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Ponente
Pubblicato da Shoen il 29/5/2007 (5306 letture)
A Rocca d'Ostro, cittadina che molti abitanti dicevano essere stata porto e base dei pirati alla fine del diciannovesimo secolo, al punto da guadagnarsi il nomignolo di "Tortuga del Tirreno", l'ultima tempesta di fine estate si era lasciata dietro spiacevoli cicatrici: prima fra tutte la torre dell'orologio, passata indenne tra due guerre mondiali e ora scoperchiata dal vento di ponente. La mattina successiva, gli abitanti di Rocca si erano radunati attorno alla torre e avevano osservato in lacrime il gigantesco orologio mezzo rotto, la lancetta delle ore spezzata; si diceva che, un tempo, quell'orologio fosse stato il più grande e preciso mai costruito nel Mediterraneo, e che le navi di passaggio costeggiassero la zona solo per leggervi l'ora da lontano. Tuttavia, tolto il dispiacere per il monumento distrutto e per i soldi che il Comune avrebbe dovuto spendere in riparazioni, pochi si preoccupavano dell'orologio in sé: si diceva infatti che Rocca
d'Ostro avesse un altro orologio, ancor più preciso del primo. Rintoccava una sola volta al giorno, alle cinque di pomeriggio, senza il minimo margine d'errore: se infatti capitava a qualcuno di vedere il vecchio Ubaldo e il suo compagno di bevute, l'invalido Sor Pepé, prendere posto al Bar Nibbio vicino al porto, ciò significava che erano le cinque in punto; mai, in venti e passa anni, i due anziani avevano mancato l'appuntamento. Con la pioggia, il sole d'agosto o fra gli starnuti e i pollini a primavera, Ubaldo e Sor Pepé sedevano sempre allo stesso tavolo, accogliendosi con lo stesso saluto da marinai d'altri tempi; dopo aver preso posto al Bar Nibbio, ordinavano pinte di birra rossa e al ritmo delle sorsate giocavano a ramino, prendendo fiato solo quando si trattava
di sparlare degli abitanti di Rocca e delle malefatte dei giovani del paese. Cosa facessero della loro vita aldilà delle tre ore trascorse al Nibbio non si sapeva: sembrava che i due anziani esistessero solo e soltanto in funzione di quel quotidiano passatempo.
Quel giorno di fine estate, nonostante la triste sorte della torre dell'orologio, Ubaldo e Sor Pepé avevano ben altri succosi argomenti: si vociferava infatti che il figlio del giornalaio, l'appena diciannovenne Ettore, avesse deciso di coronare il suo contrastato sogno d'amore con la coetanea Vincenzina, nipote del capocameriere al ristorante dietro il Municipio; anche a fronte del grande affetto fra di essi, le rispettive famiglie si erano opposte all'idea che i due si sposassero così giovani e avevano rifiutato di sborsare una sola lira per pagare la festa di nozze. Irritati dall'atteggiamento dei genitori, Ettore e Vincenzina avevano quindi deciso di scappare da Rocca e scavalcare l'autorità della famiglia.
"Il padre non l'ha presa bene" disse Ubaldo, il cappello da marinaio calcato sulla testa. Lo indossava ogni volta che usciva di casa, più probabilmente per coprire la pelata che per sfoggiare il vecchio cimelio.
Sor Pepé, infagottato sulla sedia a rotelle, calò le sue carte. \"Il padre del ragazzo?\"
