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Re: la canzone da ascoltare di continuo...
Just popping in
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Mi manchi di Roberto Vecchioni.

Perché ?
Con precisione, non lo so.

Ci trovo una giusta combinazione di parole e musica che esprime magnificamente un sentimento struggente di abbandono, solitudine e nostalgia.
Sentimento che forse ogni uomo, che sia stato abbandonato o meno da una donna, porta nel profondo dell’anima.

Mi piace Vecchioni.
Bella figura di cantautore.
Colto, profondo, succulento.

Inviato: 2009/3/29 15:14
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Re: Una poesia al giorno
Just popping in
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Magnificat
Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?
Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.
Il cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.
Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?
Gatto che mi fissi con occhi di vita,
chi hai là in fondo?
Si, sì, è lui!
Lui, come Giosuè, farà fermare il sole
e io mi sveglierò;
e allora sarà giorno.
Sorridi nel sonno, anima mia!
Sorridi anima mia: sarà giorno!

Ferdinando Passoa


Chi ci sveglierà da questa veglia che veglia non è ?
Un titolo di giornale ?
Un dolore improvviso in mezzo al petto ?
L'invocazione di aiuto di una persona cara ?
Gli occhi di un bambino morente ?

Quando ci sveglieremo da questa veglia che veglia non è ?
Oggi ?
Tra dieci anni ?
Un attimo prima della morte ?
O un attimo dopo la morte ?

Ma soprattutto
Accetteremo mai di svegliarci da questa veglia che veglia non è ?

Iomario

Inviato: 2009/3/28 8:39
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Re: padre nostro che sei nei cieli...
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L’odio è sempre in agguato.
Può aggredire gli ebrei, i negri, i comunisti, i religiosi, gli omosessuali.
L’odio può essere dappertutto, ovunque c’è un uomo.
Anche la presunzione può essere dappertutto.
Soprattutto la presunzione di libertà.
Ma chi è che può proclamarsi veramente libero ?
Ne ho visti uomini che si dichiaravano liberi solamente perché non credevano in Dio.
Magari poi credevano nell’oroscopo, passavano la vita davanti a un televisore, si rifugiavano nella letteratura o nei sogni per scappare dalla realtà, idolatravano il calcio o il partito o il proprio coraggio.
La cultura non è mai la propria ma sempre e soltanto quella degli altri.
Colto è chi cerca di capire la cultura degli altri.
E libero è chi sta bene con se stesso.
La vera libertà però non è quella che dura l’attimo di una scopata, o di uno spinello, o per il periodo della gioventù.
La vera libertà è quella che dura il più a lungo possibile.
Magari per l’eternità.

Inviato: 2009/3/28 8:00
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Re: Una poesia al giorno
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Il violinista pazzo

Non fluì dalla strada del nord
nè dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all'improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all'improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
d'essere malmaritata,
l'appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
d'aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell'anima gemella,
quella parte che ci completa,
l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro statica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poichè la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ciascuno ricorda –
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere –
la melodia del violinista pazzo.

Fernando Passoa

Inviato: 2009/3/26 18:09
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Re: padre nostro che sei nei cieli...
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Lasciamo che i visionari ci raccontino le loro visioni, i sognatori i loro sogni ed i pazzi i loro deliri.

Marx ha detto "la religione è l’oppio dei popoli".

Ed un visionario non può dire "il sesso è l’oppio dei popoli" ?

E’ difficile capire un visionario.

Ma per favore non ridiamo di lui.

Inviato: 2009/3/26 18:04
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Re: Una poesia al giorno
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I cipressi di San Clemente

Curviamo nel vento agili cime, fuochi,
vediamo giardini pieni di donne, di giochi
e di liete risa. Vediamo ancora gli orti
dove gli uomini nascono e poi ritornano morti.

Vediamo templi che in anni ora remoti
erano pieni di dei e di fedeli oranti.
Ma gli dei sono morti e i templi sono vuoti
e giacciono in mezzo all'erba i colonnati infranti.

Distese inargentate, valli a noi sono note
dove l'uomo è felice, poi si stanca e soccombe,
dove va il cavaliere e prega il sacerdote,
dove fratelli e stirpi si accompagnano alle tombe.

Ma la sera, quando vengono le tempeste,
in mortale angoscia noi ci chiniamo, mesti,
puntiamo le radici e aspettiamo tremanti
se la morte ci colga oppure passi avanti.

Hermann Hesse

Inviato: 2009/3/25 19:49
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Re: Cosa state leggendo adesso?
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A me piace gustare la lettura.
Quando trovo certe frasi mi piace sottolinearle.
Perché ci sono frasi che sono vera poesia, altre dense di significato, altre evocative di ricordi, altre brillanti di verità, altre che ti fanno ridere, altre che ti lasciano pensieroso ecc. ecc.

Io non giudico mai un libro per la trama ma unicamente in base al numero di frasi degne di sottolineatura.
Il libro che sto leggendo adesso mi sta facendo consumare matita.

Si tratta di “Narrate, uomini la vostra storia” un vecchio libro trovato nella libreria di famiglia.
L’autore è Alberto Savino pseudonimo di Andrea de Chirico (fratello del pittore) morto da chi sa quanti anni.
Contiene 15 biografie di personaggi più o meno famosi, ognuna della lunghezza media di 20 pagine.
Stile gustoso. Descrizioni mai banali, ricche di acume, capaci di mostrare sempre qualcosa di nuovo.
Un libro intelligente da leggere massimo 10 pagine per volta.

