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Laboratorio > Mezzogiorno di fuoco su OZoz > Finale > Teddy Gennargentu nella Città Eterna


Teddy Gennargentu nella Città Eterna
Pubblicato da Shoen il 2/7/2007 (5272 letture)
Durante quel periodo dell’anno, la Croce del Sud splendeva più che mai nell’immenso cielo australiano; ma questo avrebbe fatto poca differenza per Teddy Gennargentu, che in quei giorni si trovava a Roma ospite del suo amico di vecchia data Gneo Igeo. Si erano conosciuti a un sushi-party in Amazzonia, in un magnifico pomeriggio estivo; Teddy cavalcava il suo destriero lasciando garrire la lunga gonna al vento, quando il ronzino travolse per errore il gazebo sotto il quale il povero Igeo, cameriere per una ditta di catering, stava servendo sushi e sashimi ai suoi clienti. Mentre gli avventori fuggivano in lungo e in largo inseguiti dal ronzino imbizzarrito, Teddy aveva liberato Igeo dal gazebo distrutto e gli aveva estratto dal naso due harumaki inopinatamente finiti, per il contraccolpo, nelle froge del pover’uomo. Gneo Igeo doveva dunque la vita al buon Teddy; fu così che, per saldare il debito, lo invitò a trascorrere un periodo come suo ospite nella Città Eterna.
« Spero che il volo dall’Ecuador sia stato piacevole » disse Igeo, quando la mongolfiera dell’amico atterrò al centro di via Nazionale.
« Così così » rispose Teddy, il viso adombrato dal cappello da cowboy, prima che l’emozione prendesse il sopravvento. I due amici, finalmente riuniti dalla sorte, corsero uno incontro all’altro facendosi strada tra la folla, e sullo sfondo di un bellissimo tramonto romano si abbracciarono e piansero a lungo.
« Ordunque, prendi pure i tuoi bagagli. Con l’autobus delle sette arriveremo in men che non si dica! »
Teddy recuperò l’orsacchiotto di peluche e la pochette dalla mongolfiera e raggiunse Igeo alla fermata del bus; era molto curioso di vedere la villa dell’amico, da quest’ultimo più volte magnificata: le decine e decine di stanze, i cuochi provenienti da tutto il mondo, l’esercito di humpa-lumpa, i televisori a misura di parete, il Concorde privato parcheggiato in giardino e le soluzioni hi-tech per il vivere postmoderno brevettate per lui da uno scienziato dell’Intelligence britannica… A detta di Igeo, numerose riviste avevano scritto della sua dimora soprannominandola “La casa oltre il possibile”.
« A dire il vero la immaginavo più grande » commentò Teddy quando, undici ore dopo (avevano per disgrazia perso la coincidenza al capolinea degli autobus), giunsero a destinazione. Igeo si era diretto spedito verso un vicolo maleodorante e si era fermato indicando, a mo’ di maggiordomo, due giacigli ricavati tra i rifiuti di uno dei cassonetti lì presenti.
« Ingenuo di un Teddy! » rise l’amico « Non intendevo che avremmo dormito in questo cassonetto. » Igeo indicava infatti un altro cassonetto, ubicato alle spalle del primo e pressoché identico.
Teddy sistemò pochette e peluche tra due cumuli di muffa e si tolse gli zoccoli di legno. « Invero, amico mio, dai tuoi racconti la magione l’avevo immaginata diversa. »
« Ingenuo di un Teddy! » rise Igeo con fare paternalista « Come si vede che non sei abituato alla vita da miliardario. Abitando nella Gneo Mansion, che si trova a pochi isolati da qui, non farei che attirare su di me loschi malintenzionati ghiotti delle mie ricchezze! »