\"Di Vincenzina. E\' andato stamattina in questura a sporgere denuncia.\"
L\'altro arricciò il naso. \"Denuncia? E contro chi?\"
\"Contro Ettore. Sembra voglia accusarlo di aver rapito la figlia.\"
\"Questa è bella. Pensavo fosse una fuga d\'amore, non un rapimento.\"
Sor Pepé guardava di rado l\'interlocutore negli occhi, quando parlava. A una prima occhiata poteva sembrare imbarazzato per la sua condizione, privo della gamba destra e costretto a deambulare su una sedia a rotelle; chiunque avesse affrontato l\'argomento con lui, però, giurava che il vecchio fosse orgoglioso della sua menomazione: sembrava infatti che avesse perduto la gamba prestando servizio su un antico brigantino, e che considerasse un vanto quella condizione così pittoresca per un lupo di mare.
Ubaldo ordinò altre due pinte di rossa. \"Infatti così pare. Ieri sera hanno finto di uscire per bere qualcosa insieme e sono scesi verso la balera sulla spiaggia, e non sono più tornati a casa. Non hanno portato neppure un cambio di vestiti per non destare sospetti.\"
\"Alla balera li ha visti qualcuno?\" domandò Sor Pepé. Osservava pensoso le carte in tavola.
Ubaldo bevve un sorso di birra. \"Nessuno. Sono scomparsi nel nulla.\"
Sor Pepé distribuì un nuovo giro di carte. \"Sono ragazzi.Torneranno.\"
\"Hai ragione. Sigaretta?\"
I due anziani si accesero una Marlboro ed espirarono la boccata in contemporanea.
\"Certo che sembra tutto come in quella canzone, la ricordi?\" disse Ubaldo dopo un po\', sorseggiando la birra.
\"Quale canzone?\"
\"La canzone di Rocca d\'Ostro. Quella ballata sui pirati e sul vento di ponente. Come diceva?\"
Sor Pepé sorrise.
\"Tornerà/sul brigantin/dopo la bonaccia/prima del maestrale/sul vento di Ponente tornerà/Mastro Pirata\" intonò Ubaldo, divertito e imbarazzato, sfuggendo lo sguardo del compare.
Sor Pepé infatti, nonostante mai usasse farlo, lo stava fissando negli occhi.
\"Diceva che i pirati...\" iniziò Ubaldo, ma non terminò mai la frase.
Il vento si alzò quasi all\'improvviso, sollevando la sabbia tutt\'intorno. Nubi di rena presero a rincorrersi in volo aldilà del porto, e fogli, cappelli e bicchieri di carta furono spazzati via; la gente, colta alla sprovvista dal vento di Ponente, iniziò a correre qua e là per rintanarsi dove poteva. Sor Pepé, a dispetto delle sue condizioni, stava facendo correre la sedia a rotelle spedita sulle salite di Rocca d\'Ostro. Si volse indietro una sola volta, giusto il tempo di vedere Ubaldo che, rimasto al Bar Nibbio dietro di lui, cercava disperato di recuperare il mazzo di carte che il vento si ostinava a sparpagliare ovunque.
Pepé non avrebbe mai abbandonato il tavolo finché la partita non fosse conclusa. Ma il vento l\'aveva terminata per lui e il mazzo in volo sulla banchina era una distrazione sufficiente perché il compare Ubaldo lo lasciasse andar via senza obiettare: quelle carte gliele aveva regalate il nonno, nostromo sulle rotte tra l\'Europa e l\'Australia, unico marinaio di Rocca d\'Ostro ad aver visto con i suoi occhi la Croce del Sud.
Sor Pepé si volse, dimenticò Ubaldo e le carte e si diresse veloce, malgrado il vento, verso la propria casetta aldilà del Municipio.

