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   Tutti i post (Robin)


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Re: Siam tutti sulla stessa barca (ma dove andiamo?)
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Sanchez ha scritto:

le tue cose fanno schifo, questo e' il motivo per il quale non sei pubblicato.




Può darsi.
Certo, è sorprendente che tu riesca a giudicarle così senza averle lette. Ad un personaggio, quale sicuramente tu sei, dotato di tali doti di chiaroveggenza, non posso proprio esimermi dal chiedere i numeri del lotto.

Inviato: 2008/3/23 9:24
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Re: Consiglio concorso
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ozoz ha scritto:

Comunque, se non credi nei concorsi e non ti piacciono, forse sarebbe meglio se evitassi di partecipare.



Come ho scritto, non mi piacciono ma domando perchè leggendo qua e là comincio a capire che possano comunque essere un buon mezzo per mettersi in mostra.

Non mi piacciono perchè penso che gli scrittori (come cantanti, pittori, attori...) non siano cavalli da far gareggiare per vedere chi arriva primo, ecco.

Grazie comunque dei consigli.

Inviato: 2008/3/22 18:13
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Re: opinioni di un tecnico
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Grazie della risposta.

Ma - magari cado dal pero - non è che esiste un elenco affidabile di queste agenzie letterarie, vero?

Sinceramente il mio problema coi soldi è solo di non spenderne (o spenderne il meno possibile), per il semplice fatto che non ne ho. E non vado a chiedere "aiutini" in famiglia per una cosa del genere, ovviamente.

Di guadagnarne, ora come ora, mi interessa realtivamente. Ben vengano se devono venire, ma se avessi voluto far soldi avrei provato, che so, con la musica, non con la scrittura

Sinceramente, la cosa che più mi attira di tutto ciò, è la possibilità d'aver qualcuno che ti propone a determinate case editrici piuttosto che altre.

Una scrematura la puoi fare anche da solo, ma come ho scritto prima, non è così facile come sembra. Devi andare ad "orecchio" e diventa parecchio frustrante.

Inviato: 2008/3/22 16:20
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Re: Siam tutti sulla stessa barca (ma dove andiamo?)
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Jeff, non è che io pensi al peggio. Cioè, non è quello che chiamo "pessimismo paraculo", del tipo andare ad un esame e dire "Ah, mi bocciano, mi bocciano, non so un cazzo" e poi tanto si prende 30 ma si mette il carro davanti ai buoi.

E' che la situazione è (per tutti, eh...) grama. Soprattutto considerando che questo dispendio di tempo ed energie è contornato da un sacco di altre attività che, per tutti noi, credo, hanno, o si prendono, nell'immediatezza quote di priorità ed impegno che poi ci lasciano ben poco da dedicare al resto.

E ripeto, sarebbe un discorso lungo e a tratti puramente filosofico, ma se la gente poi non legge lo dobbiamo anche a questo, secondo me ovviamente.

Inviato: 2008/3/22 16:16
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Re: Mondadori e gli autori sconosciuti
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Scusate se riuppo la discussione, ma talentuosa oppure no, la ragazzina che in 3 ore scrive 70 pagine di getto mi sembra una bestialità incredibile.

Cioè, se fosse davvero così se la tengano stretta, questa ha un talento equiparabile a quello di un Mozart o di un Maradona.

Ma resto dell'idea che scriva in arial 24.

Inviato: 2008/3/22 16:09
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Consiglio concorso
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Premesso che non credo nei concorsi, proprio non mi piacciono quelli di questo genere, non mi piace l'idea di concorrere su queste cose, mi rendo conto che possano rivelarsi un utilissimo mezzo per darsi un po' di visibilità sulla scena.


Qualcuno conosce un qualche concorso per libri fantasy o comunque a contenuto fantastico?

Inviato: 2008/3/22 13:27
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Re: opinioni di un tecnico
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Accidenti, bellissima discussione ma arrivo tardi.

Non avendo tutto il pomeriggio libero, mi tocca saltare da pagina 3 a pagina 11 e sperare di non ripetere ciò che già è stato detto/scritto. Nel tal caso, me ne scuso.



