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Laboratorio > Mezzogiorno di fuoco su OZoz > Finale > Giulia e il venditore di aspirapolveri


Giulia e il venditore di aspirapolveri
Pubblicato da Giosp il 2/7/2007 (5139 letture)
C'era una volta, nel castello di Giulia, che traballava e si abbassava di giorno in giorno, ma mai cadeva giù. Essa creava non pochi problemi ai molteplici venditori di aspirapolveri che, con cadenza quasi oraria, si avventuravano nel castello incantato della piccola Giulia tentando di venderle gli ultimi modelli di aspirapolvere, se possibile brevettati dalla NASA. Erano tutti bell'imbusti alti almeno due metri con quanità talmente elevate di gel sulla testa che la loro altezza cresceva di venti centimetri, finendo inesorabilmente per cozzare con la sempre più bassa volta di Giulia (lei che peraltro provava un odio viscerale di origine fobica nei confronti delle aspirapolveri).
Un bel giorno (in realtà tuonava dappertutto nel raggio di diecimila miglia, pioveva una quantità d'acqua simile a quella del Pacifico in piena e fulmini e saette scaricavano milioni di gigawatt al colpo nel terreno circostante il castello, creando voragini degne dei catastrofici film holliwoodiani sulla fine del mondo, profonde da far venire le vertigini persino al più coraggioso dei bungee jumper; ma d'altronde anche i neonati sanno che non esiste fiaba senza un bel giorno, e così...) un bel giorno, dicevamo, Giulia udì suonare il campanello
(ALT! Cancella: non esistono campanelli nelle fiabe)
udì bussare al portone del castello. Ciò fu possibile solo grazie al propagatore nucleare di onde sonore, dato che in quel momento Giulia si trovava nell'ala opposta del castello, in cima alla torre, a contemplare il magnifico spettacolo dell'aurora boreale.
"Chi sarà mai a quest'ora?" si chiese Giulia, ma poi si incamminò verso il visitatore per aprigli la porta. Quando, tre fusi orari dopo, Giulia potè finalmente aprire il portone, sulla testa del malcapitato era caduta così tanta acqua che il gel si era tutto sembrato e la pressione esercitata dall'acqua sul corpo lo aveva compresso della metà, cosicché il venditore di aspirapolveri era diventato molto ma molto più basso di tutti gli altri.
Giulia lo fece entrare e gli offrì un'accoglienza degna del più bello e potente dei principi: lo asciugò, gli diede sostentamento e gli fece visitare tutte le stanze del suo castello. Per ultima, arrivarono nella stanza della volta, quella dove Giulia abitualmente viveva (frattanto il giovane venditore era invecchiato così tanto da necessitare di un bastone (ne trovò uno in una delle stanze del castello probabilmente abbandonato da un precedente visitatore morto di vecchiaia durante il lungo viaggio) e da avere la schiena terribilmente incurvata, cosa che lo rendeva ancora più basso di quanto era oramai diventato). A quel punto Giulia di solito riconosceva i venditori di aspirapolveri dal fatto che con la testa perforavano il soffitto e quindi li cacciava istantaneamente, ma ciò non accadde dal momento che quel venditore era stato rasoiato di parecchi centimetri a causa della pioggia caduta quel "bel" giorno.
E così i due si ritrovarono in quella stanza, Giulia aspettando che l'ospite declamasse il motivo della sua visita, lui cercando di ritrovare nella sua mente mangiucchiata dall'alzheimer qualche indizio che gli spiegasse cosa ci faceva in una sperduta stanza di uno sperduto castello posto in una remota e sperduta zona dell'universo. Gli venne in soccorso la valigia che portava seco: l'aperse e vi trovò tubi, motori, carcasse porta-motori, manici e filtri di tutti i tipi (eccetto filtri magici e filtri d'amore), nonché un libretto di istruzioni in braille che si accinse a leggere (ebbene sì, la vecchiaia lo aveva reso anche cieco).
Una volta finito il libro tirò un sospiro di sollievo ed esclamò: "Toglietemi tutto ma non il mio braille! Finalmente ho capito perché sono qui!!!"
"Ti dispiace illuminarmi? Anch'io voglio sapere cosa ci fai nella mia dimora"
"Certo che no. Sono venuto a realizzare il sogno di tutte le bambine della tua età"
"Non mi avrai mica portato le Winx, vero?"
"Le Winx? No no, piccola, nulla di tutto ciò. Quello che ho dentro questa valigia e qualcosa che la mente umana non può nemmeno immaginare. Devi sapere che miliardi e miliardi di millenni or sono una brutta e cattiva razza extraterrestre invase la terra e da allora nessun essere umano potè vivere veramente libero. Questi esseri malefici si chiamano acari. C'è solo un'arma che può combatterli e farti riconquistare la tua libertà, ed è contenuta in questa borsa"
Giulia, ancora ignara dello scopo ultimo di quella conversazione, si era lasciata impressionare da questi racconti e volle vedere con i suoi occhi la miracolosa arma di cui l'uomo le aveva parlato. Il venditore estrasse dalla valigia uno ad uno tutti i pezzi per costruirla, a partire dalle ruote per passare all'impianto frenante, al semiasse, al reattore atomico e così via. Era talmente grande che nella stanza non ci stava, così prese anche un paio di granate per demolire i muri e crearle spazio. Ma Giulia si rese conto delle intenzioni dell'ospite e gli intimò: "Fermati! Non farlo! Le modifiche devono prima essere firmate da un geometra e approvate seguendo il prestabilito iter burocratico!"
E così Giulia prese il telefono
REWIND ... onofelet li esepr
scrisse una missiva indirizzata al geometra affinché avviasse tutte le pratiche per la demolizione assistita di quelle pareti. Gli anni passarono e il venditore, che invecchiava a vista d'occhio, cominciò a dimenticare tutto ciò che aveva letto nel libretto di istruzioni e per di più dimenticò completamente anche il braille, perciò Giulia si trovò con un armamentario inutile e un vecchio ancor più inutile che non era conscio neppure di essere al mondo.
Un giorno Giulia si accorse che la volta non si abbassava più perché aveva raggiunto il marchingegno megagalattico semicostruito e, colpita da infinita tristezza a causa di ciò, si spazientì di avere quell'attrezzo inverecondo in casa sua e si intrufolò nella valigia per cercare le istruzioni per smontarlo. Lo trovò ben presto, sua fortuna, ma fu ciò che lesse che la inalberò oltre modo. Era il titolo: "Come smontare l'aspirapolvere"
"Cosa?! Eri dunque un venditore di aspirapolveri?! Non voglio acquistare aspirapolveri, io! Via da questa casa", gridò.
Ma dato che il venditore non voleva andarsene (o non poteva, dato che nemmeno le molteplici protesi ormai lo reggevano in piedi) Giulia decise di passare alle maniere forti, sguinzagliandogli contro il suo esercito di lupi mannari che stava di guardia al castello.