Inviato: 2009/3/24 20:16
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Re: padre nostro che sei nei cieli...
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Nel tuo mondo Dio sta sotto un albero a riposarsi mentre l’uomo soffre nei letti di ospedale, nelle barche alla deriva, in Darfur. Nel tuo mondo caro Muliake c’è molta solitudine e disperazione.
Preferisco il mio mondo dove Dio, sta vicino all’uomo, partecipa alle sue sofferenze, ed è pronto ad accoglierlo nell’aldilà.
Quando Dio dette la libertà a Lucifero e ad Adamo sapeva che costoro avrebbero potuto usarla contro di lui. E ciononostante lo fece. Sapeva che si sarebbero potuti alleare fino al punto di sovvertire l’ordine del creato, sporcare le bellezze, creare la bomba atomica, crocefiggere suo figlio.
La prima cosa che Dio ha creato prima ancora degli angeli, dell’universo, della vita, dell’uomo, del pensiero è la libertà.
Perché lui vuole persone che amino liberamente.
Con la venuta di Gesù in terra, Dio ha voluto trasmettere due messaggi all’uomo:
Il primo è: esiste il paradiso (Gesù morì, andò nell’aldilà e poi tornò per darne testimonianza)
Il secondo è: Dio è vittima del male non responsabile.
Suo figlio è stato crocefisso dall’alleanza tra il demonio e l’uomo E Dio ogni volta che qualcuno patisce, soffre con lui.
Il crocefisso è il simbolo di Dio vittima.
Questo di Dio vittima è lo scandalo, l’assurdo e la bellezza della religione cristiana che non troverai in nessuna altra religione al mondo.
Dio, però, rispetta la libertà delle sue creature.
Chi vuole delinquere può farlo. Chi invoca, sarà soccorso.
Nella mia vita ho visto bambini affamati giocare sorridenti, malati terminali sereni, e gente ricca disperata.
Questo per dirti che Dio può aiutare in tanti modi.
Certo tu potrai dirmi e con questa storiella tu te la cavi.
E invece io non me la cavo. Sì faccio tutto il possibile, economicamente, politicamente, trasmettendo certi moniti ai figli e ai nipoti.
Ma soprattutto parlando con Dio.
E ciononostante sono cosciente che tutto ciò non basta.
Ed è per questo che recito ogni giorno il Padre nostro dicendo…….. dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a me i miei debiti.
Di una cosa però son certo. Dio esiste, Dio soffre più di noi, Dio è padre, Dio se lo invochi risponde.
Ed io ne ho avuto prova tante volte.

Inviato: 2009/3/24 7:14
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Re: padre nostro che sei nei cieli...
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Il Mondo interiore ce lo creiamo noi.
Ci sono persone che non sanno neanche sognare.
Perchè sono meschine anche quando sognano.
Prova a sognare amico mio. Prova ad andare al massimo, senza tirchierie. E ogni volta cerca di andare oltre, più in alto che puoi.
E poi mi dirai. Non potrai non incontrare Dio.
E quando avrai incontrato Dio prova ad andare ancora oltre, e probabilmente troverai un Dio paterno come dice il Vangelo.
Quanto a Dio come barca, devo dirti che funziona.
Io sono anziano, caro Muliake. E con quella barca ho superato tante tempeste.
Funziona amico mio. Funziona.
L'importante nelle tempeste non abbandonare mai la barca anche quando sembra stia affondando.

Inviato: 2009/3/22 20:51
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Re: padre nostro che sei nei cieli...
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Esiste un mondo esteriore ed uno interiore.
Uno diurno ed uno notturno.
C'è chi vive in situazioni di merda ed ha un'iteriorità luminosa, chi al contrario vive in spazi sontuosi e ha al suo interno merda pura. E chi è merda fuori e merda dentro.
Il mio mondo interiore tutto sommato è abbastanza luminoso. Perchè c'è Dio.
Ogni giorno io recito il padre nostro.
Per me il padre nostro è una sorta di patto che rinnovo quotidianamente con Dio in base al quale lui si impegna a darmi il pane quotidiano, a rimettermi i peccati, a non indurmi in tentazione e a liberarmi dal male ed io mi impegno a santificare il suo nome, a fare la sua volontà, a rimettere i debiti ai miei debitori perchè possa venire il suo regno.
Ogni volta che io parlo con qualcuno, sia pure dicendo scemenze, in qualche modo contribuisco alla venuta del regno di Dio, per quel principio dialettico che porta ad un continuo miglioramento delle idee.
Io credo che oggi nell'animo della gente ci sia più regno di Dio di 1000 anni fa.
E che ogni momento che passa questo regno cresce.
Lo vedo in certi valori sempre più condivis, in certi concetti che prima non esistevano, nella spiritualità delle persone che incontro così come traspare dai loro discorsi e comportamenti, in tutto ciò che di scaro riesco a percepire.
E quando poi viene la notte che mi ritrovo solo con me stesso, con i miei miti e i miei fantasmi, è a quel regno che attingo e rimurgino su ogni volta che durante il giorno incontrato.
Io ho sempre cercato di tenere fede al patto del padre nostro.
E tante volte ho notato che il Padre nostro è stato leale con me.
Anche questa è fede.

Inviato: 2009/3/22 10:01
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