Teddy provò vergogna per il commento di poco prima, che aveva tradito le proprie origini semplici. Di certo, davanti alla scaltrezza di Igeo, avvezzo agli escamotages tipici del miliardario, doveva essere apparso come un bimbo infantilmente incuriosito dalla “Casa oltre il possibile”. Teddy decise che, in qualche modo, avrebbe fatto di tutto per recuperare la stima del compagno, probabilmente ora scesa di qualche punto.
« Molto bene, amico Igeo » disse « Che ne dici di mostrarmi gli usi e costumi della tua gente? »
« Ma certo! Ti offrirò una cena nel miglior ristorante della zona. » Igeo si tolse il fez e frugò al suo interno. « Ma… oh! Che imperdonabile distratto! Ho dimenticato le mie Visa alla Gneo Mansion! »
In quel momento, un’anziana vecchietta con enormi occhiali da vista attraversò il vicolo. Nell’incedere claudicante, la vecchia donna lasciò inavvertitamente cadere un grosso portafogli dalla borsa che portava a tracolla; annaspò nel buio simile a una talpa, come cercando di capire da dove provenisse il tonfo che aveva appena sentito, ma poi riprese a camminare senza recuperare l’oggetto.
Gneo Igeo si lanciò sul portafoglio come un coniglio sul proprio sterco fresco. Teddy sgranò gli occhi: era l’occasione per dimostrare a Igeo la propria natura di uomo di grande valore, bissando l’esperienza del sushi-party in Amazzonia. Afferrò il portafoglio dalle mani dell’amico: « Tranquillo, Igeo. Provvederò io stesso alla restituzione del maltolto! »
Incurante delle proteste di Igeo che, nella sua grande generosità, probabilmente voleva occuparsi lui stesso della restituzione, Teddy gonfiò i pettorali e stracciò così lo smoking che indossava, rivelando sotto di esso un’armatura da samurai (regalo di un vecchio compagno di ramino conosciuto alle isole Faroer). Spiccò un balzo che lo proiettò a sei metri d’altezza e, usando un lampione a mo’ di asta, si lanciò al di fuori del vicolo; fece giusto in tempo a vedere la vecchia di poco prima che, a bordo di una Lupo Volkswagen color aragosta, si avviava per le vie del centro di Roma. Teddy estrasse dal taschino una bomba a mano e la usò per far franare un muro che bloccò la strada alla Lupo; ma la manovra fu inutile, perché la vecchina al volante evitò la granata con un’abile sterzata e scomparve dietro un vicolo. Teddy capì che, per compiere la sua buona azione, avrebbe dovuto munirsi di un mezzo di trasporto; si scagliò così su una berlina che passava proprio lì accanto, atterrò sul cofano e, dopo aver distrutto il parabrezza con una mazza da baseball, scaraventò altrove il conducente e prese il suo posto. Partì con una sgommata che gli permise di far saltare la macchina oltre il cumulo di macerie lasciate dalla bomba a mano; per essere sicuro di seguire la pista giusta, lanciò granate su tutte le strade limitrofe, tranne una: in questo modo, la vecchietta sarebbe stata costretta a imboccare l’unica via rimasta. E infatti la vide poco dopo, aggrappata al volante, lo stereo della Lupo che diffondeva tutt’intorno musica da camera svedese. Teddy lanciò una serie di esplosivi di segnalazione perché l’anziana donna lo vedesse, ma costei doveva essere un po’ dura d’orecchi, oltre che mezza cieca; nonostante la Lupo procedesse a poco più di venti all’ora, e nonostante ora Teddy fosse passato al lanciafiamme per segnalare la propria presenza, chiamandola contemporaneamente con il megafono che portava sempre con sé per le emergenze, la vecchina non diede segno di vederlo.