*

Sor Pepé varcò la soglia ed entrò in casa; il vento di ponente era così forte che chiuse lui stesso la porta, facendo scricchiolare i battenti di legno consunto. L\'anziano scosse la testa e si diresse verso la cassettiera accanto al letto; bloccò le rotelle della sedia, estrasse dal mobile la sua vecchia gamba di legno e la avvitò sul moncherino. Poi si alzò in piedi, barcollando appena, e fregandosi le mani spalancò le ante dell\'armadio nella camera da letto.
All\'interno, legati e imbavagliati, Ettore e Vincenzina lo osservavano con aria atterrita.
Sor Pepé scoppiò a ridere di gusto. \"Non fate quella faccia\" disse \"Solo uno di voi lascerà questa topaia di città\". Sollevò il braccio rugoso e indicò la vittima designata. \"Tu\" gracchiò \"Verrai con me. Ti venderò alla ciurma perché faccia di te il suo balocco nelle notti solitarie, e ne ricaverò qualche pinta di grog.\"
Sor Pepé si chinò sui due ostaggi e tirò su il giovane e tremante Ettore, per poi tramortirlo con una gomitata sulla nuca. Guardò Vincenzina ancora legata nell\'armadio. \"Quanto a te, mia cara... Il tuo compito, quando ti troveranno, sarà dire a tutti gli altri abitanti di Rocca d\'Ostro che sono tornati a prendermi.\"
Vincenzina scoppiò a piangere.
\"Sul vento di Ponente\" continuò Sor Pepé \"I pirati sono tornati.\"
Il vecchio si sedette di vedetta alla finestra, in attesa che le vele del brigantino apparissero all\'orizzonte.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
il_corvo
Inviato: 30/5/2007 6:44  Aggiornato: 30/5/2007 6:45
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Ponente
Sarò sincero.
Volevo punire la tua supponenza del non commentare nemmeno uno degli altri racconti in gara, usando il tuo stesso metro. Però lo so che sei brava e quindi, il racconto, l'ho voluto leggere lo stesso.
Ebbene, sono trooooppo onesto ! Vìolerò il mio proposito punitivo perchè questo racconto è un piccolo gioiello che val la pena di sottolineare. Sino ad ora ho avuto modo di apprezzare la tua capacità narratoria ma non m'erano mai piaciuti troppo gli argomenti. Ora ti sei superata. Brava.

Piuttosto, se posso, ti suggerirei di cambiare le sigarette. Le Marlboro in bocca a due vecchi lupi di mare stonano un po'. Che ne dici di due vecchie Nazionali senza filtro?

VOTO: POSITIVO
Sedrik
Inviato: 30/5/2007 9:26  Aggiornato: 30/5/2007 9:26
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Ponente
Voto: POSITIVO.

Davvero originale la trama e il costrutto della storia. Linguaggio adeguato, evocativo eppur semplice, incisivo seppur pacato.
Non ho idea se l'ispirazione te l'abbia data Depp col suo terzo episodio dei pirati dei caraibi ma ti assicuro che la trovata, almeno per me, è stata molto molto indovinata!
Complimenti!
lamù
Inviato: 30/5/2007 11:32  Aggiornato: 30/5/2007 11:32
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Ponente
Voto Positivo.

Bel racconto shoen, mi è piaciuta in particolare l'ambientazione, quest'aria di mare e di pirati e vecchietti che giocano a ramino, elementi che avrebbero potuto farmi addormentare immediatamente, ma che nel tuo modo di raccontare mi hanno fatto provare nostalgia del mare, dei pirati e del ramino. La scrittura è fluida, il finale è un colpo alla Shoen, lievemente ironico, quel grog mi ha fatto srridere (evvai!!! Colgo anch'io una citazione Monkey Island, vero?)
Brava!
Ciantod
Inviato: 30/5/2007 15:47  Aggiornato: 30/5/2007 15:47
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: Ponente
Voto positivo.

Anche se hai....barato.


Ho il guaio che sono in là con gli anni,e però....


Comunque shoen,il tuo stile fin'ora era molto diverso,nespà?
Vale_freedom
Inviato: 1/6/2007 13:14  Aggiornato: 1/6/2007 13:14
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Ponente
VOTO: POSITIVO

Mi piacciono l'ambientazione, e il colpo di scena finale. Originale, divertente, un po' ironico...molto brava. Non è però molto scorrevole, e ho fatto un po' fatica a leggerlo. Visto che è breve, però, non stufa, e il piccolo difetto a mio avviso è supplito dalla qualità della scrittura. Quindi, brava!
A rileggerti_Vale
DiegoLaMatin
Inviato: 3/6/2007 16:48  Aggiornato: 3/6/2007 16:48
Just popping in
Iscritto: 6/4/2007
Da:
Inviati: 40
 Re: Ponente
Voto: positivo.
Uno stile efficace che riesce a rendere molto bene l'ambientazione. Sembra di essere lì, con una pinta di birra rossa in mano, a seguire da vicino la partita. Bello il colpo di scena finale, anche se lascia un po' l'amaro in bocca.

