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Bandz
Pubblicato da Ostialla il 2/7/2007 (4686 letture)
Ogni tanto mi rincorrono dei flash dalla mia giovinezza e rimango allibito: ma come facevo? E’ umanamente possibile ridursi così? Cerco di spiegarlo ai miei nipoti, che vogliono sentire in continuazione certi imbarazzanti racconti: gli anni Novanta, l\'Inghilterra del neoliberismo, a Manchester si tirava parecchio la cinghia... Eravamo una massa di poveri ignoranti riversata per le strade: individui come Mr. Philes sapevano bene dove andare ad accalappiarci. Il miraggio di un’audizione e ci cascavano tutti, studenti, operai, spogliarellisti, indossatori di biancheria: uscite di sicurezza sbarrate, li tenevano tutti a cucinare per ore dopodichè li decimavano a frotte: “Tu! Tu! Tu! Eliminato! Tu... tu sei perfetto!”
A me andò, se possibile, anche peggio: mi trovavo nell\'auditorium del casting, quella sera, come operaio ad eseguire una riparazione, giusto nel palchetto da cui Philes era intento a selezionare i malcapitati con pesanti insulti, quando si girò puntandomi contro un dito cicciuto:
“Questo qui! Va benissimo per fare il sexy!”
In capo ad un paio d’ore viaggiavo su una limousine in compagnia di altri quattro sconosciuti, mentre da un altoparlante proveniva il discorso che avremmo imparato a venerare come la voce di Dio:
“Chi vi parla è John Philes, vostro manager e gestore degli affari: farò di voi il più grande gruppo pop della storia. Se avete qualcosa in contrario, me ne frego: esigo sudore, sacrificio, assoluta obbedienza e nessun fidanzamento, altrimenti il mio stuolo di avvocati vi ridurrà in rovina.”
Mi rivedo sul palco per il primo concerto. Mr. Philes in persona ci ispezionava da cima a fondo dietro le quinte; quando fu il momento di entrare in scena, tirò giù di colpo i miei pantaloni lasciandomi in mutande di fronte a migliaia di ragazzine:
“Avevo detto che tu sei quello sexy!”
Se già le ragazzine urlavano, si dimenavano, minacciavano di sposarci all\'istante- come racconto pudicamente ai nipotini- quando mi videro in quello stato incominciarono a tirare con precisione balistica slip, reggiseni ed ogni altro tipo di oggetti contundenti…E non smisero più per il resto della mia esistenza, ventiquattr’ore su ventiquattro: sbucavano dal nulla, lapidandomi sotto una gragnola di bigliettini amorosi; ero terrorizzato a sedermi sulla tazza del cesso all\'idea che potessero emergerne urlanti anche dalle fognature.
In primavera eravamo a Los Angeles, in un enorme quartiere di studios, a girare il nuovo video. Mr. Philes ci rinchiuse dall\'alba nel capannone per fare le prove delle scene di ballo; appena fummo soli, studiammo il sistema per eliminarlo fisicamente.
J. Kiss, il biondino dalla canottiera seducente, ebbe il piano migliore:
“Philes fra poco entrerà dalla porta a controllarci: uno di noi lo centra sul cranio con l\'asta del microfono, dopodiché gli facciamo cadere addosso i riflettori; penseranno che sia stato un incidente.”
“Giusto! Io taglio le funi dei riflettori...Ma chi lo colpisce con l\'asta?” chiese J. Love.
“Tu, J. Sex!” e guardarono tutti me.
“I...io? Perché?”
“Sei il più alto, e poi noi abbiamo concepito il piano, quindi a te tocca la parte più scomoda.”
“Allarme! Sento la sua voce che si avvicina!” disse J. Boy, lanciandomi al volo l\'asta.
“Presto! Mettiti così...di fianco alla porta” fece J. Fat, il cantante solista, piazzandomi risolutamente all\'angolo, con l’arma sollevata.
“Sssst...Eccolo!”
Con tutta naturalezza Mr. Philes fece il suo ingresso dalla scala antincendio, in compagnia del coreografo: si trovò davanti me impalato, di profilo, come un boia pronto all’esecuzione.
