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Re: Supereroi
Just popping in
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cit.
[Se pensi che Platone boicottava la scrittura perchè la considerava un mezzo tecnico che imprigionava il pensiero]
end_cit.

Non vorrei boicottare anche questo pensiero, ma, giusto per la precisione, di Platone abbiamo moltissimi scritti. Era il suo maestro, Socrate, a ritenere la scrittura un inutile mezzo di comunicazione. E difatti di Socrate non abbiamo scritti.

fc

Inviato: 2005/5/6 21:12
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Re: Tra un atto e l'altro
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Forse sì. Quel che conosciamo un giorno non è più valido un giorno successivo, bisogna informarsi continuamente, soprattutto in materia giuridica.
I focal point delle università rivendono ufficialmente (con erogazione di regolare scontrino fiscale) fotocopie integrali dei testi di studio, non solo quelli scritti dai professori, che ovviamente sono consenzienti e loro stessi indicano questa fonte di approvvigionamento. I tutori delle pubbliche finanze, interpellati, hanno affermato che non stanno chiudendo un occhio, è la legislazione, per oggi, a permetterlo. E' vero che la legislazione in materia è ambigua (volutamente). Basti pensare che per quel che riguarda il download in file sharing di materiale soggetto a diritto d'autore, tramite protocollo p2p, le disposizioni del (ex) ministro Gasparri al momento sono: non è vietato l'utilizzo, è vietato l'utilizzo a fini di lucro (anche se sia il singolo utilizzatore, sia il professionista, scaricano l' "originale" una sola volta, ovviamente).
Di fatto, in sedi istituzionalmente votate alla cultura, la fotocopia è un legale strumento di lavoro.
Quella del 10% fu una regola mai definitivamente attuata: bastava che una sola persona effettuasse la copia in momenti diversi (o dieci persone copiassero il proprio 10% di testo) per poter uscire dalla copisteria con una copia integrale, e legale.

Inviato: 2005/4/23 18:04
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Re: Tra un atto e l'altro
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bravo Lebeg!
Il libro che cerchi in realtà subisce diverse ristampe periodiche (per certo 1978, 1988, 1997) da parte di Guanda, non so nelle librerie ma belle biblioteche è abbastanza facilmente reperibile, anche in lingua originale. A Roma ne ho contate una decina (puoi controllare qui http://catalogo.bibliotechediroma.it/sebina/opac/ase), capisco che forse potrebbe risultare fuori mano, però magari cercando nelle biblioteche della propria zona si può trovare.
Se proprio vuoi possedere la tua copia e non ti accontenti della copia in prestito (con l'utilizzo che ognuno ne può fare, se per fini di studio la fotocopia è attualmente legale) ti consiglio di "molestare" un libraio, magari di quelli che trattano anche l'usato, se ha i canali giusti non può non trovartelo, perché è un libro con ristampa recente..

buona caccia

fc

Inviato: 2005/4/23 16:22
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Re: La piccola editoria.
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buongiorno a tutti.
Volevo approfittare della presenza e della gentilezza di basquiat per chiedere delucidazioni sulle (eventuali) sovvenzioni che la legge 62/2001 (www.camera.it/parlam/leggi/01062l.htm) concede anche alla piccola editoria. Nell'art. 5 comma 6 si legge che ricevono sovvenzioni le imprese che presentano un fatturato non superiore a 5 miliardi di lire (nel 2001 c'erano ancora le lire), quindi deduco che queste erogazioni siano state attivate. Però ancora non ho capito, nella pratica, in che misura, e che requisiti si devono avere per beneficiarne. Vengono effettuati controlli sulla qualità o sul numero dei testi pubblicati?
Grazie per la risposta, buon lavoro a tutti

cantina band

Inviato: 2005/2/27 15:32
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Re: La piccola editoria.
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salve a tutti.
grazie per le risposte, anche se una risposta in realtà non c'è stata! mi sembra di capire dall'opinione comune che un editore si può anche presentare in veste disinteressata su un forum, con il solo intento di leggere qualcosa di (e fra) amici. benebene, questo è ammirevole. anche per la passione che spinge a leggere così tanto, e la tenacia che si adotta. non so, io credo che dopo aver passato la giornata sul mio lavoro, per quanto magnifico esso possa essere, non ce la farei davvero a continuare, seppure con altro spirito e fra amici, nei ritagli di tempo. ecco perchè trovo ammirevole questo attaccamento disinteressato!