Prima, vedendo che il topic s'è spostato verso il discorso della pubblicazione a pagamento, vorrei dire la mia in merito.
Dunque, io mando il mio manoscritto all'editore X che mi dice "Bellazzio, spacca troppo sto libbro!", poi mi spiega che per farlo rientrare dalle spese editoriali devo parteciparvi acquistanto le prime n copie del mio lavoro.
Ok.
Quel che non ho mai capito, però, è perchè soventemente tali copie sono da pagare AL PREZZO DI COPERTINA. Il problema è che all'editore quel libro non è costato al prezzo di copertina, ma meno. Il prezzo di copertina è quello a cui il libro è venduto dalla libreria, ma a te è costato meno, altrimenti che ci guadagni?
Quindi, se tu ti acquisti le prime tot copie, non solo l'editore è già rientrato dei costi, ma ha avuto un guadagno. Allora, mi domando io, un editore con la pancia piena che interessa ha di sbattersi per promuovere il mio lavoro e venderlo?
Ho discusso di queste cose a lungo, un mese fa, circa, sul forum di una casa editrice che mi aveva fatto una proposta editoriale del genere. Le risposte sono state evasive. Molto evasive.
Tra l'altro io non condivido questo modo di procedere nemmeno da un punto di vista filosofico. Cioè, l'attività imprenditoriale è ontologicamente soggetta a rischi. Tu impegni i tuoi soldi in un'attività che, si presume, te ne porterà altrettanti (se sarai bravo a svilupparla). Il rischio lo puoi calcolare, ridimensionare, prevenire, puoi decidere se il gioco valga la candela, ma non lo puoi eliminare. Pretendere di far l'imprenditore senza rischiare nulla è una follia. E se così fosse, penso che faremmo tutti gli imprenditori.
Per come la vedo io, se proprio vogliamo entrare in quest'ottica di ridurre al minimo i rischi per l'editore, sarebbe più onesto proporre una cosa di questo tipo: io ti pubblico il libro, ma tu non percepisci nulla sulle vendite finché io non sono rientrato dalle spese di produzione.


Tornando invece al discorso delle agenzie letterarie, come ho detto nell'altro topic, ne avevo sentito parlare ma non avevo mai approfondito l'argomento.
La cosa che più mi solletica è l'idea di avere qualcuno che, in base a quanto ho scritto, possa aiutarmi a rivolgermi a qualche editore adatto a me.
Come avete giustamente detto, non si può pretendere che una casa editrice di romanzi rosa pubblichi un fantasy. Il mio problema, prima dell'editing ecc... è proprio questo.
Premetto che odio classificare un'opera in un determinato genere, come fossero comparti stagni. Per esempio, voi un Evangelisti in che accidenti di genere lo mettereste, tanto per dire? O un Palahniuk?
Fatto sta che è essenziale capire che cosa pubblica una casa editrice, prima di contattarla. Penso di aver spedito diverse volte cose del tutto estranee agli orientamenti delle case che ho contattato. Il punto è che pure loro non ti aiutano molto in questo. Diverse volte leggi "pubblichiamo poesie, saggi, romanzi". Bene, romanzi, ok, mi fa piacere, ma romanzi in che senso? E' come se hai la gastrite e vai a farti curare da uno che non conosci solo perchè si fregia del titolo di "dottore". Se è un dottore in legge, campa cavallo...
Il mio problema è legato all'aspetto economico della faccenda. Non so se sia possibile parlarne apertamente su un forum, ma le tariffe, in media, su quanto si aggirano?
Ho letto che alcune di queste agenzie guadagnano con le percentuali derivate dalle vendite delle opere degli scrittori da loro assistiti, mentre altre fanno pagare ogni singolo servizio. Credo che alla fine sia giusto, vorrei solo capire se sono servizi abbordabili da uno studente universitario o se, come detto nell'altro topic, è il caso di ripassare tra quindici anni.



PS: stica, quanto ho scritto!

Inviato: 2008/3/22 13:22
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Re: Siam tutti sulla stessa barca (ma dove andiamo?)
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Prosopon ha scritto:

Rispondo solo alla parte finale del tuo post: credo che tu sia impazzito...