“Perché diavolo non state provando?” esplose subito d’una furia incontenibile, facendomi cadere l\'asta sui piedi.
“V..volevo solo...” piagnucolai dolorante, vedendomi perduto; mi trascinava già per un orecchio sotto gli sguardi ammutoliti dei miei complici.
“Zitto! Stiamo perdendo un sacco di tempo, il video dev’essere pronto per le dieci! Toh, prendi!”
E mi cacciò in bocca tre o quattro pillole d\'una sostanza sconosciuta.
“Adesso scatenatevi a ballare! Dovete fargli ingoiare l\'apparecchio, alle ragazzine!”
Mentre le luci delle telecamere si accendevano, esplose una ridda di suoni e colori nella mia testa. Mi sembrava di avere inglobato un canile. Barcollai, andando contro aste del microfono e ballerine che spuntavano ovunque, mentre il solista J. Fat intonava il playback del singolo:
“ You\'re like a vertigo in me,
I loose control, In can\'t stop you,
the shape of my heart,
you drive me crazy babe, yeah....”
Gli effetti, o forse soltanto l\'idea di avere ingerito le pillole mi fecero venire le vertigini sul serio. Piroettava tutto intorno a me, tanto che mi lasciai andare contro un fondale e, di colpo, quello si bucò, catapultandomi dall\'altra parte dello studio. Le strida di Mr. Philes, il malessere e la caciara del nostro singolo si sommarono in un unico ronzio; avanzavo carponi per un corridoio oscuro, mentre mi sembrava d\'intravedere di lontano una luce a guidare la fine della mia misera vita... Stavo per afferrarla quand\'ecco che caddi nell\'acqua.
Splash!... Macché acqua: annegavo in una palude di fango, per tacere i miei fondati timori che si trattasse di qualcosa di peggio.
“Che schifo....” boccheggiai, rischiando d\'inghiottire quella roba..
“Ehi!” tuonò un orribile mostro a pelo del liquido, e mi schiaffeggiò con i suoi tentacoli scuri.
“Aaah! Aiuto!” gridavo, convintissimo che fosse il castigo da parte di Mr. Philes.
“Che ci fa questo nella nostra melma?” ruggì un altro mostro tutto piercing e catene, aggrappato ad una batteria ”Raccattalo su, Urgh Lesson!”
Un terzo essere melmoso mi agganciò per il manico della sua chitarra, finendomi con un rutto sonoro nell’orecchio. Mi depositarono sul bordo della piscina colma di mota, nella quale suonavano immersi fino alla vita, e nel frattempo s’accordavano su come cucinarmi:
“Pestiamolo bene ‘sto recchiuto, che ci ha profanato l’atmosfera gothic con le sue mutande rosa!”
“E’ il minimo, Sprutt… Sguarattan Zoilen, usalo come tappettino del rullante!”
Comparve un altro coso, tatuato e pittato, insieme ad un giovane in tuta di lattice, che mi toccò appena con la suola degli anfibi:
“Sarà fuggito dal set della boy band…Ragazzi, finite in fretta di provare: la regista Floria arriva tra un’ora e il video dev’essere pronto entro il pomeriggio.” E scomparve.
“Abner Trash!” urlarono i mostri a quello che doveva essere il loro cantante, “Guarda cos’abbiamo trovato nella melma! L’ammazziamo?”
“Miei fottutissimi” rispose lui, con aria sostenuta, “Sarebbe una figata nichilista, ma potrei invece approfittarne per dare da mangiare a Rutheno.”
“L’animale tuo! Pensi a lui più che al gruppo!” si lamentarono gli altri; nel frattempo avvertivo una pressione umida contro la pelle.
“Oddio!” sussultai, riprendendo di colpo vita: un lupo grigio mi annusava la schiena.
“E’ il simbolo della nostra band gothic industrial” spiegò il padrone, sciogliendolo dal guinzaglio.
Recitavo le ultime preghiere in quel luogo empio…e mi resi conto che il lupo leccava la mia faccia.
