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Re: ...mi chiedevo...
Not too shy to talk
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Ragazzi, un buongiorno a tutti e un ottimo 2008.
Era qualche tempo, eufemismo, che non scrivevo, ma confesso di aver seguito con passione molte discussioni... Perchè sono qua? Solo per farvi gli auguri, e per dirvi di continuare così: queste discussioni non possono che fare del bene all'editoria

Inviato: 2008/1/9 12:10
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Un saluto fulmineo, caro Imbrattacarte, con grande piacere. In effetti i miei post torrenziali non sono proprio agevoli, ma tanto... non scadono! E quindi spero di aver lasciato qualcosa che ci aiuti a crescere tutti insieme.

Ma non ringraziarmi, non ringraziatemi:
"Un editore operaio, per cambiare l'Italia"

..................

............

.....


Inviato: 2005/11/2 9:08
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Re: Il Filo
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Hermy,
di certo, <b>di certo</b> la mia non voleva essere espressione di negatività. Tutt'altro, e per vari motivi.
Non ultimo il fatto che io stia qui a scrivere.
Ma soprattutto il fatto che, dato sì che si legge -nella grande maggioranza dei messaggi, ed io sono il primo-
di persone scontente, indispettite, incollerite, rattristIte (era per assonanza )
per la situazione editoriale contemporanea, beh questa seconda parte del mio post voleva essere una testimonianza sì della difficoltà, ma anche de margini per fare qualcosa di diverso e bello.
E perciò, un sorta di speranza,
che poi è di più, una speranza
concreta, che si fa giorno dopo giorno. Io non ce la faccio ad abbattermi, o a dire"Azz, che brutta situazione...". Piuttosto prendo e mi sbatto e cerco persone come me, che -consapevoli di uno status quo non felice- siano disposti a mettersi in gioco per cambiarlo.

Per quanto concerne i prezzi dei libri... uff... discorso difficile. Molto difficile e complesso. Ti lascio (e lascio a chi legge) un dato -ovviamente io parlo di Azimut, che è l'unica situazione che conosco
Un libro che costi 10 euro.
Il 50%-58% va al distributore (indispensabile)
Il 30% va al tipografo e allo stato tra tasse e il resto(anche se questa percentuale è quella più ballerina e indefinita)
Il 6-7-8-10% va come diritto d'autore...

Devo aggiungere altro? E' chiaro che, essendo tutte queste spese una percentuale (e variando quindi nella loro entità in base al prezzo di copertina),
l'unica soluzione è alzare un pò il prezzo di copertina, perchè l'entità di quella percentuale che rimane in mano dell'editore non sia ridicola...

Per onestà devo dire anche una cosa: la spesa ballerina del tipografo, se per Azimut -che stampa tirature limitate- è così influente, per i colossi editoriali si restringe tantissimo... (ma questo è un altro discorso )

Attenzione: non leggere negatività pure in questo mi ppost, ok? Perchè vedi, se questa è la base di partenza, sotto a questa non si può andare! E quindi si può solo migliorare...


Mi scuso per la tediosa lunghezza di ogni mio post in questa discussione, lunghezza dicui sono consapevole
Ma come avete ormai capito, conoscendomi, che uno dei miei obiettivi qui su Ozoz è quello di svelare, quanto possibile, qualche retroscena dell'ingranaggio editoriale, per far capire che non sempre, non tutti gli editori sono dei lestofanti... E forse così, comunicando,le cose potranno essere solo migliori.
E comunque da domani riprende il lavoro forte, così mi sono sbizzarrito inquesti giorni...

Inviato: 2005/11/1 18:19
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E' vero.. la percentuale dei libri in traduzione è simile a quella che dici tu. Ma perchè è così?
Perchè, dato sì che l'editore deve portare avanti un'azienda, e deve tenere conto della legge della domanda e dell'offerta. E, evidentemente, la domanda di "alcuni" tipi di libri è maggiore.
Sennò, perchè?

Non puoi immaginare quante infinite volte, ogni volta che mi sono trovato ad avere a che fare con addetti ai lavori, mi è stato detto: "Eh, ma tutti questi esordienti! Così non va bene".
Ora, quando hai di fronte persone che stanno nell'ambiente ai massimi livelli -da anni-, è chiaro che non puoi non tenere conto dei loro rilievi.
E quindi, o segui tutto ciò che dicono. O non segui, ma non poi puoi sperare di rimanere a lungo dentro a un meccanismo consolidato. Oppure, beh, provi a mediare: e rivedi un pò i tuoi piani, ma giusto un pò. Senza snaturarti, mantenendo la tua identità, ma anche adattandoti alle regole. Perchè solo questo, io credo, è il modo per sperare di cambiare la situazione, in futuro.

