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nessuno verrà mandato a Norimberga (almeno per ora...)
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ciao ragazzi,
ho letto tutto. ringrazio signorina- "un goal in rovesciata": mi ha fatto davvero piacere!.
per adesso ci siamo un po' punzecchiati- ma niente di più. per fortuna Laura, che con coraggio si è esposta proponendoci il suo punto di vista, ha reagito abbastanza bene. però secondo me, Lau, commetti un errore dicendo che paideia è un concetto arcinoto (se così fosse, non dedicherebbero un intero capitolo- 20/30 pag di un manuale filosofico).
con questo non dico che non devi usare questa parola, se è nelle tue corde. il problema che volevo sottolineare è di comunicazione- e infatti ti ho chiesto se ti spiegavi meglio: più si usano parole non proprio di utilizzo quotidiano, più è importante specificare... ma questo non lo dico per metterti in difficoltà- non credo basti così poco.
rileggendo i vari interventi, emergono tanti punti di vista diversi: stimolantissimo. e se in queste prime battute Lau sembra essere stata essa in mezzo è perchè evidentemente ha detto qualcosa che fa discutere: cosa si vuol di più?
una puntualizzazione: vi ho chiesto come vi siete organizzati per la vostra attività di scrittori. sia che scriviate solo per voi stessi, sia per partecipare a concorsi mirati, sia perchè un dio greco ubriaco si è impadronito di voi, sia perchè un giorno, guardando un clochard la vostra fantasia sia finita al termine del suo fiato ingenuo, per quanto pestilenziale, sia per quel che sia, se siete in questo forum scrivere vi interessa, eccome. quindi, dal momento che scrivere è per voi/noi importante come vi organizzate? "se fossi una scrittrice di professione darei consigli a destra e manca" (cito a memoria una frase, tanto per cambiare, di Laura- a proposito: come ti senti al centro dell'attenzione?). appunto. bisogna essere professionisti per organizzarsi? io che scrivo anche cose solo per me (che non è vero: quando avrò 106 anni sarò un lettore a tutti gli effetti perchè è impensabile che mi ricordi tutto ciò che ho scritto così come è impensabile che io non sia cambiato di una virgola), ho un bisogno quotidiano di tenere un diario/romanzato. e questo va un po' a scapito dell'ispirazione, come ad esempio, se interpreto bene le parole di fabrizio, la sua ossessione per l'editing (o riscrittura, se vogliamo) denota una componente razionale superiore all'ispirazione, quasi si auto definisse (ma sono parole mie) un artigiano della parola. in breve: la vera differenza-anche se non certo l'unica- tra gli aspiranti autori emergenti e tutti gli altri, passa proprio per l'organizzazione. e a questa domanda può rispondere anche chi non gli frega di emergere ma scrive per necessità delle carni: anche in questo caso, essendo una cosa importante, si può supporre- senza che sia obbligatoria- una certa organizzazione.
spero di essere stato più chiaro con voi di quanto non lo sa con me.
grazie a tutti per la pazienza!
vi auguro una felice giornata.
Bunkr, signor B. e chissà quanti altri.

Inviato: 2003/10/29 13:19
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falsi problemi in agguato perenne...
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buongiorno a tutti.
in virtù della nuova identità affidatami (signor B... cavolo, ma sa proprio di malvagio o innominabile- se così mi immagini, per un po' così mi comporterò, snaturandomi) vorrei puntualizzare una cosa. Paideia: PER FAVORE. Platone e tutti i greci, a questo punto, sono lì a guardarci. cerchiamo di non sfigurare. vado a leggere: "il concetto di P. non coincide esattamente nè con l'educazione tipica degli anni dell'infanzia, nè con l'istruzione scolastica. questi due aspetti fanno parte del concetto, ma risultano subordinati a un concetto più ampio di educazione intesa come formazione complessiva della personalità e dunque come processo che coinvolge l'intero arco dell'esistenza." (da il testo filosofico, autori vari, pag. 460. c'è un'intero capitolo su questa parola e il relativo concetto.) mi metti in imbarazzo se usi una parola così importante- che per motivi di studio conoscevo. hai dato per scontato che tutti la conoscessero oppure volevi mettere a tacere i vari interlocutori? (questo è il signor B che parla.)
Bunkr non è signore e non ci tiene ad esserlo- oh mamma, se incomincio a parlare di me utilizzando la terza persona ci sta che fra un po' mi cadano i capelli e che conquisti la Gallia-
sono sicuro che sto travisando le tue intenzioni, quelle che ti hanno indotto a utilizzare quella parola: sono altrattanto sicuro che ci spiegherai meglio quello che volevi dire, e ti prego di farlo perchè potrebbe essere importante. forse, se ci vedo giusto, hai toccato un tasto cruciale, tirando in ballo la paideia.
ora vorrei farvi una domanda- sciocca oppure no, valutate voi- che parte da lontano, e non si sa esattamente dove porti. quanto tempo dedicate per scrivere (racconti romanzi poesie ecc)? quante cartelle riempite al giorno? come vi siete organizzati riguardo a questo argomento? se vi chiedete il perchè di questa domanda, la risposta è semplice: per un confronto. grazie di cuore a tutti coloro che sono intervenuti e che (mi auguro) interverranno. mi state facendo riflettere e ciò e senz'altro un bene.

