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Re: Impatto Zero
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è evidente che se vivessimo come all'età della pietra, il pianeta ne trarrebbe beneficio ma è altrettanto evidente che ciò è impossibile
così come non è possibile chiedere il risparmio ai paesi poveri
l'"esperimento americano" di un anno o di una settimana serve solo a dimostrare che un pianeta migliore e più pulito è possibile e non è necessario fare accordi (mai rispettati) a livello planetario ma semplicemente agendo localmente con piccole cose.
Ognuno di noi può dare il suo piccolo contributo apparentemente insignificante ma che sommato ad altri fa grossi numeri: vale per i led sempre accesi, l'acqua calda, le buste di plastica, la raccolta differenziata, ecc.
Non è necessario essere estremisti per ottenere effetti positivi

Inviato: 2009/11/7 12:04
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Impatto Zero
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Riuscite a vivere una settimana a impatto zero?

Un blogger americano lo fa da oltre un anno; dall'esperienza ha già tratto un libro ed un documentario. Adesso lancia una nuova iniziativa, aperta a tutti: cercare di vivere per sette giorni riducendo al minimo i propri consumi e condividere la propria esperienza sul web.

Provate, per una settimana, a vivere riducendo al minimo il vostro impatto sull'ambiente. Niente macchina, niente elettrodomestici, niente piatti e bicchieri di carta. Rinunciate per qualche giorno all'illuminazione artificiale in favore di una cenetta romantica a lume di candela, spegnete la tv e lo stereo. Infine evitate di acquistare alimenti confezionati o prodotti a più di cento chilometri di distanza e preferite le scale all'ascensore.

Impossibile, direte voi, vivendo in città, nel mondo di oggi. Invece no: Colin Beaven, in arte No Impact Man, lo ha fatto per un anno intero insieme alla sua famiglia nella caotica New York. E adesso lancia la sfida a tutti voi: riuscirete a farlo per una settimana?

Ad aiutarvi ci sarà, oltre al buon senso, un decalogo scaricabile dal sito del blogger,
http://noimpactproject.org/
che vi illustrerà giorno dopo giorno come rinunciare a qualche consumo superfluo.

Le date sono già decise, dal 18 al 25 ottobre: si parte domenica rinunciando a qualche piccolo lusso (ad esempio ai tovaglioli di carta in favore di quelli di stoffa) e si arriva la domenica successiva ad aver abbattuto quasi ogni tipo di consumo, persino la carta igienica (un articolo del New York Times su Beaven titolava proprio “Un anno senza carta igienica”).

Partecipare è semplice: ci si iscrive al sito No Impact Project, si scarica la guida e si seguono giorno per giorno le sue direttive, leggendo la sera prima gli obiettivi da raggiungere nella giornata seguente. Altri preziosi consigli ci arriveranno dalla sezione Change Yourself, in cui i lettori si scambiano le loro personali ricette per un mondo migliore.

Chi vorrà partecipare potrà condividere le proprie foto, filmati, commenti e racconti sui principali social network, da Facebook a Twitter, all'interno dei gruppi dedicati all'iniziativa. Per chi non se la sente di intraprendere da solo l'impresa esistono gruppi già organizzati a cui unirsi.

L'idea di fondo è quella di dimostrare come con uno sforzo graduale e non eccessivo si possano ridurre drasticamente i propri consumi, e al contempo rendere evidente come questi ultimi siano molto spesso eccessivi e superflui. Si calcola che una famiglia di quattro persone produca ogni giorno quasi sei chilogrammi di immondizia (oltre due tonnellate l'anno), utilizzi 550 litri d'acqua (240 quelli di acqua calda), consumi dai dieci ai quindici chilowattora di energia. Situazione ancora peggiore per i single, i cui sprechi, soprattutto alimentari, raggiungono livelli record: fino al 60 per cento in più rispetto al componente di una famiglia media.

Ridurre i consumi non solo incide in maniera positiva sulle proprie spese e sull'impatto ambientale, ma – parola di Beaven – permette di riscoprire le gioie dimenticate di una vita più naturale, meno schiava del benessere e dei piccoli comfort quotidiani.

Il blogger americano – che dall'esperienza ha tratto persino un libro ed un documentario di prossima uscita – non è l'unico ad aver tentato un esperimento del genere.

Nel 2008 il belga Steven Vromman, sceltosi il più modesto nome d'arte di Low Impact Man, ha deciso di ridurre al minimo il proprio consumo di energia giungendo a consumarne in un anno soli 200 chilowattora, l'equivalente di quanto consuma un uomo medio in neanche quindici giorni. Anch'egli ha un blog (quello originale è in fiammingo, ma esiste anche la versione in lingua inglese) su cui tiene una sorta di diario giornaliero delle sue esperienze.

Vivere abbattendo il nostro impatto ambientale è dunque possibile. E se farlo per una settimana può aiutarci a dimostrarlo, ben altro sforzo serve per rendere tale scelta uno stile di vita. Esperienze radicali come quelle dei due blogger, per quanto auspicabili, difficilmente si possono diffondere su ampia scala. Ciò che è possibile è invece un cambiamento lento e graduale, una sempre maggiore consapevolezza delle conseguenze che le nostre azioni producono sull'ecosistema in cui viviamo.

Per ora fidiamoci delle parole di Colin Beaven. “Io e la mia famiglia”, dice il blogger davanti alla telecamera, “non siamo mai stati così felici”.