FINALE BIBLICO
A quel punto il vecchio si sentì magicamente sospinto da nuove forze e, miracolato da dodici legioni di angeli, scappò inseguito dai lupi mannari. Una volta fuori del castello chiuse il portone alle sue spalle e si mise in salvo, dopo di che spedì una raccomandata a tutti i produttori di aspirapolveri avvertendoli di non mandare più nessuno in quel castello, e così sia lui che Giulia vissero per sempre felici e contenti.

FINALE SPLATTER
I lupi afferrarono le sue orecchie con i denti e trascinarono l'uomo malvagio fuori del castello. Lì incontrarono gli alligatori che sguazzavano nelle acque circostanti le mura del castello e decisero di condividere il lieto pasto con loro, e così lo sbranarono pezzo per pezzo, a partire dalla milza, dai reni e dal colon (uno degli alligatori andava pazzo per il colon!) per proseguire con gli occhi e il cervello, che uno dei lupi aspirò con una cannuccia di bambù. Una volta digerito tutto l'uomo presero le ossa e con esse composero una scritta: VIETATO L'ACCESSO A TUTTI I VENDITORI DI ASPIRAPOLVERI. Presero nervi e tendini per legare e tenere unite fra loro le ossa, e con un pennello e il sangue del malcapitato verniciarono la scritta di rosso. Da quel giorno Giulia non ricevette più visite da venditori di aspirapolveri e visse per sempre felice e contenta.

