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Re: casa editrice xxx
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Sposo pienamente la frase "Se nessun autore pretendesse di essere editato a prescindere, tante case editrici smetterebbero di fare i mercenari".

Aggiungo che non inizierebbero proprio a fare i mercenari.

Inviato: 2012/2/20 19:26
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Alcuni dicono che quando è detta,
la parola muore.
Io dico invece che proprio quel giorno
comincia a vivere.

Emily Dickinson
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Re: casa editrice xxx
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Siete cattivi, però: io il greco non l'ho mai studiato! Non riesco a risolvere l'indovinello :-p

Inviato: 2011/12/20 19:26
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Re: La dura vita del piccolo editore
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Sì, Armandillo: ci stiamo lavorando. E' che siamo impegnatissime su tutti i fronti (la casa editrice siamo io e la mia socia, la mia socia ed io ), quindi non abbiamo ancora avuto il tempo di inserire uno spazio 'shop' sul sito, anche perché c'è tutta una trafila burocratica non indifferente.

Sì, Panzer: niente grandi numeri, ma per essere una microscopica casa editrice per noi è già tanto. 500 copie alla prima ristampa e 500 alla seconda.

Inviato: 2011/12/15 15:30
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Re: casa editrice xxx
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Stigazz.
Ehm.
"2.400,00 pari a 300 copie".
Senza la calcolatrice alla mano ti potrei dire che a loro vanno in tasca, puliti, almeno 1200 euro se non di più. A meno che non stampino su pergamena con inchiostro misto ad oro.

Inviato: 2011/12/13 23:10

Modificato da ozoz su 14/12/2011 9:30:53
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La dura vita del piccolo editore
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Eccomi qua. Come promesso, vi aggiorno sulla mia nuova avventura editoriale da editrice.
Stanca, molto, ma felice. Nonostante i tanti "siete pazze" siamo ancora qua, il primo romanzo sta "viaggiando" e il secondo è in stampa proprio in questi giorni.

Il distributore non l'abbiamo ancora trovato, o meglio, i distributori (quelli che distribuiscono, perché ci sono anche quelli che non distribuiscono) ancora non ci vogliono, perché siamo una neonata casa editrice ed evidentemente pensano che dopo due pubblicazioni chiudiamo baracca e burattini. O forse, più semplicemente, preferiscono distribuire grossi editori con tanti titoli, piuttosto che un piccolo editore che per il momento ha solo due romanzi.
Tant'è: forse per il momento è meglio così. Un distributore trattiene il 60-65% del prezzo di copertina, una cifra esagerata e insostenibile per una piccola casa editrice come la nostra che non richiede neanche un centesimo all'autore né lo costringe ad acquistare le copie del proprio libro.
Quindi, per il momento la distribuzione la facciamo noi: braccine, carica e scarica pacchi di libri, macchina, benzina e giriamo la Sardegna per portare i nostri libri.

L'accoglienza è stata davvero calorosa in tutte le librerie indipendenti in cui siamo state (nelle catene no, "ovviamente") e ci sono librai che stanno spingendo il nostro romanzo perché l'hanno letto e apprezzato e hanno fiducia in noi. Altri che lo spingono a prescindere anche senza averlo letto, perché queste due pazze che si mettono quasi il cappio al collo in un periodo di crisi e girano l'isola con i loro libri nello zaino, un po' di simpatia e tenerezza la fanno, diciamocelo.

I lettori sono la nostra forza: se siamo andate in ristampa dopo due mesi dall'uscita (500 copie prima ristampa, 500 alla seconda) è grazie al passaparola del lettori. E non parlo di mamma, nonna, zia, che ai miei parenti le copie gliele ho pure dovute regalare ma parlo di lettori comuni che sono venuti a sapere del libro (non certo dai giornali, visto che ci ignorano bellamente, mentre spesso fanno recensioni di libri di editori a pagamento), l'hanno letto, regalato e consigliato.

Ora sta per uscire il secondo libro e arriva la parte più difficile. L'autrice, infatti, è veneta e non giochiamo più in casa. Faremo una presentazione in Sardegna, poi andremo noi in Veneto e poi, chissà, tutto dipende dai costi dei biglietti ryanair (siamo isolane e isolate e i prezzi sono doppi, per noi). Purtroppo le spese sono tantissime e con quello che guadagniamo dobbiamo pagare tipografia, promozione, ecc.
Certo è che senza una distribuzione nazionale, dovremo faticare il doppio, ma siamo abbastanza testarde e cocciute, tipicamente sarde direi.