« Ma io non mi arrendo! » pensò Teddy « Ricompenserò questo popolo di simpatici diavoli di buon cuore mostrandomi altrettanto zelante. »
Abbandonò l’automobile, si sfilò l’armatura da samurai e indossò il suo esoscheletro d’acciaio, costruito sul modello di robottoni d’altri tempi e munito di tutte le armi del caso. Era stato il regalo di compleanno della sua ultima fidanzata, prima che un tasto premuto inavvertitamente avesse attivato il bazooka e spazzato via la povera donna. Teddy si asciugò una lacrima a quell’amaro ricordo.
La Lupo procedeva ignara, dirigendosi dalle parti del Colosseo. Imboccò una strada piuttosto trafficata e si immerse nella folla di automobili in coda.
Teddy schiacciò un pulsante che attivò i propulsori dell’esoscheletro, il quale si librò in volo su Roma. Rase al suolo i palazzi che impedivano al robot un elegante decollo e raggiunse dall’alto la Lupo aragosta della vecchina; per richiamare la sua attenzione, scagliò una serie di palle di cannone tutt’intorno, le quali esplosero coinvolgendo le altre automobili in uno spettacolo pirotecnico di cui Teddy non poté non compiacersi. La sua mira fu però scarsa e, per errore, alcune palle di cannone virarono verso il Colosseo, riducendolo a un mucchio di pietre incandescenti.
Cercò la Lupo con lo sguardo e la vide scomparire in lontananza dietro un palazzo, unico veicolo uscito illeso dalla massa di automobili.
« Oh, basta » disse Teddy « E’ ora di passare alle maniere forti. »
Attivò i propulsori al NOS e si lanciò in volo a una velocità estrema; sul radar dell’esoscheletro comparve un puntino, segno che un aereo stava intersecando la sua traiettoria. Teddy colse l’occasione: abbandonato l’esoscheletro, che andò a schiantarsi sui Fori Imperiali tra mille lingue di fuoco, utilizzò delle speciali ventose in fibra di opossum per aggrapparsi al Boeing di passaggio e poi infiltrarsi nella cabina di pilotaggio, dove addormentò i piloti con un proiettile soporifero; a bordo di quel veicolo, la cara vecchina non poteva non vederlo.
Ma Teddy aveva sottovalutato un fattore: le sue vertigini, che lo coglievano sempre quando metteva piede a bordo di un velivolo di quella portata. Disperato, cercando di non svenire, Teddy osservò i comandi dell’aereo girare vorticosamente nel suo campo visivo, mentre il Boeing perdeva quota. Finché tutto si fece buio.
Quando riaprì gli occhi, la città attorno a lui non era che un immenso cratere fumante. Nel deserto di macerie che un tempo era Roma, sulla linea dell’orizzonte, si intravedeva la Lupo che procedeva alla solita velocità. Teddy abbandonò il relitto dell’aereo distrutto ed estrasse l’ultimo mezzo di trasporto rimastogli, una vecchia bicicletta da clown circense; in pochi minuti raggiunse la Lupo e, stremato, bussò al finestrino.
La vecchia inchiodò e abbassò il vetro. « Che vuoi? » disse, acida « Ho fretta. »
Sorridendo, Teddy le porse il portafogli. « Questo è suo, signora. Le è caduto dalla borsa. »
La vecchina afferrò il borsellino, chiuse il finestrino e ripartì.
Teddy scosse la testa. « Non mi ha neppure ringraziato… che tipi assurdi questi italiani! »