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Autore Albero
fiorderica
Inviato: 3/7/2007 8:42  Aggiornato: 3/7/2007 8:43
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Giulia e il venditore di aspirapolveri
Ahi ahi ahi, giosp!
Trovo questa favola (?) un po' confusionaria: nella narrazione, per il lessico, per l'interpunzioni, per i lunghi incisi.
Riscontro un tentativo di ironia che fatica a raggiungere l'umore comico.
In verità ho anche faticato a seguirne il filo al punto che ho saltellato nel racconto, tentando di comprenderne il senso.
Con molta probabilità di successo non ho capito niente! Che sia un mio limite? Forse si.

Il mio parere è negativo.

Mi spiace,

fior
Vale_freedom
Inviato: 3/7/2007 9:50  Aggiornato: 3/7/2007 9:50
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Giulia e il venditore di aspirapolveri
Mi piace abbastanza. In alcuni punti l'ironia non è particolarmente divertente, e in effetti il finale splatter è un po' cosà, però a mio avviso è scritto abbastanza bene. Carina la trovata dei venditori di aspirapolveri...

Attenzione però alla frase iniziale: "c'era una volta, nel castello di Giulia, che traballava e si abbassava di giorno in giorno, ma mai cadeva giù". E' incompleta, e messa così non vuol dire niente. Per il resto, per me è un discreto lavoro quindi VOTO POSITIVO.
il_corvo
Inviato: 3/7/2007 22:38  Aggiornato: 3/7/2007 22:38
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Giulia e il venditore di aspirapolveri
Non c'è dubbio il genere scelto per la finale non è affatto facile. Tra tutti i generi, come anche per il cinema, quello umoristico, per non parlare del comico vero e proprio è quello meno costruibile. La verve comica o la si ha o non la si ha. Ci si può arrabattare un po' col mestiere, ma ritengo che non possa essere il caso di scrittori dilettanti. Non voglio dilungarmi maggiormente in antipatiche considerazioni.
Mi piace prendere a prestito le argomentazioni di Fior e farle anche mie.
Purtroppo ciò significa anche egual voto:

negativo.
Sedrik
Inviato: 4/7/2007 8:32  Aggiornato: 4/7/2007 8:32
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Giulia e il venditore di aspirapolveri
Voto: NEGATIVO.

Mi spiace dare questo voto, spiego subito il perchè. Ho avuto subito la netta impressione che il racconto sia stato buttato giù senza pensarci troppo, in poco tempo e magari senza troppa voglia, giusto perchè c'era il limite di tempo pendente. Ue, niente di male in questo: solo che lo si avverte, o almeno io l'ho avvertito.
Questa sensazione l'ho ricavata anche da qualche errore di battitura qua e là.
Il racconto non è male, ma sembra un poco povero di idee. E di certo non all'altezza del finale, ottima l'intuizione di darne la doppia versione.
Se tutto il racconto fosse stato all'altezza del finale, a mio giudizio sarebbe risultato tutto molto più godibile!
melitta
Inviato: 5/7/2007 8:39  Aggiornato: 5/7/2007 8:39
Just can't stay away
Iscritto: 8/7/2004
Da: Venezia - Milano
Inviati: 442
 Re: Giulia e il venditore di aspirapolveri
VOTO POSITIVO

Sì, qualche inciampo salta all'occhio. Ma è ben compensato da alcune trovate divertenti e originali, che rendono piacevole la lettura di questa rivisitazione/dissacrazione di una favoletta.
Ciantod
Inviato: 11/7/2007 13:49  Aggiornato: 11/7/2007 13:49
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: Giulia e il venditore di aspirapolveri
Non credo rientri fra le tue opere più riuscite, c'è un bel po' di lavoro da fare per renderlo più apprezzabile.
Una curiosità: quanti anni hai?
Te lo chiedo perchè leggo una sostanziale ingenuità nella narrazione che non ha a che vedere con il tema scelto o con la trama, quando con lo stile narrativo.
Ho letto che in narrativa l'ingenuità può essere un pregio.
Perchè non ci lavori sopra, in un modo a te più vicino?
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