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Re: VOLTALACARTA Editrici
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Eccomi, di tanto intanto ritorno, mi piace condividere con voi questa avventura, visto che siete stati tra i primi ad accoglierla con entusiasmo.

Mi faccio una domanda marzulliana e mi do, di conseguenza una risposta: come va? Uhm.
Seconda domanda?

Siamo arrivate al quarto libro, quello che noi scherzando ma non troppo, consideriamo un libro "da grande editore". Non che i nostri precedenti non lo siano, eh, ma quest'ultimo ci seremmo aspettate di trovarlo nella 'scuderia' di Einaudi, Mondadori e altre grandi case editrici. Invece ce lo siamo accaparrate noi, e se non avessi trent'anni suonati aggiungerei GNEGNEGNE' :-p

Tornando seria, e tornando alla domanda che mi sono fatta, la casa editrice va avanti tra mille (solo mille?) difficoltà.
Abbiamo tanti librai (e bibliotecarie) dalla nostra parte che ci sostengono, ci incoraggiano e anche, ci pagano il venduto. Altri, invece, no. Di conseguenza, parlando in modo diretto: se c'è gente che non ci dà soldi per il nostro lavoro, difficilmente possiamo pagare chi lavora per noi, tipografo in primis. Non essendo ricche di famiglia, non avendo un altro lavoro oltre alla casa editrice (giusto perché non o troviamo), potete immaginare le nostre giornate non del tutto serene.

Nonostante questo, però, non ci arrendiamo: continuiamo a fissare presentazioni e reading letterari dei nostri libri, abbiamo avviato un laboratorio di editoria nella nostra città, stiamo lavorando sul quinto libro e abbiamo firmato altri tre contratti con altrettanti autori esordienti.
Quando riusciamo (siamo in due) leggiamo manoscritti inediti e rispondiamo.

(apro una parentesi antipatica, e la apro come editrice ma anche come autrice e lettrice: "noi autori" sappiamo essere davvero molesti quando ci ostiniamo a voler essere pubblicati e quando prendiamo di mira una casa editrice. Spesso "siamo" molto permalosi e anziché incassare serenamente un 'no', ci imbufaliamo con l'editore (incapace!) e la prendiamo male anziché fare un minimo di autocritica. Riceviamo in casa editrice delle e-mail di fuoco che mi fanno imbarazzare come autrice, come donna, come lettrice)

Nei due corsi di editoria che abbiamo fatto (da docenti), abbiamo scoperto spesso cose che ci hanno fatto cadere le braccia.
Per esempio, tantissime persone sono assolutamente convinte che tutti gli autori pubblichino a pagamento, e che, di conseguenza, esistano solo le case editrici a pagamento.
Alcuni corsisti, in passato, hanno pubblicato a pagamento (cifre mostruose, ragazzi: con quello che chiedono loro per 100 copie, noi paghiamo 1500 copie!) e quando scoprono che esistono editori non a pagamento che ADDIRITTURA danno una percentuale all'autore (come se fosse un regalo e non qualcosa di dovuto), rimangono sbalorditi.

Per non parlare dell'auto-pubblicazione, che di tanto in tanto nasconde delle piccole perle (la nostra "Giulietta prega senza nome" è nata così e grazie a questo l'abbiamo scoperta e pubblicata, editata) ma spesso è un modo per lucidare l'ego degli 'autori'.

Insomma: è un viaggio s-travolgente, quello che stiamo compiendo, ma che ci fa conoscere (oltre a succosi retroscena letterari ed editoriali) tantissime belle persone, belle menti: a partire dai nostri autori, passando per i librai , i bibliotecari e gli autori che seppur "respinti"(da noi, ma magari non da altri editori futuri) continuano a seguirci (qualcuno anche ad inseguirci, è vero, talvolta siamo ai limiti dello stalking) con affetto.

Scusate la lunghezza :)

Se avete delle curiosità, io sono qua :)

Inviato: 2013/3/18 12:47
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Alcuni dicono che quando è detta,
la parola muore.
Io dico invece che proprio quel giorno
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Emily Dickinson
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Premio [EDITATO]
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So che forse è un concorso un po', come dire... "sardocentrico" però ve lo segnalo comunque perché mi sembra interessante.

editato da ozoz: i concorsi non devono essere pubblicizzati sul forum, ma seguendo queste istruzioni.