“Non se lo mangia mica!” sbalordì Abner, “Ragazzi, questo significa che il tipo è un nostro amico, guai a chi lo tocca…Come ti chiami?”
“J. Sex.”
“Baaaaaaaaah!” si sganasciarono tutt’e quattro, ributtandomi di colpo nella melma.
Per fortuna: arrivavano dal corridoio le urla di Mr. Philes.
“Dov’è? Un video da finire! Mi sta costando migliaia di dollari!”
“Anche noi giriamo video, e lavoriamo seriamente quanto lei” lo affrontò Abner seccatissimo.
“Togliti di mezzo, straccatimpani!” tagliò corto il manager, per nulla intimidito. Immerse un braccio nella piscina e mi ripescò sotto i loro sguardi sbalorditi:
“Lo riconosco dall’odore che gli faccio spruzzare addosso... E’ l’ora dei conti, J. n.5: assaggerai il mio stuolo di avvocati!”
Il lupo appostato dietro alle gambe di Abner mi vide scomparire trascinato via come uno strofinaccio: prese la rincorsa e balzò alla gola di Mr. Philes.
“Vai, Rhuteno!” esultarono i quattro gothic industrial, scordandosi del nichilismo.
Mr. Philes senza troppo scomporsi bloccò le mandibole dell’animale: gli rovesciò in gola l’intero tubetto delle sue pillole.
La povera bestia collassò nel girò di pochi secondi, mentre il proprietario ruggiva in un autentico growl di disperazione:
“Il nostro Rhuteno! Questa ce la paghi, vecchiaccio cicciuto!”
“Abner, siamo con te! Distruzione totale!”
Al clamore sollevato dall’abbattimento del lupo, fece ritorno il giovane con la tuta di lattice:
“Che diavolo sta succedendo? Lei chi sarebb…”
Mr. Philes si era girato a fissarlo: si arrestò lasciandomi andare di colpo.
“John Jr.!” disse a quel giovane. “Dov’eri finito, in tutto questo tempo?”
“Papà!” replicò lui. “Mi son rotto di te e del tuo affarismo: sto a Los Angeles a produrre musica vera.”
“Chiameresti musica quella roba? Ma ti frutta qualcosa?”
Ad un segnale invisibile io, Abner, Sprutt, Sguarattan ed Urgh ci caricammo in spalla il lupo e tagliammo la corda approfittando della distrazione di Mr. Philes, impegnato nello struggente ricongiungimento familiare.
“Presto, portatemi alla frontiera” ansimai, appena fummo all’aria aperta.
“Prima si va dal veterinario!” intimò Abner, stringendo il suo eroico lupo impasticcato.
In ogni caso, all’angolo incrociammo la massa urlante delle ragazzine.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Vale_freedom
Inviato: 3/7/2007 9:39  Aggiornato: 3/7/2007 9:39
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Bandz
Aiuto, aiuto! Fuggiamo dalle ragazzine e dalla musica pop e dai menager ammattiti!!

Non c'è male, davvero. E' divertente, caotico al punto giusto, e soprattutto il primo pezzo fa schiantare dalle risate. Ho dovuto rileggerlo un paio di volte per capire bene...ma comunque è carino.
VOTO POSITIVO.
il_corvo
Inviato: 3/7/2007 14:37  Aggiornato: 3/7/2007 14:37
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Bandz
Mi spiace. Non m'è piaciuto.

voto: negativo
fiorderica
Inviato: 4/7/2007 21:42  Aggiornato: 4/7/2007 21:42
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Bandz
Ho quasi il dubbio che vi siati passati la voce: anche questo un racconto sul genere demenziale !

Forse la mia età non mi fa apprezzare questo genere, tuttavia non riesco a goderlo.

Dolente, il mio voto è negativo
senza
Inviato: 6/7/2007 12:17  Aggiornato: 6/7/2007 12:17
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Bandz
il tuo racconto fa svolare: ragazzine assatanate, scene improbabili distorte dalle pasticche, un manager cattivo il tutto in una mischia di colpi di scena surreali
è esattamente il mio genere di umorismo!
mi hai fatto veramente svolare, ottimo racconto
voto: positivo!!!

