giorno e - anche con mia sorpresa - quadra tutto... ciò non toglie che dentro la classe politica (molto più a sinistra che a detrsa, va detto) ci siano singoli uomini politici che agiscono non secondo lo schema che ipersemplifico nella frase "sono un privilegiato e prima di tutto voglio restarlo e far restare privilegiati tutti quelli che hanno permesso a me di diventarlo", ma che invece operano secondo interessi più generali, anche quando questi non collimano con quelli della propria fascia d iriferimento.... dopo di che, questi uomini politici sono comunque minoranza, all'interno della propria parte, e quindi l'orientamente generale che hanno le varie parti politiche (tutte le parti politiche) è quello di comportarsi come un'oligarchia che opera innanzitutto per drenare la più alta quantità possibile di risorse prodotte dal sistema...Bertinotti che telefona a Fo (è successo a Milano, poche settimane fa) per offrirgli la poltrona di direttore di un teatro ancor prima di avere vinto le elezioni, come se quel posto fosse suo (e, tra parentesi, si becc ala rispostaccia di Fo che va a fondare una sua lista per sostenere Ferrante) ti dice qual'è l'atteggiamento medio anche del politico più di sinistra... oligarchia che si spartisce le (non scarse, concordo con chi l'ha fatto notare) ricchezze generali del paese.

adesso devo andare ... alla prossima per la prosecuzione



Inviato: 2006/4/6 13:01
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Re: confronto politico
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... ed ecco che, posizionato in un nuovo ufficio, sempre con poco tempo ma almeno senza più nessuno che mi guarda alle spalle, ricomincio finalmente a bazzicare davvero ozoz (scusate questa nota personale...ma mancavo da troppo tempo ...)

Intervengo sulla prima cosa che non mi trova impreparato... perchè tra una poppata ed un pannolino il dibattito l'ho visto, ed ho visto pure l'altro...

ci sono alcuni concetti di fondo che esprimerò in ordine sparso e che mi riservo di articolare meglio in futuro:

1) i numeri, adeguatamente torturati, diranno tutto ciò che vuoi... quindi se B vuole, può trovare numeri che confermino qualunque sua tesi. Gli unici numeri incontestabili sono, secondo me, quelli delle sue ricchezze personali (e del suo entourage e delle sue aziende) che in questi cinque anni sono cresciuti esponenzialmente, mentre tutto il resto del paese stava peggio...
2) l'ulivo sono due-tre anni che, di fatto, sta semplicemente aspettando di vincere le elezioni... molte ideuzze ben confuse in un programma di duecento pagine che dice tutto ed il contrario di tutto, infarcito di congiuntivi ottativi, con proposte tutte rigorosamente "moderate", nessuna intuizione, nessuno scatto intellettuale, niente...
3) l'ulivo, dato il punto 2, se non ci fosse B dovrebbe inventarselo... perchè se non ci fosse B molta molta molta gente dei loro non andrebbe nemmeno a votare (e questo lo sanno perfettamente ed a volte lo dichiarano pure....)
4) dati i punti 2 e 3, non riesco a coltivare speranze di grossi cambiamenti anche se (e sottolineo se) vincesse l'ulivo
5) il punto 4 è ancora più vero se analizzi il tutto sotto la seguente luce: la classe politica, tutta (o quasi) la classe politica è sostanzialmente omogenea, in quanto appartenente alla fascia "privilegiata" della popolazione italiana, cioè quella che accede ai servizi migliori, alle scuole private, ai migliori ospedali, che ha la pensione garantita, così come lo stipendio, che ha una rete di relazioni tale da ammortizzare qualunque contraccolpo lavorativo e/o personale; appartengono tutti (o quasi tutti) insomma alla fascia che NON HA e NON AVRA' i problemi che hanno tutti gli altri... di conseguenza, le loro decisioni (TUTTE LE LORO DECISIONI) saranno sempre prima di tutto rivolte alla conservazione di questa posizione di privilegio... non avete visto QUANTO PARLANO della tassa di successione? Chi ha più di un milione di euro da trasmettere ai figli? L'1% degli italiani? L'altro 99% ha il problema di arrivare a fine mese o di stare consumandosi il proprio patrimonio magari per sostenere figli precari che no npossono comprarsi casa o cose simili, altro che tassa di successione... del resto, quello è un problema che hanno LORO e quindi ne parlano diffusamente..
In generale, comunque, questo cosa significa? Significa che se finiscono i soldi delle pensioni, loro taglieranno le pensioni degli sfigati e manterranno le loro; se un'azienda va in crisi perchè il management (di solito ben protetto politicamente) si mangia tutto saranno gli impiegati e gli operai ad andare in cassa integrazione o, peggio, sulla strada, mentre i dirigenti usciranno con buonuscite da favola (accadde perfino all'Unità, prima della gestione Colombo!!! Il giornale falliva, i direttori cambiavano ogni sei mesi ed ognuno di loro usciva con fior di buonuscite...) e così via .... anche mr. Bertinotti, che gira foderato di cachemire e zompetta da un salotto all'altro fa il gioco delle parti e la sua è quella del comunista innocuo...

va bè... ora la pianto. .come la penso l'avete capito... attendo smentite....

saluti F

Inviato: 2006/4/4 12:25
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