Probabilmente, Prosopon, probabilmente
In ogni caso, se non lo fossi, penso che difficilmente mi sarei imbarcato nell'avventura.
Ma, riguardo le mie parole, credo che qui ci si imbatta nella pura filosofia. Magari me la tengo per un prossimo topic

Inviato: 2008/3/22 12:30
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Re: Dopo una lettera di rifiuto...
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Beh, ci si rimane sempre male, inutile negarselo.

Dopotutto è una cosa che desideriamo, no?
E la frustrazione di un desiderio provoca sempre un minimo di malessere.
Secondo me l'importante è non farsene una ragione di vita e rendersi conto che possiamo essere scrittori a prescindere dal fatto di pubblicare o no quello che scriviamo.
Scrivere, per me, significa raccontare storie. E quello lo posso fare indipendentemente da ciò che dicono le case editrici.
La frustrazione vera e proprio è quella di finire con lo scrivere solo per te stesso. Forse, in altri ambiti, il dilettantismo è più appagante.

Dal punto di vista personale, per ora, le delusioni più grandi sono state due: la prima è stata la mancata pubblicazione per motivi di distribuzione (anche se la giustificazione non mi ha convinto molto), la seconda quando mi risposero con una valutazione dell'opera che, a mio modo di vedere, denotava quanto il mio lavoro fosse stato letto superficialmente e che ho trovato assolutamente discutibile perchè basata su giudizi esclusivamente legati al gusto di chi l'ha valutato. Del tipo "Ah, ma nel Signore degli Anelli non ci sono le astronavi? E Frodo non diventa un Super Saiyan? Allora è una merda!"

Inviato: 2008/3/22 12:26
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Siam tutti sulla stessa barca (ma dove andiamo?)
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Bene, appena iscritto, mi butto subito su ciò che ha attirato l'attenzione.

Faccio anche io parte di quella sterminata massa di desperados a cui piace scrivere ed ha avuto l'insana idea di provare a farsi pubblicare, in modo da avere un megafono con cui far sentire le sue storie.

Ovviamente, però, questo mondo è una jungla.
Come quella della pubblicità della compagnia di assicurazioni.

Ormai ci provo da tre anni, tre anni di frustrazioni sostanzialmente, con proposte andate a farsi benedire per problemi di distribuzione, altre rifiutate a priori perchè trattavasi di pubblicazioni con contributo da parte dell'autore (e per me, queste, sono truffe ordite con la compiacenza di chi accetta).

Sono giunto alla pacifica conclusione che, a vent'anni (e vabbè, ventiquattro), farsi pubblicare sia impossibile. O, perlomeno, matematicamente improbabile. Come quella storiaccia del bicchiere rotto i cui frantumi si ricompongono nella forma originaria, insomma.

Or ora, leggendo il vostro forum, cominciavo a familiarizzare con le "agenzie letterarie". Sì, ne avevo sentito parlare, ma fin qua ho sempre fatto il turista fai da te in questo mondo contorto.

Mi chiedevo: converrebbe forse rivolgersi a loro? Qualcuno, qui, l'ha fatto? I vantaggi sono tangibili? E ultimo ma non meno importante (anzi, forse è l'aspetto più importante quando sei uno studente universitario): dal punto di vista monetario come la mettiamo? Un'agenzia letteraria offre i suoi servizi a prezzi accessibili (anche se, poi, dovremmo capire cosa significhi "accessibile" per ciascuno di noi)?

Perchè la cosa che più mi avvilisce è proprio questa: l'idea che mi sono fatto è che se non hai alle spalle una solida situazione economica, non vai da nessuna parte (che poi vale per tutte le cose, ma maggior ragione per questa). E che se voglio avere una speranza di combinare qualcosa devo aspettare almeno altri 10-15 anni. Quando non avrò più niente da dire, insomma. O, nella migliore delle ipotesi, quando avrò perso e dimenticato un sacco delle cose che voglio dire ora.

Inviato: 2008/3/22 10:27
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