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Re: Cosa state leggendo adesso?
Just popping in
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La guerra di Caio - Roberto Betz - editore Tranchida

... una guerra vista dal basso...

Inviato: 2009/1/8 12:39
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Re: Il gioco delle libere associazioni... di libri
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La valle dell'Eden di John Steinbeck

Inviato: 2008/11/9 21:03
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Re: BUON NATALE
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Mi unisco agli altri e anche se in ritardo auguro a tutti un Natale di sorrisi, calore e tenerezze e un 2008 ricchissimo di sogni, desideri e speranze.

Inviato: 2007/12/25 23:34
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Re: Com' è possibile?
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Ciao,
come voi io sono indignata.
Anche questo è uno di quegli eventi che il mondo ci sbatte in faccia, nel tentativo di fare scalpore.


Ha cominciato Melissa P.? Forse no, forse si è cominciato prima, non importa comunque stabilire quando, perchè ogni volta sembra che sia la prima volta e che si stia superando il limite.
Non è così.
Che ne dite per esempio del Caso Ahmetovic UCCIDE 4 RAGAZZI E SI METTE A FARE GLI SPOT.

Senza regole e senza morale è solo lui o anche chi gli propone lo spot e ancora chi pur criticandolo lo guarda?

Idem per questi casi secondo me (scusate la presunzione di sapere) montati ad hoc.
Anhc'io a 14 anni ho scritto un libro. E forse lo abbiamo fatto in tanti. Il mio faceva schifo, però parlava d'amore. Se qualcuno me lo avesse corretto, infarcito di sesso, e magari trasformato il mio lui maschile da ragazzo ventenne in anziano 60enne, forse avremmo avuto una seconda, terza, quarta, quinta lolita.
Ecco, io penso che sia andata più o meno così.
Però, però, secondo me, e non voglio essere moralista anche se poi alla fine passo per quella che lo è, il problema è anche nostro.

In nome di una libertà che è diventata anarchia dei valori, avviene di tutto. E noi lasciamo che avvenga.

Perchè è vero che ci indigniamo ma poi compriamo libri di Melissa P, (anche solo per capire - ma cosa c'è da capire?), che per giunta viene anche invitata in alcuni spettacoli televisivi come scrittrice opinionista!, guardiamo gli spot (per fortuna bloccati) di Ahmetovic e così via.
Ragazzi, a chi ci spreme per i soldi, e per il mercato, glie ne può fregar di meno che noi ci indigniamo.

Anzi, ride e si frega le mani. Il risultato di fare numeri lui comunque l'ha raggiunto.

La beffa sta proprio qui.

A questi casi io dedicherei il meno spazio possibile, sia in termini di conversazione, sia in termini di attenzione.

Anzi ho già scritto troppo.

Oggi è una giornata bellissima. Apre le porte al Natale. Farò l'albero con mio marito e mia figlia, e rivivrò la magia di una festa che da sempre mi illumina e mi dà forza.
Auguro a tutti la stessa infantile gioia...
E...(ma sì, sono di parte, e come ha scritto Alco una volta anche scudiero) ... un augurio speciale alla mia amica Melitta ...