A rileggerti
Diego La Matina
momo70
Inviato: 4/6/2007 16:27  Aggiornato: 4/6/2007 16:27
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Ponente
Vi comunico che sarà possibile contiuare a votare anche dopo i termini di scadenza previsti. Sarà possibile farlo fino all'ultimo giorno dell'ultima sfida, prima del girone finale.

VI RICORDO CHE SCOPO DELLE SFIDE è METTERSI ALLA PROVA COL PUBBLICO, QUINDI NON VI DIMENTICATE DI ESPRIMERE UN GIUDIZIO ALLA FINE DI OGNI COMMENTO.

I COMMENTI SONO LIBERI, NEL SENSO CHE NON CI SONO VINCOLI AL FINE DELLA VALIDITà DEL VOTO. OGNI VOTO SARA' PRESO IN CONSIDERAIZONE ANCHE SENZA UN COMMENTO ARTICOLATO.

GRAZIE A TUTTI PER L'ATTENZIONE E CONTINUATE A VOTARE!
fiorderica
Inviato: 9/6/2007 11:51  Aggiornato: 9/6/2007 11:51
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Ponente
Brava Shoen, c'è tutto: scorrevolezza; fascino; buon linguaggio; ambientazione molto caratteristica; narrazione accattivante.

Il mio parere è POSITIVO

fior
PetitPrince
Inviato: 12/6/2007 12:59  Aggiornato: 12/6/2007 12:59
Just popping in
Iscritto: 18/4/2007
Da:
Inviati: 20
 Re: Ponente
Un bel personaggio che mi ha molto entusiasmato, il tuo Sor Pepé. Il racconto scorre piacevole e riesce a tratteggiare abbastanza bene l’atmosfera della cittadina. Buono il richiamo a vicende del passato, sia comunitarie (l’orologio) sia personali (di Pepé). Il costante richiamo ai pirati, non mi ha convinto molto però, per due motivi.
Il primo è soltanto personale, e non ha alcun valore ai fini della valutazione del racconto: diciamo che le storie di pirati non mi hanno mai appassionato… ma appunto questa è una cosa soltanto mia, anzi direi che, proprio perché soltanto accennato di sottofondo, questo tipo di “pirati” mi piacciono.
Il secondo invece, secondo me, è una piccola pecca del racconto: credo che tutta la storia sia ambientata in un periodo molto prossimo ai giorni presenti (lo deduco soltanto dalle Marlboro, ma, siccome non sono un fumatore e non mi interesso di storia delle sigarette, non so se queste sigarette esistessero già in tempi più lontani… quindi, semplicemente per questo riferimento io colloco il racconto abbastanza vicino ai giorni nostri…). Vedendo però tutto l’impianto del racconto io l’avrei ambientato in un periodo più lontano nel tempo, non so, verso l’inizio del novecento, quando l’era della pirateria era terminata ma non era così lontana da non poter essere ricordata e da aspettarne un eventuale ritorno… (almeno credo chefosse terminata, ma neppure di questo ne so molto)Poi però, guardando bene, in effetti, discorsi del genere tra i due amici al bar stonerebbero un po’ ai giorni nostri, quindi il sospetto che sia ambientato in altri tempi c’è, ma poi leggo anche che è il comune a dover pagare per ricostruire l’orologio… insomma ho una gran confusione sul periodo storico… ma a parte questo, mi pare ok come racconto.
Ti meriti un voto ben positivo.
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