bravaaaaahahahah
Sedrik
Inviato: 7/7/2007 8:55  Aggiornato: 7/7/2007 8:55
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Bandz
Voto: POSITIVO.

In effetti il mio voto è positivo per poco, sul fil di lana diciamo. Non perchè sia mal scritto, anzi. Solo che la vena umoristica stenta ad emergere, se non nel finale.
Almeno dal mio punto di vista avresti potuto far di più nelle fasi d'esordio dello scritto che, a mio avviso, stenta a mostrare la sua vena umoristica.
Ti sei invece brillantemente ripresa nel finale, ecco spiegato il mio voto positivo seppur stiracchiato!
jeco
Inviato: 1/8/2007 13:37  Aggiornato: 1/8/2007 13:37
Just popping in
Iscritto: 1/8/2007
Da:
Inviati: 2
 Re: Bandz
Non male il ritmo e l'umorismo.Buona l'idea.Da perfezionare lo stile.Complessivamente il giudizio è positivo
Ciantod
Inviato: 8/8/2007 8:54  Aggiornato: 8/8/2007 8:54
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: Bandz
Dopo il lancio di sleep e reggiseni, l'espressione "ogni altro tipo di oggetti contundenti " stona, perchè reggiseni e sleep non sono oggetti contundenti.
Mi dispiace.
Potresti difenderti dicendo che c'è una sorta di doppio senso metaforico, che sleep e reggiseni colpiscono in altro modo, ma il senso non mi sembra sintatticamente pertinente.
O togli contundenti o togli altro.
Ma se togli contundenti, diventa un'espressione sciapa e inutile, prova a pensare meglio a questa frase.
Una borchia può forse esserlo, quindi magari sleep, reggiseni, cinture borchiate e altri tipi di oggetti contundenti.
Ciantod
Inviato: 8/8/2007 9:06  Aggiornato: 8/8/2007 9:06
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: Bandz
Mi duole, ma non riesco a capire quello che leggo, o qualcosa nel tuo testo mi distrae e mi fa perdere la concentrazione, o è un po' troppo confuso.
Purtroppo a volte basta pochissimo per sentirsi persi in un testo, mi capita anche con bei libri.
L'altro giorno leggevo un libro che reputo splendido e ad un certo punto mi sono reso conto di aver perso il filo.
Torno indietro, rileggo il pezzo e, illuminazione!, trovo la causa.
Un paragone.
Era un paragone che rimandava aed un'immagine per me così famigliare, che ho perso la concentrazione e non ho capito più un tubo.
E dire che era un bel paragone, molto pertinent
Ciantod
Inviato: 12/8/2007 16:00  Aggiornato: 12/8/2007 16:00
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: Bandz
Ho riletto di nuovo il racconto, mi dispiaceva troppo essere stato così severo, anche perchè mi era rimasta l'impressione che ci fosse qualcosa che non avevo colto.
Devo essere sincero, mi è piaciuto moltissimo, anche la frase che ti ho contestato, quella di sleep, ecc..,
Credo mi avessero distratto i vari //// presenti.
Se penso agli errori che lascio nei miei testi, per distrazione o mancanza di tecno pratica mi viene voglia di trasferirmi a casa di un editor.
Terentio
Inviato: 16/9/2007 15:14  Aggiornato: 16/9/2007 15:15
Just popping in
Iscritto: 16/9/2007
Da:
Inviati: 2
 Re:Bandz
Il talento nello scrivere c'è e si vede.....ma la storia come il dire che hai usato non coinvolge nè emoziona, pertanto il mio voto è negativo su tutti i fronti. Se doveva esserci dell'umorismo, beh semplicemente non è uscito fuori, le parole non saltano agli occhi come in realtà dovrebbero fare. Lo stile poi è elementare, forse dovresti usare maggiori allegorie e comparazioni, anche se prettamente accademiche e fine a se stesse se presenti fanno sempre un certo effetto. Comunque non sei male!
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