Inviato: 2007/12/8 9:00
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Re: Benigni
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Sono d'accordo con tutto quanto è stato detto, soprattutto da Shoen, ma credo, e non vorrei offendere nessuno, che nel fare una valutazione generale si debba tener conto anche della qualità del pubblico.
La nostra è una popolazione che invecchia: dati ufficiali confermano che in italia ci sono più di 6.000 ultracentenari, che gli over 65 sono quasi 11 milioni e che le persone tra i 60 e i 64 anni sono 3 milioni e mezzo.
Quindi, uno più uno meno, 14 milioni di italiani sono nati prima del 1950. Che scuole crediamo abbiano frequentato? Quanti di loro si sono fermati alla quinta elementare o al massimo (e allora erano istruiti) hanno frequentato le medie?
L'Italia di quei tempi non era l'Italia degli Atenei, ma delle campagne o al massimo delle prime fabbriche.
Mi chiedo pensando a loro e agli anni della loro infanzia (per alcuni anni di guerra e per altri prima ricostruzione), ecco mi chiedo: Quanti di loro non hanno mai letto la Divina Commedia?
Ho visto Benigni, non alla televisione ma durante uno spettacolo dal vivo (Un festival dell'unità). Tutto il secondo tempo l'ha dedicato alla Divina. Il palazzetto ero pieno, c'era gente di tutte le età, molti appartenevano alla categoria di "anziani o quasi", che è poi la classe media italiana, la stessa che si è tirata su le maniche e ha lavorato sodo; in cambio, ahimè, non sempre ha potuto o avuto tempo e voglia di leggere e studiare.
Ebbene questa gente era commossa e interessata. Aveva capito benissimo e tutto.
Conosceva la Divina Commedia, la stessa che avevano studiato i figli e ii nipoti. A ragione, Si sentiva orgogliosa e sapiente.
L
Benigni è capace di dare emozioni e nozioni in modo semplice.
Certo lo studioso, il colto capisce che in questo modo forse si rischia di perdere qualcosa, ma chi non sa, o sa poco, è in queto modo che scopre i mondi che non conosceva.
Apprezzo Benigni.
Ho cominciato a considerarlo un grande, quando ha smesso di fare il comico generico e ha cambiato registro: La vita è bella, Pinocchio (a me Pinocchio è piaciuto moltissimo) La tigre e la neve, sono chiari esempi di originalità e di poesia.
Ora c'è la Commedia. La divina Commedia che per effetto del suo entusiasmo e della sua meraviglia sta vivendo un momento di popolarità.
Bè, vorrei che ci fosse qualche Benigni in più.

Ovviamente la mia è un'opinione personale, una delle tantei con diritto di cittadinanza.
Non pretendo sia quella giusta.


Ciao a tutti

Inviato: 2007/12/4 0:02
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Re: Quale significato avrebbe una rivoluzione in italia oggi?
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Per rispondere a Eagle mi sono dimenticata del quesito originario posto da momo70.
Quesito che a me sembra molto interessante.
Lui chiede, se non ho capito male:
1) cos'è per noi la rivoluzione
2) e... se domani uno di noi si svegliasse "dittatore" cosa farebbe per prima cosa?

La rivoluzione, come dice Wikipedia, è un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello.
Quindi un cambiamento basilare in una o più strutture della vita sociale: economia, politica, cultura, genere/famiglia.
Un cambiamento radicale che mette fine a un ciclo e ne apre un altro, non necessariamente migliore. Certamente diverso.
Aggiungo che la rivoluzione la fa chi non ha niente da perdere.
Una casa, un'automobile, un discreto gruzzoletto, le vacanze d'estate, la pizza con gli amici, o magari solo un happy hour, sono pesanti catene ai piedi di aspiranti rivoluzionari.
Ecco perchè dubito che gli italiani possano a breve fare una rivoluzione; anche se sono scontenti, anche se tutto è diventato uno schifo, anche se la politica (quella vera) è morta, anche se... anche se...

Pur tuttavia... mettiamo il caso che una mattina mi svegliassi con il potere del Che ... bè... la prima tentazione sarebbe quella di dare le dimissioni e ritornar l'anonima rosetta; qualora non fosse possibile mi farei aiutare da esperti per realizzare una volta per tutte le famose riforme.
Per primo quella elettorale, poi regolamenterei il conflitto d'interessi, poi definirei le regole di immigrazione, pretenderei la certezza della pena.
Promuoverei la ricerca, in tutti i settori e terrei sotto controllo l'andamento dei centri di ricerca, (per evitare uso e abuso di fondi pubblici)
Sarei attenta e incentiverei le idee nuove, non importa se di giovani o anziani.
Ripristineri nelle scuole lo studio di materie come: educazione civica e comportamento (quanti ragazzi oggi si alzano per far sedere un anziano?, usano ancora salutare per primi, o chiedere permesso o dire mi scusi, oppure ho sbagliato, etcc. quanti sanno stare composti a tavola, al cinema, per strada?)

Suggerirei e agevolerei lo studio di una religione. Io sono cattolica, ma lascerei pari dignità anche le altre, purchè facciano pensare a un Dio, a una dimensione spirituale che aiuti l'uomo a vivere e a sopravvivere con meno stress. (Nelle società fortemente religiose si fa un uso maggiore o minore di sostanze stupefacenti? ci sono più o meno suicidi?più o meno omicidi?)