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Vale_freedom
Inviato: 2/7/2007 9:54  Aggiornato: 2/7/2007 9:54
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna
Oddio. Shoen, si può sapere come ti è uscito sto racconto? Penso che neanche la marvel avesse visto niente di simile, nemmeno dai creatori dei fumetti dell'uomo ragno.

Ora cercherò di analizzarlo, impresa che tu in effetti hai reso piuttosto complessa. E' un po' caotico senza dubbio, con tutti quei cambiamenti di argomento e di scenario, e un pochetto forse...eccessivo. Però una cosa è certa: il tuo umorismo non fa ridere solo te, ma pure me. E' un racconto assolutamente divertente nel suo caos (senza dubbio voluto!) e molto ben scritto, come al tuo solito. Il finale mi piace più di tutto il resto...Quindi, te lo do:
per me, è un VOTO POSITIVO.

My compliments! A rileggerti_Vale
melitta
Inviato: 2/7/2007 16:04  Aggiornato: 2/7/2007 16:04
Just can't stay away
Iscritto: 8/7/2004
Da: Venezia - Milano
Inviati: 442
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna
VOTO POSITIVO

Un po' fumetto, un po' cartone animato, vivacissimo e ben condito da trovate esilaranti, si fa leggere con vero piacere. Azzeccatissima la scelta dei nomi dei personaggi, che fin da subito lasciano intuire quale sarà il clima del racconto.
Bene, bene.

Melitta
il_corvo
Inviato: 3/7/2007 23:13  Aggiornato: 3/7/2007 23:13
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna


M'ero tenuto il tuo racconto per ultimo, come il gusto di gelato preferito. Solo che stavolta il gusto non è riuscito benissimo.

Anzi, dall'alto della stima che ho per te, mi posso permettere di dire chiaro e tondo: che delusione!

Accidenti, tu che con i resoconti delle vicissitudini giornaliere che ti capitano mi fai spesso sbellicare dalle risate, ti sei impantanata in un'accozzaglia di situazioni fumettistiche eccessive e assai poco divertenti.

Non aggiungo altro perchè il senso comico è diverso per ciascuno. Per cui mi limito a dire che il racconto non m'è piaciuto affatto.

Voto: negativo


(A questo punto come avevo previsto dopo aver letto, commentato e votato il primo racconto, quello di Prosopon, ed aver gettato uno sguardo agli altri, pur non avendo apprezzato particolarmente nessuna delle proposte in gara, ai fini della stessa, la mia preferenza va, per manifesta superiorità, proprio al racconto della Maschera)

Con ciò ho adempiuto ai miei doveri e prima di lasciare tale compito anche agli altri lettori, voglio congratularmi con tutti e quattro i finalisti i quali si sono cimentati con un genere letterario tutt'altro che facile.

Ciao
Sedrik
Inviato: 4/7/2007 7:54  Aggiornato: 4/7/2007 7:54
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna
Voto: POSITIVO.

Per quanto mi riguarda il racconto ha un qualcosa di davvero geniale, alla Queneau, sia per l'assurdità della trama, resa comunque bene con abbondanza di dettagli, che per i dialoghi surreali dei protagonisti.
Unica pecca, a mio avviso, è forse l'insistenza, a volte davvero troppo forzata, con cui si buttano dentro luoghi e oggetti troppo lontani e sconnessi tra loro.
Complimenti!
Andy314
Inviato: 4/7/2007 13:03  Aggiornato: 4/7/2007 13:03
Just popping in
Iscritto: 15/6/2007
Da:
Inviati: 15
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna
Devo riconoscere che hai davvero una fervida immaginazione, la storia sembra tratta da uno di quei cartoon demenziali, però ritengo che una trama di questo genere sia poco adatta ad un racconto, perchè (almeno in questo caso) risulta un po' ingarbugliata... quindi a malincuore ti assegno un voto NEGATIVO
fiorderica
Inviato: 4/7/2007 21:36  Aggiornato: 4/7/2007 21:36
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna
Rileggo questo racconto per la terza volta e mi accorgo che, per quanto scritto molto bene, mi lascia molto perplessa. Con molta probabilità non è il genere che preferisco, ossia eccessivamente demenziale, giusto per strappare la risata a seguito di un eccesso. A me sembra la sceneggiatura di un cartone animato per adulti, rotti dal solito tran-tran quotidiano.
Mi spiace, Shoen, questa volta non m'è piaciuto.
Il mio voto è negativo
fior
senza
Inviato: 7/7/2007 13:53  Aggiornato: 7/7/2007 13:53
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Teddy Gennargentu nella Città Eterna
in effetti le critiche che ti ha mosso il corvo sono valide pure per me: fai sempre ridere nel diario e quì, almeno all'inizio la fantascienza risulta superflua
però non posso negare che sia una buona presa in giro di tutti i film d'azione americani, mancava solo qualche frasona come "è l'auto che sceglie il guidatore" per raggiungere la somiglianza
se sto a pensare al racconto come al resoconto oggettivo di un film non posso che ridere
ergo, alla fine ti sei salvata per bene e meritata un voto positivo!
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