E così credo d'aver anche risposto all'altra tua domanda. Comunque, sì, ci sono delle cose che in effetti risultano come tappe forzate. Ma, finchè non si prova a cambiarle,
ci sarà sempre scollatura tra due mondi importanti (autori ed editori). E in attesa che siano cambiate, bisogna provare a fare in modo che queste tappe forzate abbiano come "contrappunto" delle situazioni vantaggiose.

Quel che so, è che finchè non ci si prova
non si può mai avere una risposta definitiva, pur nel proprio piccolo.
E comunque, herny, non mi pare di aver detto che tutto è uno schifo.
O se così ho fatto, mi sono espresso male. Perchè se pensassi che tuttoè uno schifo, senza nulla da salvare, sarei solo uno stupido a perdere tempo e soldi.
O no?

Inviato: 2005/11/1 11:14
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Re: Il Filo Editore.
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Antonio... questione spinosissssima quella del riconoscimento. E per la quale ogni parola detta o scritta ne richiama cento altre.

Convengo su quanto dici. Sì.
E però credo sia bene anche tenere conto delle sfumature che ognuno dà, al proprio "riconoscimento".
Per conto mio, posso parlare di quando scrivevo: e il "riconoscimento", per me, non era
trovare un editore che mi pubblicasse perchè ci credeva e dunque mi pubblicasse gratis.
Il riconoscimento era, saltato questo passaggio, chele mie opere piacessero, e venissero acquistate. O ben criticate.

Diciamo. Chiudevo gli occhi sul come le mie opere arrivavano al pubblico. Ma, ne ero cosciente. E vedevo il tutto come tanti gradini che mi portassero in cima.
Che poi, per carità, oggi -senza rinnegare nulla- so benissimo che almeno un paio di pubblicazioni me le sarei potute risparmiare.
E però, se non le avessi fatte, sarebbero mancate alcune opportunità, alcuni anelli alla mia catena. E forse -forse!- non sarei qui a parlare, o non ci sarei ora, in queste vesti.


Su tutto il resto, Antonio, sono d'accordo.
Compreso il fatto che gli scrittori devono occuparsi di scrivere al meglio. Tanto è vero che io è due anni che non scrivo, o che non scrivo -almeno- come Dio comanda.
E non puoi immaginare quanto questo mi costi.
Ma se la speranza, l'obiettivo, è quello di creare uno spazio in cui
finalmente
le leggi economiche abbiano solo il peso che è imprescindibile in un mondo che si basa su leggi economiche
senza inficiare l'atto creativo,
beh, se l'obiettivo è questo, allora sopprterò finchè posso il peso della non-scrittura

Inviato: 2005/10/31 11:52
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Re: Il Filo Editore.
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"ma non vi sentite male ad accorgervi che anche la dimensione creativa del vostro vivere
rimane indifesa invasa sottoposta
alla pur nobile arte del calcolo e del commercio?"

Sol.
Proprio in queste tue parole sta la chiave.
Sì, mi ci sento male. Ancora più ora, che -oltre a scrivere- edito pure.
E ho passato 8 anni a sentirmici male. E ho provato a fare altro, e a creare per me. A distogliere o pensieri, a calmare la rabbia che saliva con la sua carogna.
E poi ho capito che, per stare bene -con me stesso, intendo- potevo fare solo una cosa. Scrivere a tempo pieno. E leggere, e pubblicare. Cioè, far leggere.

La soluzione era una: partire per un sentiero difficile, molto, ostico fin troppo. Un sentiero che mi portasse là dove -forse- si può tentare di cambiare qualcosa. O almeno, di non far sottostare solo la dimenzione creativa a quella economica. Ma di provare a far in modo che una -imprescindibile, economica- tenti di essere trampolino per l'altra. Finchè le cose non cambieranno.

Ecco perchè ogni passo che ho fatto era consapevole. Con i tributi consapevoli. Per vedere di cambiare le cose. Che sarà poi cosa lunga, e chissà. Ma almeno, dovevo provarci.