Inviato: 2012/5/5 9:32

Modificato da ozoz su 5/5/2012 20:52:50
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Re: la mia prima proposta di pubblicazione
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La prima parola d'ordine è SCAPPARE.
La seconda, DENUNCIARE, ovvero sputtanarli per usare un francesismo. Se io chiedo un contributo a un autore, perché mi vergogno e gli dico di non dire niente a nessuno? Forse perché sono consapevole di non fare un lavoro 'pulitissimo'.

Tentate e ritentate, se credete nel vostro lavoro e non smettete mai di correggerlo e mettervi in gioco e in discussione.

Inviato: 2012/5/5 9:23
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Re: VOLTALACARTA Editrici
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Più che altro, con l'acquisto aiuterai i ragazzi del carcere a fare altri corsi di scrittura :)
Quindi direi che vale doppiamente la pena leggerlo! :)

Inviato: 2012/4/13 12:53
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Re: VOLTALACARTA Editrici
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Grazie Ozoz :)

Il libro si intitola "Evasioni d'inchiostro" e gli autori sono dieci ergastolani della casa circondariale Badu 'e Carros di Nuoro.
Ci teniamo particolarmente a questo libro perché condividiamo la felicità degli autori stessi che tramite quest'antologia provano a trasformare in creatività il loro vissuto. Questo, è il modello di carcere che piace a noi: dove anziché chiudere gli uomini in una cella come bestie maltrattate, si lavora con e per loro per un loro recupero. Ben vengano, quindi, le iniziative culturali dietro le sbarre.
Per questa pubblicazione abbiamo aumentato il prezzo di copertina di un euro rispetto agli altri libri (costa quindi 13euro, ma come già detto il ricavato servirà per finanziare altri corsi di scrittura a Badu 'e Carros).

Danyele, mi dispiace... ma non demordere, mai. E comunque non è detto che un editore 'rifiuti' (parola brutta, ma vado di fretta ) un romanzo perché non gli è piaciuto: spesso non rientra nella sua linea editoriale, tutto qua. Ci arrivano delle poesie di pregio, per esempio, ma noi non ci occupiamo di poesia, quindi non le accettiamo.
Il mio consiglio è quello di inviare il manoscritto a più case editrici (serie) e armarti di pazienza.
In bocca al lupo e mettiti a lavorare sull'altro libro :) (ma continua a lavorare anche su questo! c'è sempre qualcosa da migliorare).

Inviato: 2012/4/11 14:14
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Re: VOLTALACARTA Editrici
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Eccomi di nuovo.

Nel frattempo, durante la mia lunga assenza, abbiamo sfornato altri due pargoletti: una femminuccia e un maschietto (anzi, 10, come gli autori).

I problemi non sono cambiati poi molto, rispetto a qualche mese fa: debiti, scadenze, pagamenti non effettuati (a nostro favore, ovviamente), richieste di finanziamenti non accettate (finanziano progetti assurdi e bocciano progetti culturali: questa è l'italia).

Nonostante quest, tiriamola cinghia, incrociamo le dita, stringiamo i denti...insomma: non molliamo, nonostante il periodo non sia dei migliori. Ma lo sapevamo fin dall'inizio in che guaio ci stavamo cacciando, ma testarde come solo i sardi sanno essere, abbiamo comunque inseguito e raggiunto il nostro sogno.

Piano piano i nostri lettori stanno diventando sempre di più, sicuramente non grazie a sponsor pubblicitari (e chi se li può permettere???) o recensioni sulle riviste specializzate (e chi ci fila a noi???), ma grazie ai lettori stessi che leggono i nostri libri ed, evidente soddisfatti, li consigliano e li regalano.
Poi ci sono i librai indipendenti, anche loro in crisi, che 'spingono' il nostro libro nonostante ce ne siano 578439 milioni tra i loro scaffali.
Infine, ci sono i bibliotecari che ci invitano nelle loro strutture per presentare i nostri libri e con loro si è creato un legame talmente forte che ad ogni nostra nuova uscita si crea la corsa per chi ci inviterà per primo :)
Tutto molto bello, soprattutto a livello umano. Se vogliamo essere veniali, invece...vabbè, un po' meno bello, ma l'importante è non indebitarsi troppo.
Siamo certe che piano piano (speriamo non troppo piano!) riusciremo a 'risalire'. Noi ce la stiamo mettendo tutta cercando di non tradire la fiducia di lettori, dei librai, dei bibliotecari e puntando sempre su libri di qualità: dal contenuto alla forma e fino ad ora siamo soddisfatte noi e sono soddisfatti loro.