buon lavoro a tutti

fc

Inviato: 2005/2/25 21:46
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Re: La piccola editoria.
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Salve a tutti. Approfitto di questo thread sulla piccola editoria e della presenza di editori sul forum per porre un quesito che ci è sorto poco tempo fa.
Pur essendo il collettivo cantina attivo sul forum da poco, personalmente ricordo di aver letto gli interventi di diversi editori che nel tempo si sono succeduti su ozoz nell'inviare commenti. E, grande cosa, tutti invitano gli scrittori a inviare testi in visione per giudizi critici. In effetti, la distanza fra editore ed emergente così risulta annullata. Ora, però, ecco il mio dubbio. Tutti gli editori "lamentano" l'afflusso torrenziale di scritti ai loro indirizzi reali o telematici, e la relativa mancanza di tempo per effettuare tutte le letture e per inviare le relative risposte agli autori. Ma qualcosa non mi torna. Perchè complicarsi la vita, cercando anche nei forum (non solo su ozoz accade questo) testi da pubblicare? Come dire, darsi la zappa sui piedi. Una certa filosofia medievale poneva alla base della conoscenza dell'uomo le esperienze che questi poteva fare. Quindi, maggiore era il numero delle esperienze, maggiore era la sua conoscenza. Poi arrivò un signore (Bacone mi pare, non ricordo bene) che disse che non era la quantità a contare, ma la qualità. Poteva bastare anche una significativa esperienza, una sola, perchè l'uomo giungesse alla conoscenza. Personalmente, ritengo che la qualità sia da cercarsi nella quantità. Ed ecco che questo avallerebbe l'agire editoriale. Ma, per logica, mi viene da pensare che delle due cose, qualità e quantità, una manchi all'appello. Ovvero, o non è così alto il numero di testi che perviene nelle redazioni editoriali, oppure la qualità è davvero bassa.
Qual è la verità? (non ditemi socraticamente che la verità sta nel mezzo, però).

Grazie per l'attenzione

coll. cantina

Inviato: 2005/2/24 23:37
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Re: La piccola editoria.
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giusto, imbrattacarte!
ecco, i resi... in realtà credo che la loro destinazione (a parte la mia cantina) sia quella delle bancarelle o dei remainder, che acquistano (e rivendono) a prezzi stracciati. quindi, forse, una volta spente le luci delle grandi librerie, gli "scarti" vivono una esistenza ancor dignitosa in altri siti. Prima di "sconfinare" poi nell'antiquariato, se il tempo e la fortuna lo concedono, e rinascere a nuova vita.
con le mie altolocate conoscenze al massimo posso cercare di capire come funzionano alcune cose, altro non credo di potere.
la mia cantina in effetti è un po' catacomba, ma non l'ho ancora esplorata tutta. non so dove porti, ma alle volte sento strani suoni provenire dall'abisso...
ma no, scherzavo.

buon lavoro,

fc

Inviato: 2005/2/16 19:09
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Re: La piccola editoria.
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grazie a imbrattacarte!
però, Edizioni Cantina... sembra l'insieme dei libri di casa che reputiamo non essere più all'altezza della nostra libreria, e che inevitabilmente finiscono, appunto, negli scatoloni in cantina...
dall'apertura di questo thread mi si sta davvero aprendo la mente su tante cose che finora avevo inconsciamente tralasciato.
una, quella sui resi delle librerie. non rischiano, dunque.
poi, quella sulle sovvenzioni statali all'editoria. attenuano il rischio, credo. e spiegherebbero alcune cose. compresa la tua proposta, imbrattacarte.
continuo a studiare la questione, poi saprò dire meglio l'idea che mi sto facendo.

buon lavoro a tutti

fc

Inviato: 2005/2/16 11:14
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Re: La piccola editoria.
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basquiat, ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità!
sì, immagino sia un mondo complicato e regolato dai più disparati parametri, forse è inutile cercare una legge comune.
ma devo dire, in tutta onestà, che sei stato davvero d'aiuto!
per quanto riguarda il nostro assessore, devo dire che GB è persona squisita, disponibile, colta e di ampie vedute. per più d'un motivo gli auguriamo lunga vita. anche a noi fece delle prefazioni su dei lavori. l'unico problema è che, per ottenere qualcosa, devi letteralmente tallonarlo! è davvero impegnatissimo su molti fronti, ma quando può aiutare qualcuno non si tira mai indietro, almeno per quel che ho potuto constatare personalmente.

grazie ancora e buon lavoto a tutti

fc

Inviato: 2005/2/15 21:26
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Re: La piccola editoria.
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grazie basquiat per la solerte risposta.
dunque, sto cercando di tratteggiare meglio una linea che non conosco bene, mi riprometto appunto di chiedere spiegazioni all'assessore romano alle politiche culturali, che fu anche mio professore universitario.
se ben ho capito, la catena si compone di cinque anelli:
scrittore, editore, distributore, libraio, lettore.
gli anelli estremi hanno (ovviamente) un solo senso di marcia.
editore e libraio non sono liberi nel loro agire, perchè devono sottostare ad alcune "consuetudini" commerciali. Che sono imposte, nei due sensi, dall'anello centrale, il distributore.
devo ammettere che questa figura, quella del distributore, l'ho sempre sottovalutata. un po' come il "grossista" dei comuni esercizi commerciali, che però a questo punto intuisco possedere notevole influenza politica.
ecco, come dicevo, è questo un argomento che merita da parte mia maggiore approfondimento. devo documentarmi.
grazie ancora a basquiat per avermi aperto un po' gli occhi.

buon lavoro a tutti

fc



Inviato: 2005/2/15 19:59
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