Piano piano stiamo iniziando a vendere (sempre grazie al passaparola) anche nel resto d'italia tramite spedizione postale. Uno ci contatta da Bergamo, vuole una copia, gliela spediamo, ci fa il versamento e via, riceverà la copia direttamente a casa. Dispiace solo saltare il libraio, ma purtroppo non sempre (anzi, ahimè, quasi mai) il libraio di Bergamo si prenderà la briga di contattare direttamente Voltalacarta Editrici per richiedere una copia del libro XXX (non mi ricordo se posso fare pubblicità occulta ), se non c'è un distributore di mezzo.
Però a volte succede e allora saltiamo dalla gioia.
Qualche settimana fa una libreria del Friuli ci ha richiesto CINQUE copie e una di Firenze una copia. Per noi è già tantissimo essere riuscite ad attraversare il mare.
Ora, con il secondo libro, voleremo in Veneto e chissà che da lì riusciremo a spiccare il volo anche nei paraggi.

Certo è che se in questo periodo di crisi i lettori e i librai indipendenti promuovessero i piccoli editori indipendenti anziché (solamente) quelli già affermati, allora si smuoverebbe un po' di fondale marino e chissà quante belle conchiglie di madreperla verrebbero fuori.

Nel mio piccolo, da lettrice (squattrinata), quest'anno regalerò solo libri di piccoli editori poco noti: effepi, camelopardus, las vegas, caracò, zandonai, perché se non ci aiutiamo tra piccoli (e squattrinati) nessuno, ma dico NESSUNO, lo farà.

Scusate la solita logorrea, è che scrivo ogni due mesi ma quando scrivo scrivo! :D

Inviato: 2011/12/13 23:08
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Re: VOLTALACARTA Editrici
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Ricevuto, Amleta. Dovrai avere pazienza, siamo alle prese con la pubblicazione del nostro secondo 'figlio' (è una femminuccia, in realtà) :)

Inviato: 2011/12/13 22:46
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Re: Quante volte siete stati rifiutati?
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Beh, sì, Lulu.com può andare bene per 'testare' le proprie opere e vedere che effetto fa avere il proprio libro tra le mani. Anche io una volta ho autoprodotto con lulu un mio racconto lungo per regalarlo agli amici per Natale (poveretti! :D).
Basta sempre tenere ben presente la differenza tra un print on demand e una casa editrice vera e propria. Un print on demand ti stampa anche un libro con le pagine bianche (!), un editore (serio) no. Un editore a pagamento...vabbè... :D

Inviato: 2011/10/31 21:09
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Re: Quante volte siete stati rifiutati?
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Concordo sulla prima parte, Danyele: i 'no' devono dare la forza di andare avanti e porre dei dubbi come "L'ho mandato all'editore giusto? Sarà un buon lavoro? Posso migliorarlo? Oppure l'editore non capisce nulla? O non è interessato semplicemente perché il mio lavoro -seppur buono- non rientra nella sua linea editoriale?
Bisogna farsi continuamente delle domande e ovviamente, marzullo docet, darsi delle risposte.
L'ultimo manoscritto che mi avevano rifiutato, ricordo, mi sembrava quasi perfetto. Mi hanno detto "è troppo breve" ma non volevo allungarlo e annacquarlo, anche se magari così sarebbe risultato 'pubblicabile', ma quasi sicuramente non mi sarebbe piaciuto, quindi ce l'ho qua, nel cassetto e lì rimarrà finché una delle due parti non cederà: o io lo allungo o un editore lo accetta così com'è. Nel frattempo, scrivo altro.

Non sono invece d'accordo sul secondo punto, quando dici che una storia può essere anche scritta da cani ma tanto c'è SEMPRE l'editor che lavorerà con e per te. Uhm. Io, da editor, una storia scritta da cani non so se la prenderei in considerazione. Io piccola editor di piccola casa editrice. Poi magari un grande editor di una grande casa editrice può avvalersi anche del contributo di altri grandi o piccoli editor e...riscrivere il libro.
Ma non sarebbe più il tuo libro, sarebbe il libro dell'editor.
Io, autore, non lo accetterei, credo.
Io editor preferisco scegliere un'opera che è già buona n partenza: su cui lavorerò, è ovvio, ma che non riscriverò o stravolgerò.

In ogni caso: in bocca al lupo a tutti e...occhio ai lupi :)

Inviato: 2011/10/25 16:54
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Re: Quante volte siete stati rifiutati?
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Bianchetto, posso immedesimarmi in entrambi i ruoli: autrice ed editrice, perciò provo a risponderti.
Prendila come una risposta soggettiva, non posso parlare per tutti gli editori :)

Come autrice, ho mandato il mio libro in giro, non mi sono 'sbattuta' più di tanto a dire il vero, ma ho ricevuto qualche no (e un sì con il mio primo editore, conosciuto tra l'altro proprio grazie ad Ozoz).