Dimenticavo (in realtà no: come potrei?) gli attori principali di questa bella commedia (tragicomica :D): i nostri autori. Ci sentiamo fortunatissime, abbiamo trovato delle belle penne dietro le quali si celano bellissime persone. Con loro il rapporto non si conclude a fine presentazione, ma va avanti nella vita quotidiana (insomma: non riescono più a liberarsi di noi, poveretti :D).

Sono soddisfazioni grandi per due piccole editrici.

Se Ozoz mi permette (aspetto il tuo ok, e se non è un ok non c'è problema ), vorrei segnalarvi il nostro ultimo progetto (perché chiamarlo libro è riduttivo, c'è molto altro dietro), non si tratta di pubblicità occulta perché il ricavato delle vendite verrà utilizzato per dei corsi di scrittura creativa all'interno di un carcere di massima sicurezza e gli autori del libro sono, appunto, dieci ergastolani con doti di scrittura davvero inaspettate.

Aspettiamo i vostri romanzi,eh?! :)
(ma dovete armarvi di pazienza perché ne abbiamo un bel po' da valutare)

Inviato: 2012/4/6 21:16
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Re: casa editrice arduino sacco
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Beh, diciamo che pubblicare con una casa editrice che non ha un'ampia distribuzione, non è esattamente come autopubblicarsi. Assolutamente. Poi, ovviamente, dipende dalla casa editrice (non conosco la Arduino, quindi non ti so dire).

Innanzitutto perché la casa editrice, se è seria, ti garantisce l'editing e la correzione delle bozze, s'impegna a curare l'impaginazione, la grafica, la stampa, ti riconosce i tuoi sacrosanti diritti di autore e poi fa la promozione nelle librerie, garantisce una distribuzione (fatta da sé o dai distributori) ecc ecc.
Con l'autopubblicazione tutte queste cose le devi fare da solo.

Certo, ci sono editori che fungono da tipografi: cioè stampano il tuo libro e poi ti devi arrangiare da solo e fare la via crucis delle librerie per convincere i librai a prenderti il libro.
Cosa che però fai anche con l'autopubblicazione e con risultati tra l'altro più deludenti, perché non hai neanche un editore alle spalle, cioè il tuo libro non è stato pubblicato da qualcuno che l'ha scelto (e corretto) per la sua qualità, ma è stato pubblicato da te. Che, con tutto il rispetto, potresti essere meno oggettivo e critico di un professionista o comunque di un osservatore esterno

Nel mio caso specifico, sono una microscopica editrice che non può permettersi di lasciare il 60-65% del prezzo di copertina ad un distributore (queste sono le cifre) quindi si siede in macchina con la sua socia e, zaino in spalla, fa il giro delle librerie per rifornirle. Questo nel nostro 'territorio', nel resto d'italia, o ci affidiamo ai librai volenterosi, competenti, sensibili o spediamo noi direttamente i libri a chi ne fa richiesta oppure ci affidiamo a Ibs.

Inviato: 2012/4/6 20:59
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Re: A chi mandare e a chi non mandare un manoscritto....segue
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Beh, dipende dall'editore al quale vuoi inviare i tuoi scritti. Ci sono editori che chiedono esplicitamente solo romanzi o solo saggi o racconti o poesie o testi teatrali, altri che richiedono tutto.
Guarda il loro sito, il loro catalogo, contattagli per chiedere a quale materiale sono interessati e poi invia.

Inviato: 2012/4/6 20:43
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Re: A Cesare quel che è di Cesare...
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Un consiglio: 'studia' bene i cataloghi degli editori ai quali vuoi proporre il manoscritto, per vedere un po' qual è la sua linea editoriale (da leggersi anche: così non gli intasi la posta con materiale che non gli interessa, così non perdi tempo, così non ti consumi le dita con i vari click di invio )

In bocca al lupo.

Inviato: 2012/4/6 20:39
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Re: la mia prima proposta di pubblicazione
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Che tristezza.

Inviato: 2012/4/6 20:36
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