Fonte: http://www.terranauta.it/a1438/consum ... imana_a_impatto_zero.html

Inviato: 2009/11/4 17:23
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La leader della democrazia birmana e vincitrice del premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, è stata arrestata in base a nuove accuse inventate, , proprio pochi giorni prima che scadessero i suoi 13 anni di detenzione. Lei e migliaia di monaci e studenti sono stati imprigionati per aver corraggiosamente sfidato il brutale regime militare con appelli pacifici per la democrazia.

Mettendo a repentaglio la propria incolumità per parlare in favore dei propri amici imprigionati, gli attivisti birmani stanno domandando il rilascio di Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici e fanno appello a tutto il mondo perché li aiuti. Abbiamo solo sei giorni per inviare al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon una valanga di firme a sostegno della petizione chiedendogli di rendere il loro rilascio una priorità urgente – può farne una condizione per un rinnovato impegno internazionale. segui il link per firmare la petizione, e inoltra questa email ai tuoi amici per assicurare che Aung San Suu Kyi e tutti i prigionieri politici siano liberati. Gli attivisti birmani presenteranno la petizione globale ai media il 26 maggio: :

http://www.avaaz.org/it/free_aung_san_suu_kyi

Il 14 maggio, Aung San Suu Kyi è stata arrestata e tradotta in carcere con l’accusa di essere in connessione con un uomo americano che presumibilmente si è introdotto furtivamente nel complesso in cui si trova trattenuta a Yangon. Le accuse sono assurde -- sono i militari birmani, che ora l’accusano di aver violato gli arresti domiciliari, ad essere responsabili della sicurezza del complesso. Sono un pretesto per tenerla detenuta fin dopo le elezioni che si terranno nel 2010.

Il regime birmano è noto per la sua feroce repressione di ogni minaccia al completo controllo militare – migliaia sono in carcere in condizioni disumane e privi di cure mediche, ci sono continui abusi dei diritti umani, una violenta repressione dei gruppi etnici, ed oltre un milione sono stati costretti a cercare rifugio oltre confine.

Quella di Aung San Suu Kyi è la più grande minaccia al potere della giunta. La sua leadership morale del movimento democratico e la sua eredità della grande vittoria elettorale nelle elezioni del 1990 significano che è l’unica figura in grado di sopraffare i militari nelle elezioni del prossimo anno. E’ stata detenuta numerose volte dal 1988 – agli arresti domiciliari senza alcun contatto con il mondo esterno. Ma questa nuova scandalosa detenzione nella famigerata prigione Insein priva di cure mediche può essere molto pericolosa perché è seriamente malata.

Le fonti dicono che il regime militare teme questo appello online unificato e massiccio all’ONU -- oltre 160 gruppi di solidarietà ed esiliati birmani in 24 paesi stanno partecipando alla campagna. E il Segretario Generale e i principali attori della scena internazionale che cercano di impegnarsi nuovamente con il regime birmano, possono influenzare il destino di questi prigionieri. La scorsa settimana il Segretario Generale Ban Ki Moon ha detto:” 'Aung San Suu Kyi e tutti coloro che hanno un contributo da dare al futuro del loro paese devono essere liberati”. Inondiamolo con un appello globale affinché metta in pratica urgentemente le proprie parole e ponga fine agli arresti e alla brutalità:

http://www.avaaz.org/it/free_aung_san_suu_kyi

Come per il rilascio di Nelson Mandela dopo anni di prigionia in Sud Africa, la libertà di Aung San Suu Kyi dopo anni di ingiusta detenzione, porterà un nuovo inizio alla Birmania e speranza per la democrazia. Questa settimana potrebbe essere il momento storico per il cambiamento – rimaniamo uniti dietro Aung San Suu Kyi e questi coraggiosi uomini e donne chiedendo il loro rilascio adesso!

http://www.avaaz.org/it/free_aung_san_suu_kyi

Con speranza,

Alice, Brett, Ricken, Pascal, Graziela, Paula e il resto del team Avaaz

CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229

Non dimenticare di andare a vedere le nostre pagine: Facebook, Myspace e Bebo.

Inviato: 2009/5/23 8:22
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Re: Bruce Chatwin
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fiordispina ha scritto:
Citazione:
da leggere anche "In Patagonia" e confrontatelo con altri scritti sulla Patagonia


Quali, ad esempio? (chiedo perchè l'argomento mi interessa)


Patagonia Express di Sepulveda
Ritorno in Patagonia di Chatwin e Theroux
Il diario del viaggio in motocicletta del Che
Viaggio di un naturalista attorno al mondo di Darwin
e se non ricordo male anche qualcosa di Coloane e Conrad

Inviato: 2009/5/6 19:04
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Re: Bruce Chatwin
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da leggere anche "In Patagonia" e confrontatelo con altri scritti sulla Patagonia

Inviato: 2009/4/30 19:17
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Re: Terremoto in Abruzzo
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smoje ha scritto:
ciao bella mè (come si dice da queste parti), grazie infinite e un bacio a te. e non esultate, voialtri: la pubblicazione è solo rinviata...

azz, nemmeno il sisma ti fa desistere
bentornato da un reduce dell'80 ^_^

Inviato: 2009/4/15 13:20
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Re: pubblicato il mio romanzo
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uhm, lo vedo male questo post

Inviato: 2009/4/12 13:04

Modificato da ozoz su 26/4/2009 15:36:48
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Re: Si dice onta o onda?
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può darsi
io "entrambi" lo metto in tutte le frasi apposta per confondere la gente
^_^

Inviato: 2009/3/29 12:41
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Re: Si dice onta o onda?
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non in entrambi i modi
fra virgolette ho citato solo uno dei modi, quello corretto

è chiaro, sono io a non farmi capire

Inviato: 2009/3/29 11:06
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