Inviato: 2003/10/28 11:53
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falsi problemi in agguato perenne...
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buongiorno Laura,
ho letto la tua risposta con piacere- così come per gli altri interventi- e, per quanto riguarda le tue considerazioni, ti rispondo proprio perchè non sei d'accordo con me su quasi nulla.
riguardo al boicottagio, proprio in questo forum qualcuno sostiene che invece sia proprio questa la strada da percorrere. la mia opinione in merito la conosci.
non cè niente di male a volersi far pagare per un proprio lavoro: il problema, come hai detto tu, è che non si riesce a capire come ottenere questo riconoscimento. ma prima di parlare di questo- cosa che farò magari in futuro- vorrei toccare ancora argomenti generali ma non superflui.
che il mondo dell'editoria, con le sue regole commerciali a volte incomprensibili- vedi melissa b.- sia fonte di ansie e frustrazioni è innegabile. ma se è palese- come dici tu- che un libro come cento colpi di spazzola poteva scriverlo anche il mio gatto, è altrettanto vero che racconti come "il muro" di sartre sono veramente rari. ora, se devo confrontarmi con uno scrittore, sebbene certo di perdere, preferisco farlo proprio con il secondo. sei davvero del parere che esistano tanti buoni scrittori come sartre? "non lo sapremo mai, perchè, anche se esistessero, non verrebbero mai pubblicati" potresti dire.
il quadro, alla fine della fiera, sembra essere questo: divisione manichea tra buoni e cattivi, dove nella prima categoria ci sono gli autori non pubblicati, e dall'altra una setta di rozzi individui che pubblica stronzate solo per fare soldi. fosse anche così- e non credo- manca il terzo fattore: qualcuno legge- bovinamente- le schifezze che gli editori elevano. ora- forzando il tuo discorso solo al fine di far emergere con tutta la loro contraddittorietà i punti che non mi convincono- il panorama sembra che sia: tutti imbecilli tranne coloro che non vengono pubblicati.
ci saranno anche tanti buoni scrittori, come dici tu, ma pare allora che non ci siano altrettanti buoni lettori. non è che le due categorie si accavallano allontanando ogni soluzione?
il problema di quanto sia difficile farsi sentire, è tutt'altro che inutile. pensa van gogh. considerarsi incompresi non è una soluzione per uscirne. volutamente provocatorio, attendo una tua evetuale risposta per capire meglio.

Inviato: 2003/10/27 11:33
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ciao a tutti gli aspiranti autori.
ho letto con molta curiosità i precedenti interventi. cinismo e rabbia serpeggiano, mi sembra. non so se questi siano sentimenti che in qualche modo aiutino uno scrittore dilettante a diventare professionista...
faccio una premessa importante per capire da che pulpito viene la predica: non vivo nel mulino bianco e a colazione non prendo le strisciole (chissà se qualcuno di voi vedeva il programma Avanzi...).
io un ragazzo che è riuscito a pubblicare un paio di libri senza dover sborsare una lira e senza raccomandazioni lo conosco ( e purtroppo non sono io), e tanto mi basta per dire che allora una possibilità di veder concretizzarsi un sogno esiste. impegno e passione, presupposti indispensabili, da soli non bastano. per diventare professionisti della scrittura serve anche altro. serve, ad esempio, che l'indulgenza nei confronti delle proprie capacità sia messa in soffitta. serve che lo scrivere (schopenhauer, rilke e chissà quanti altri insegnano...) sia una necessità delle viscere. ma queste cose le sapete già.
mi sembra che il problema di fondo, anche se tacitamente, siano i soldi derivati dalla pubblicazione...come si fa ad boicottare un sistema se poi si insegue la gratificazione che l'osteggiato sistema stesso offre? se siamo aspiranti scrittori emergenti (mamma mia come sono verboso oggi) almeno togliamoci l'ipocrisia dalla bocca. vogliamo campare grazie ai soldi ricavati dai nostri scritti, ce lo auguriamo, sogniamo che sia così. accusiamo poi il sistema (parola vetero comunista, scusatemi per il vetero) di non considerarci. secondo me è una prospettiva sbagliata e ingannevole. la vera questione è un'altra. siamo dei buoni scrittori? abbiamo qualcosa da dire oppure diciamo benino cose già dette (come ad esempio sta capitando a me ora)?
la sincerità è un presupposto, almeno da cento anni, dell'arte. evviva chi scrive e ci prova a farlo, indipendentemente dai soldi che riceve per farlo.
ema

Inviato: 2003/10/25 13:20
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