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Re: Al mattino, appena svegli e alla sera, prima di dormire
Just can't stay away
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La mattina dopo la sveglia che suona dieci minuti prima di quando diventa obbligatorio alzarsi, mi butto di nuovo giù nel letto... e un quarto d'ora dopo mi alzo di corsa, bevo acqua e mi lancio in bagno agganciando prima i vestiti che ho preparato la sera.

Prima che entrambe le palpebre calino leggo (anche con un occhio solo), poi già ad occhi chiusi bacio sulla testa MiciLizzy che già dorme accanto a me e spengo la luce.

Inviato: 2006/11/14 18:04
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Re: Scrivi una storia per Meggy
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Certo che scriverò anch'io per Meggy... una bella fiaba improvvisata... genere random. Insomma: vediamo che viene. Sicuramente scriverò per lei!


Inviato: 2006/11/12 11:04
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Re: Il nuovo Laboratorio
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Io ovviamente Meggy non la commento.
Però posso sorridere.
Che bello vederla qua: a casa.

Bri'

Inviato: 2006/10/30 21:19
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Re: Musica & Emozioni
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Roses for the dead - Funeral for a friend

Just to say we're sorry
For the black eyes and bleeding lips
And its hard to forget
How many lies we told
Or how old we'd grown
Before I said goodbye
So lets scrape our knees
On the playground
Its not your fault
You feel ok
Its too late in the day
Its not your fault
You feel betrayed
You cant come out to play
I never listened to a word
You never said
I never listened to a word
You never said
Wasting the hours now
We're all suckers for tragedies
And start this over again
And you bring us to our knees
As sunrise comes
And the story will sell
A few hundred papers
So we'll follow you up
So raise your hands up high
And let this rain pour on
So raise your hands up high
And wash us away
Like innocence and childbirth
You look just like your mother
You look just like your father
Forgive him our father
Your son is smiling
So lay roses around you

Inviato: 2006/10/25 22:13
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Re: All City - primo racconto collettivo
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Cari compagni d'avventura,

non è un peccato che il nostro racconto collettivo vada via così in dissolvenza, nell'incompiutezza?

Forza... ritrovate l'energia per il finale! Siamo una bella compagnia...

Bri'

Inviato: 2006/10/22 10:30
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Re: Cosa lega matematica e poesia?
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Inserisco un altro nome in questo thread, quello di Henri Meschonnic.

Meschonnic è un filosofo del linguaggio che si oppone parimenti al formalismo dello strutturalismo (e non solo, estendendo la propria critica anche alla semiotica) come all'ermenutica e al decostruzionismo.
Meschonnic costruisce tutta la sua congettura sul concetto di ritmo, in due opere principali, nel 1970 con Pour la poétique e nel 1982 Critique du rythme. Anthropologie historique du langage.
Tutto si avvia da un celebre studio di Emile Benveniste da cui si giunge alla dimostrazione di come nella filosofia ionica rhythmos non abbia il significato successivamente attribuitogli da Platone, connettendolo alla misura; negli ionici significa forma distintiva, figura proporzionata, disposizione e non è mai riferito al movimento regolare delle onde, il verbo rhein a cui rhythmos si connette indica il fluire del fiume e non si applica al movimento regolare delle onde del mare; il termine serve presso gli ionici “a descrivere delle ‘disposizioni’ o delle ‘configurazioni’ prive di stabilità o necessità naturali e derivanti da una sistemazione sempre soggetta a cambiamento.” E' sulla base di un ritmo senza misura, secondo il concetto eracliteo, che Meschonnic fonda la sua teoria. Il ritmo così inteso viene contrapposto alla metrica, ai suoi schemi astratti che prescindono dalla storia e dal soggetto, fa saltare la differenza fra verso e prosa, modifica il concetto di traduzione, modifica la nozione di oralità con l’introduzione dell’idea di scrittura orale, si oppone alla metafisica del segno, che ha introdotto nella cultura occidentale una serie numerosissima di dualismi a cominciare da quello fra significante e significato.
L’idea di ritmo che Meschonnic ha perseguito durante tutta la sua carriera di studioso tende a sottrarsi tanto al formalismo astratto quanto all’esasperazione individualistica dell’estetica idealistica. Il soggetto, infatti, che si inscrive nel discorso attraverso il ritmo, non è socialmente isolato, implica il tempo e la storia. È un ritmo analizzabile, ma non prevedibile, di volta in volta diverso perché espressione del soggetto nella organizzazione del discorso. Ed è utile ai fini di questa discussiona anche considerare il concetto di poetica, secondo l'accezione di Meschonnic, la poetica è una “antropologia storica del linguaggio”:

“Porre la poetica come l’epistemologia della scrittura suppone nel suo principio che la scrittura sia un’attività di conoscenza specifica. Né gratuità né ornamento né ispirazione né riflesso, ma trasformazione della scrittura e dell’ideologia in e attraverso il linguaggio. È la sola giustificazione per questa attività apparentemente seconda, metalinguistica e ‘metatranslinguistica’, che è la poetica, come luogo di scambio e di interazione fra la pratica e la teoria della scrittura.” (Pour la poétique II - 1973)

La poetica di Meschonnic non ha una definizione rigida, ma si potrebbe dire che ne autogenera una nuova di volta in volta ascoltando le trasformazioni che l’opera introduce nella lingua. L’idea del ritmo come inscrizione della soggettività nelle opere poetiche, intese in senso largo, è un elemento essenziale di questa poetica. È la via per superare idealismo e formalismo, per ridare spazio alla storia, non allo storicismo, per individuare una specificità della letteratura.

Inviato: 2006/10/21 15:35
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Re: Strade di città
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Via del Barco.

Ci si arriva a piedi da casa mia, salendo verso i Colli Alti da via Murata, una strada sterrata e ciottolosa, malamente lastricata da materiale di riporto. Arrivati in cima a via Murata si attraversa la strada che sale a Morello, davanti a una casa che spunta fra i cipressi, proprio sopra ad una fonte, di quelle dove la gente va a prendere acqua fresca la domenica mattina. Si sale per pochi passi e arrivati di fronte alla casa si prende destra: da lì inizia via del Barco. Via del Barco è a sud delle mura del parco Ginori. Anche via del Barco è sterrata. Mi ci portava a passeggiare mio nonno da piccola ed è lì che ho cominciato la mia carriera di raccoglitrice. Raccolgitrice di quarzi. Scavavo la terra non appena vedevo spuntare una pietra e poi a casa la spaccavo con un martello. E il quarzo, anche quello più nascosto, brillava tra le mie dita. Via del Barco è quasi un sentiero, che scorre tra un muro rigonfio della pressione dei tronchi degli alberi alti e frondosi che crescono dall'altra parte e una discesa di olivi che fanno da orizzonte fino al limite più estremo delle case, dove inizia il paese.

Un limbo in cui rifugiarsi quando si ha bisogno di silenzio da respirare. A pochi passi, dietro casa.

Inviato: 2006/10/21 14:37
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Re: Quanti libri leggete in un anno?
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Scusate ragazzi...

Qual era la domanda?


Inviato: 2006/10/3 21:28
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Re: Diario
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Caro Diaro (è tanto che non ti facevo la rima...)

ho spedito tre pagine che si dicono curriculum... perché non posso stare a guardare la mia vita mentre passa dal tritacarne. Mi sento una polpetta in padella. Troverò un nuovo tritacarne. E per un po' mi sembrerà migliore dell'altro. Spero di non passare dalla padella alla brace.
Amen.
E chi vivrà vedrà.

Bri'

Inviato: 2006/9/30 17:23
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Re: Ave
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Benvenuto Maigret. Un po' in ritardo. Per colpa mia. Ho una vita assurda che sto cercando di cambiare.
Ma riguardo a te: ok Simenon, ma hai mai letto il suo diretto concorrente Leo Malét? Ti consiglio la trilogia noir (La vita è uno schifo - Il sole non è per noi- Nodo alle budella) più che le storie di Nestor Burma. La trilogia è fantastica. La trovi pubblicata anche integralmente in un unico volume. Ma per una lettura più agile ti consiglio di comprare libro per libro.

A presto!
Bri'

Inviato: 2006/9/30 17:07
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