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Re: Cionini e come deve essere un thriller finanziario per essere pubblicato
Just popping in
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Cionini dimostra una volta di più, qualora ve ne fosse bisogno, che pubblicare con un editore di prima fascia non significa automaticamente "tirarsela". I suoi dubbi e la sua onesta disamina delle problematiche relative alla stesura di un libro che possa soddisfare le esigenze e le aspettative sia dei lettori che dell'editore sono un importante valore aggiunto per tutti quelli che, potenzialmente, possiedono le qualità per eguagliarlo.
Grazie Cionini.

Inviato: 2007/4/9 9:09
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Re: Pubblicare con il Filo
Just popping in
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beh, l'editore a cui facevo riferimento non ha "buttato il libro nella folla" bensì ha dovuto affrontare, conoscendole prima, tutte le problematiche legate al percorso che un libro deve fare da quando viene concepito a quando verrà reso fruibile dai lettori. E sono moltissime, queste problematiche. E lo sono per gli editori seri (benché piccoli) che rischiano del proprio su illustri sconosciuti (come me e tanti altri) fidandosi solo delle loro (credo buone) sensazioni in merito ai lavori che ricevono e decidono di pubblicare.
Poi, per acquistare spazi pubblicitari e far stampare un numero minimo di copie da spedire a chi dovrebbe (e quasi mai ha) avere la bontà di scrivere due righe sul tuo libro, le spese aumentano e moltiplicate per un altro numero minimo, che è quello dei titoli con cui ti presenti sull'affollatissimo mercato editoriale italiano, esse aumentano esponenzialmente. E con quale ritorno? E come la mettiamo con le librerie che non ti vogliono se non hai un distributore? E come la mettiamo con i distributori che non ti vogliono se non gli garantisci almeno duemila copie per ciascun titolo?
Credo che bisogna stare molto attenti a giudicare il lavoro dei piccoli ed onesti editori e al contempo ad esaltare chi si propone con grandi numeri e la fanfara; io con il mio libro ho partecipato a piccole fiere, ho fatto piccole presentazioni e sono stato accolto un paio di volte sui banchi della libreria più importante della mia città (vicino ai grandi come Brown, Faletti e via dicendo) ma quando le copie sono finite il buco è stato rimpiazzato da un altro titolo. E così che funziona, per i poveri diavoli. A meno che tu non abbia scritto un capolavoro; ma anche per quello il famoso passaparola deve essere alimentato inizialmente da una buona quantità di parole.

Inviato: 2007/3/28 7:39
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Re: Pubblicare con il Filo
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scusa candeloro, ma non puoi generalizzare.
Io ho pubblicato con un piccolo editore non a pagamento e la parità è stata raggiunta dopo 100 copie. Il libro costava 6 euro ed era stampato e rilegato alla perfezione. Con 900-1000 copie l'editore ci sta dentro eccome, se per venderle non ha dovuto acquistare spazi pubblicitari sui media.

Inviato: 2007/3/27 8:01
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come
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Sulla questione dell'editing la penso esattamente all'opposto. Nessun editore serio impone un editing che ti riscrive mezzo libro, perché nel caso avrebbe rifiutato il manoscritto. Chi glielo farebbe fare?
L'editing è un valore aggiunto che l'autore, nella maggior parte dei casi, non può fare con la dovuta obiettività per tutta una serie di motivi. Ma l'idea resta sua, così come l'anima della storia. Poi ci sono scrittori (pochissimi) che possono imporre il loro lavoro agli editori senza che nessuno sposti una virgola (ricordo l'anno scorso di aver sentito Massimiliano Parente presentare il suo "la macinatrice" in questi termini) ma si tratta di autori affermati e comunque molto rari. E non è detto che il risultato sia sempre il migliore possibile.

Inviato: 2007/3/18 9:46
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Grazie del contributo, demiurgo. Posso sapere come contattarti via e.mail? Grazie.

Inviato: 2007/3/16 8:59
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come
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Sono anche io in attesa che a demiurgo venga data l'opportunità di raccontare la sua vicenda editoriale. Per il resto, la mia esperienza di forte lettore (circa 80 libri l'anno, di cui almeno il 10% di esordienti pubblicati da editori medio/piccoli) mi induce, in tutta onestà, a una considerazione: il libro di un editore importante può piacere o meno ma rarissimamente scende sotto il livello dell'accettabilità mentre non sempre (anzi, purtroppo quasi mai) questo accade con il libro di un piccolo/medio. Nonostante ciò continuo a credere che, in molti casi, siano gli strumenti in mano all'editore importante a far sì che un buon testo possa diventare un buon libro. La mia però rimane una sensazione, non avendo avuto l'opportunità di "testare" il lavoro fatto dall'editore importante. Poi ci sono anche le spinte, gli amici, l'olio per ungere e quant'altro. Ma se dobbiamo pensare che sia tutto così, allora cerchiamo contatti validi o, in assenza, arrendiamoci. L'ho già detto: non succederà, ma se mi dovesse succedere prometto che interverrò su questo forum per confermare o smentire. Io non conosco nessuno che possa aiutarmi, in tal senso, e se un giorno succederà che un mio lavoro catturerà l'interesse di un editore valido e serio, ve lo dirò.

Inviato: 2007/3/15 8:22
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come
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Scusate, ho inavvertitamente cliccato due volte su "invia"

Inviato: 2007/3/14 8:26
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come
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Tullio Avoledo, Giulia Carcasi, Paola Barbato (che però proprio esordiente non era, dato che è sceneggiatrice di Dylan Dog) per non citare la solita Melissa P. e Federico Moccia. In campo tennistico si dice che, nel caso di Wimbledon, il torneo vale più dei suoi attori ed è l'evento a creare il personaggio e non viceversa. Forse qui è quasi la stessa cosa: l'editore di nome dà credibilità all'autore. O forse mi sbaglio.

Inviato: 2007/3/14 8:25
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come
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Tullio Avoledo, Giulia Carcasi, Paola Barbato (che però proprio esordiente non era, dato che è sceneggiatrice di Dylan Dog) per non citare la solita Melissa P. e Federico Moccia. In campo tennistico si dice che, nel caso di Wimbledon, il torneo vale più dei suoi attori ed è l'evento a creare il personaggio e non viceversa. Forse qui è quasi la stessa cosa: l'editore di nome dà credibilità all'autore. O forse mi sbaglio.

Inviato: 2007/3/14 8:25
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Re: E ades la vegna bela (il dattiloscritto è fratto, è gratto, è ratto, è tratto)
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Upupa dice che "la tiratura è altissima per una esordiente come me" ma dovrebbe magari specificare il numero di copie che l'editore ha stampato (o promesso di stampare) e poi verificare di persona se queste copie sono state effettivamente stampate. Molto spesso accade che l'editore copra le spese di stampa con il contributo dell'autore (e con 800 euro siamo attorno alle 500-600 copie di un buon libro di circa 200 pagine) ma ancora più spesso, ahimè, succede che intasca la somma e stampa con il misurino. E allora arrivano gli interrogativi relativi alla distribuzione carente. Per forza: in realtà l'editore non crede nella potenzialità dell'autore e, dato che comunque la sua cifra l'ha già guadagnata con il contributo, perché spendere soldi stampando copie. Questo non significa che sia il caso di Upupa, ma succede; eccome se succede!

Inviato: 2007/3/5 7:07
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