Ho ricevuto dei NO che dicevano più o meno che il mio libro non rientrava nella loro linea editoriale. Un pochino ci sono rimasta male, speravo anche io come te che mi spiegassero perché non rientrava nella loro linea editoriale, visto che c'erano altri loro testi simili al mio (e forse è per quello: magari il mio era visto come un doppione, chissà).
Speravo, insomma, che mi dessero un'indicazione per capire quali sono i miei punti deboli e quali i punti di forza. Non l'hanno fatto.

Solo in quest'ultimo anno, dopo aver iniziato a fare il lavoro bellissimo e difficilissimo dell'editore, capisco il perché.
La mia casa editrice è nata un anno fa e non hai idea (non ce l'ho neanche io :D) di quanti manoscritti ci siano arrivati (e siamo Voltalacarta, non Feltrinelli, Mondadori o altri) e di quante e-mail con allegati ci arrivino OGNI GIORNO.

La maggior parte delle 'opere' non c'entrano nulla con la nostra casa editrice (per il momento richiediamo SOLO ROMANZI), moltissimi testi sono...ehm...poco adatti. Cioè: diari personali, scritti male, cose illeggibili, cose inclassificabili.
Altri testi sono ben scritti ma non hanno una storia, altri hanno una storia ma non sono ben scritti, altri non ci convincono perché sono deboli, altri sono buoni ma non rientrano nella nostra linea editoriale (per svariati motivi), altri, per fortuna, ci convincono, ci piacciono e allora via, si contatta l'autore per proporgli un contratto (GRATUITO, ci tengo a sottolinearlo).

Fino ad ora di cose buone buone ce ne sono capitate 5 o 6 su un centinaio e forse più testi che ci sono arrivati.

Come puoi ben capire, non c'è il tempo di rispondere dettagliatamente ad ogni autore per spiegargli cosa va e cosa invece non va nel suo testo. Per quello, ci sono le agenzie letterarie che, a pagamento, leggono, valutano ed eventualmente correggono il tuo lavoro. Ti dicono cosa va bene e cosa no e qual è l'editore più adatto al tuo lavoro.

Noi siamo in due (povere ma belle :D), rispondiamo a TUTTE LE MAIL, anche quelle deliranti (e credetemi, sono tantissime) ma non riusciamo a spiegare ad ogni autore il motivo per il quale la sua opera non rientra nella nostra linea editoriale. Non abbiamo il tempo materiale per farlo, è già tanto se troviamo il tempo per rispondere a tutti, molti editori per esempio non rispondono neanche.

Per concludere, ti vorrei dare, se posso, un consiglio: informati bene sulla casa editrice prima di mandare il romanzo, studia il loro catalogo per vedere se la tua opera potrebbe rientrarci, leggi sul loro sito le modalità di invio e...in bocca al lupo! (e abbi pazienza, tanta, almeno 6-8 mesi di pazienza :D)

Nel nostro caso, gli autori che vogliono mandarci un'opera, vero, non possono avere un riscontro immediato guardando il nostro catalogo perché non ce l'abbiamo :D

O meglio, per il momento (e fino a dicembre) avremo solo un titolo, un bel giallo ironico che sta andando alla grande (giuro, non sto facendo la spaccona, sta andando splendidamente e non riesco a non dirvelo con la felicità dipinta sul viso!).

Vi ricordo il nostro indirizzo e vi ricordo soprattutto che per il momento prendiamo in visione SOLO romanzi :)

luanaesilvia@yahoo.it

Inviato: 2011/10/23 21:12
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Re: VOLTALACARTA Editrici
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Ciao Danyele,

sì: la distribuzione viene affidata alla casa editrice (che a sua volta la affida ai distributori, che noi, per esempio, stiamo ancora cercando) che ovviamente si affida alla collaborazione dell'autore.
I miei due libri da autrice (ed emerita sconosciuta) hanno avuto una rete di distribuzione classica ma hanno girato soprattutto grazie alle presentazioni che mi sono state proposte e che chi mi sono andata a cercare.

Beh, i distributori, se seri, fanno distribuzione eccome. Non è un caso che prendano una percentuale del 60% circa sul prezzo di copertina.
SE sono seri.
Ma ci sono anche editori poco seri, autori poco seri, librai poco seri e, appunto, distributori poco seri.
Beh, noi nel nostro percorso speriamo di non trovarne mai.

Sì, la distribuzione capillare pe chi è agli inizi (come editore) sembra essere l'unica soluzione: anche perché un medio o grande distributore non accetta fin da subito un editore che ha (ovviamente) pochi titoli in catalogo...essendo neonato.
Anche noi, quindi, ci rivolgeremo ai distributori regionali e potenzieremo ed effettueremo anche le spedizioni dirette dei libri, personalmente.

Per fortuna abbiamo parecchi contatti con emittenti, radio e giornali locali...ma sappiamo che molto (quasi tutto) lo faranno i lettori con il loro passaparola.

Inviato: 2011/8/22 12:53
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