E poi...
E poi...

E poi vorrei che la gente sorridesse di più, che fosse, per quel che è possibile, un po' più felice.
Non è compito di un politico nè di un dittatore fare felice la gente, ma un politico o un dittatore, può, attraverso scelte e abitudini, come la musica, lo sport, la cultura, insegnare a vivere in modo più semplice e senza sovrastrutture (o ancora impalcature).


Bene... Mi sento già nella parte.


Un caloroso saluto a tutti.

Inviato: 2007/11/25 21:25
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Re: Quale significato avrebbe una rivoluzione in italia oggi?
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Bravo Eagle!

E tanto che ci sei, fai costruire anche una grande Rupe Tarpea.

Inviato: 2007/11/24 19:17
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Re: Muore Enzo Biagi
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E' d' obbligo una correzione.
Ho scritto Nando della Chiesa. In realtà è Nando dalla Chiesa.

By by

Inviato: 2007/11/8 6:19
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Re: Muore Enzo Biagi
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A Sanchez
E'vero. Tocca a tutti, ma non tutti siamo come lui.

Ci sono onestà, valori, ideali (oggi fuori moda) e sensibilità che non tutti hanno la sfortuna di possedere.
Dico sfortuna, perchè chi li possiede non sarà mai un "vincente" secondo i canoni di questa società.

Riporto di seguito un brano di Nando della Chiesa. E' una testimonianza diretta, una delle tante in cui però Nando ricorda che certe libertà si pagano.


... Io credo che il Paese dovrebbe ricordarlo per quello che ha fatto nella sua vita, eccezionalmente ricca di successi professionali ed editoriali. Ma soprattutto per quello che non gli è stato consentito di fare nell’ultima parte della sua vita. Quando era vecchio, quando camminava a fatica, con il passo incerto dei più anziani, sotto la Galleria di piazza della Scala, uscendo dall’ufficio che gli era stato riservato dalla libreria Rizzoli. Qualcuno gli andava a stringere la mano, qualcuno – come il sottoscritto - lo guardava con tenerezza da lontano per non disturbarne il cammino, qualcuno commentava “ecco quel comunista di Biagi”. La sua figura, la censura di cui è stato vittima, lui, il più prestigioso dei giornalisti-cronisti italiani, deve rimanere come un monito. Per chi ama la libertà di stampa, per chi opera e scrive sapendo quanto essa sia preziosa; non dimenticando mai che nella Russia dell’ultimo decennio sono stati uccisi 47 giornalisti e che nella Sicilia degli ultimi quarant’anni ne sono stati uccisi otto. Ma dev’essere un monito, la vicenda del Biagi ottantenne, anche per chi ha voltato la testa dall’altra parte. Anche per chi non l’ha trovata grave o ributtante. Perché è convinto che la libertà coincida con la propria libertà di parola e di opinione.

Ho avuto anche ragioni di gratitudine per quest’uomo...

Ragioni di gratitudine, dicevo. Per come mi accolse in una lontana trasmissione registrata a Lugano ventitre anni fa. Parlammo di mafia, come non si parla in tivù e ancora meno se ne parlava allora, io e Pippo Fava, che conobbi in quell’occasione. Fava venne ammazzato esattamente la settimana dopo. Gratitudine per l’unica, vera, bella intervista fatta a mio padre. Nell’81, prima che tornasse a Palermo. Una lezione, ancora oggi, di giornalismo di riflessione e di approfondimento. Grandissima cronaca, senza alcun protagonismo, come faceva lui. Qualche anno fa fece il gesto, generoso e simbolico, di mandarmi in regalo l’unica copia dell’intervista integrale, senza i tagli apportati dalla trasmissione tivù. Mi fa piacere che l’abbia lei, mi scrisse. Ricordiamolo senza retorica, ma sapendo e ricordando quel che ha subito in un paese dove non c’era una dittatura ma una repubblica democratica nata dalla Resistenza.
(Nando della Chiesa)

Inviato: 2007/11/7 23:59
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Re: Il Filo vi ha fatto una proposta? Prima leggete qua!
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E CON DUCAS????


Non volevo dirlo perchè sono certa che qualcuno alzerà la testa e ridendo dirà "Che sciocca!"
Ma... per evitare guai ad altri e per cercare di salvare il salvabile confesso..