Che io proprio non ce la faccio a pensare di farmi leggere solo da postumo. O che altre cose, molto più belle delle mie, verranno lette -forse chissà- magari solo da postume.

Inviato: 2005/10/31 10:56
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Re: Il Filo Editore.
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Arzy,
non posso che condividere in toto.
Già.
Hai esaminato la cosa con assoluta precisione e chiarezza.

e, vedi, più che gli 80 denari, più che la rescissione anticipata di qualche mese,
portare a far conoscere, anche solo a 1 persona, a te appunto, questa mia esperienza -con i ragionamenti che ne conseguono- mi appaga.

Quanto alle mie spese, rientravano semplicemente in un investimento su di me, calcolato e sopportato. Perchè era semplicemente un passo verso un obiettivo.
Che poi ho raggiunto. E le mie copie le ho regalate quasi tutte. (Ma questo è un altro discorso)

E, a dire il vero, che il libro non sia stato promozionato,
è (guardando la situazione ex-post) solo che una cosa positiva.
Perchè mi consente di sfruttare quanto prima il libro, con tutto il suo potenziale quasi intatto (meno 150, ops, 40 copie).

Senza dubbio poi, avessi esaurito la tiratura in 15 giorni, allora le cose sarebbero cambiate.
Però, Claudio, se io contatto l'editore perchè presento il libro, in due serate, con un gruppo musicale in due concerti da 600 persone ognuno... e l'editore mi dice che non può venire a portare le sue copie...
Ma vabbeh, questo è un altro discorso ancora.

Come quello del buon silvio, che oggi -magnanimo- ha pure concesso a noi sconfitti di "essere ancora la squadra favorita". Argh.

Inviato: 2005/10/30 18:42
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Re: Il Filo Editore.
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Argh.
Dopo ieri sera. Cribbio, che devo dire.

Quanto al libro, eh, caro Arzy, ho fatto 10 anni di gavetta
nel fango, e se ne sono uscito
-momentaneamente, chè tu sai le mie vocazioni-
è proprio perchè certi atteggiamenti, che sembrano d'habitude nell'editoria attuale,
mi avevano un poco annoiato

Inviato: 2005/10/30 15:36
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Eh eh, Agnes, hai centrato il punto.
A questo punto, la cosa che cercherò subito, da subito, è la rescissione. Ma anche gli eurini, che comunque non mi va di regalar loro.

Non voglio scrivere quel che penso. Scrivo però che ho richiesto, nelle famose mail, la rescissione contrattuale o una eventuale ristampa. Ma, essendo ancora disponibili una decina di copie (che però ogni volta che è stato chiesto il libro non stavano in magazzino, ma erano in giro per qualche mostra o evento della casa editrice. E poi quando sono state chieste -ho molti amici - a qualche mostra o evento, Fiera del Libro, presentazioni, ecc, stravano in magazzino....)
mi è stato detto che devo attendere fino a luglio 2006, alla naturale scadenza del contratto.

Ora, sono sicuro che le cose si muoveranno, non foss'altro perchè alla Fiera di Roma siamo in stand molto vicini poi, se così non fosse, va bene: si vedrà che fare.
Ma il dubbio, mi pare chiaro, è che questo editore non sia per nulla interessato al valore del libro. E penso -come del mio, così di tutti gli altri.
E' un dubbio, sì, ma come pensare diversamente?

Quanto al libro in sè, nessun problema, poi. L'uscita di due anni fa, è stata importante, per una serie di motivi. E che abbia venduto solo 150 (ops, 140 ) copie va altrettanto bene, dato che potrò ben farlo ripubblicare e sfruttare -realmente- tutto il potenziale, nella maniera che più mi andrà.


Inviato: 2005/10/30 9:44
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Ehm... qui si va in una discussione di filosofia del diritto,
e per spiegare al meglio dovrei chiamare l'avvocato di cui sopra, mia socia in Azimut.

In sintesi, io per semplificare dico sempre che l'autore cede la proprietà dell'opera a tempo.
Che poi, a guardare nei fatti, e nei contratti da Codice civile è così.
Anche se, in effetti,
l'autore cede il diritto alla pubblicazione dell'opera, alla pubblicità e a tutto uel che ne consegue.
Ma, dato che l'autore poi questa opera non la può utilizzare, per la durata del contratto...

Inviato: 2005/10/29 16:09
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