Anch'io come molti sono tra i "fortunati" di Ducas.
Ovvero appartengo a quella quarantina di autori ai quali Ducas, a seguito di un pseudo-concorso ha firmato e fatto firmare un contratto. Poi è sparito.
Breve sintesi per chi non conosce la storia.
- Nel 2006 Pubblica bando per 20 romanzi o raccolte da pubblicare.
Nel bando promette un premio dopo un anno per il libro che tra i 20 avrà venduto di più
- Garantisce la distribuzione attraverso fumetterie e internet
- S'impegna a pubbicare sul sito internet le recensioni dei libri con contatore vendite .
Tassa d'iscrizione: euro 20

Alla scadenza delk bando, con un mese o due di ritardo, comunica di averne selezionati più di 40. Nessun costo per i selezionati solo 25 Euro se si voleva codice ISBN.
(Ricevuto),
Dopo la firma del contratto e una prima pubblicazione (sono riuscita ad avere a marzo 50 copie con lo scontate del 30 %, che ho fatto girare per le recensioni... ) sparisce.
Da Battipaglia si trasferisce a Roma, in via de Carolis, 49.
Disattiva telefono a Battipaglia.
Non comunica quello di Roma.
Sparisce anche Cristiana Formetta sua editor.
Non risponde alla mail
Gli ordini dei libri non vengono soddisfatti.

Lo so,
nonostante i miei capelli tinti e i suggerimenti di chi ne sa più di me, ho concesso a Pesce una fiducia che si sta giorno dopo giorno sbriciolando.
Purtroppo!
Formetta, ovvero la sua ex-editor, quando ha dato a tutti il suo addio, ha preannunciato che a settembre (o comunque alla fine di agosto) un'altra persona avrebbe preso il suo posto.
Mai sentita.
Nè ho mai avuto il piacere di sentire o leggere Nicola Pesce.
Dov'è? Chi è?
Ci troviamo in molti ad avere consegnato il nostro libro ( poca cosa per gli altri, ma frutto di un duro lavoro per noi), a un editore (editore???) che :
- Non sappiano esattamente dove sta
- Non ha un telefono perché quello che aveva a quanto ci hanno scritto è stato disattivato
- Ha disabilitato da parecchio tempo l'unico forum che ci consentiva di entrare in contatto con lui
- Non risponde alle mail (ammesso che le legga!)
- Non consegna i libri chiesti su Ibs. (E neppure quelli chiesti su l'ermellino!)
- Non ha rispettato nemmeno uno degli impegni presi (vedi sezione su internet con graduatoria vendite etc..)
Bè, direi che ce n'è abbastanza per essere più che preoccupati.

Personalmente sono nei guai fino al collo. Ho organizzato due presentazioni importanti con recensioni strappate ad alcune persone altrettanto importanti per ottobre/novembre.
ho già un ordine in tasca per un numero considerevole di copie, ma Pesce è sparito. E i libri? come faccio ad averli?
Penso che occorra fare qualcosa.
Se tra i lettori di Ozoz ci fosse qualche "fortunato" ebbene
lo dica. Come?

Innanzitutto verificare se si può recidere il contratto. Togliergli quindi i diritti. Così se qualcuno vuole o deve, per non perdere come me la faccia, pubbicare con un altro editore lo può fare. (Tanto alla fine con Pesce le copie che ci servono le paghiamo in anticipo e salate).
Non è da scartare l'idea di andare a Roma, magari in delegazione agguerrita, previa consultazione di un legale.

Magari, prima di andare si potrebbe, come suggerito da qualcuno su un altro forum dove la discussione su Ducas è attiva, spedire all'indirizzo di Roma una raccomandata con ricevuta di ritorno con la quale si chiede di recidere il contratto per inadempienza da parte sua (mancate risposte, mancate osservanza del contratto e delle promesse fatte su internet).


Non credo si possa più aspettare che il Sig. Nicola Pesce si disturbi a rispondere; pertanto rilancio l'invito a chi fosse coinvolto, a fare insieme un'azione di verifica e richiesta di chiarimenti.
Le forme e i modi, li possiamo discutere.
Se qualcuno lo desidera può anche invarmi un messaggio privato.

ciao a tutti...
Rosetta

Inviato: 2007/9/16 15:30
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