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decisioni definitive
Pubblicato da Vale_freedom il 23/5/2007 (3417 letture)
Sprechiamo un sacco di cose, in questo mondo. Alcune più preziose, altre meno, altre addirittura inutili; talvolta, con la stessa azione sprechiamo più cose.
Ilaria stava sprecando tempo, lacrime e dolore. Lo sapevamo entrambe. Rileggendo all’infinito quelle pagine nulla sarebbe cambiato, con quel diario non sarebbero resuscitati i morti. Avremmo dovuto bruciarlo, ma nessuna delle due ne aveva il coraggio; e allora, almeno cercare di ignorarlo. Io ci provavo. Non sono mai stata brava a convivere con il dolore. Ma Ila rileggeva all’infinito quelle pagine, alla ricerca di qualcosa di irrecuperabile. Ogni volta, i suoi occhi erano pieni di incredulità; ma le sue domande non avrebbero mai avuto risposta.
Ricordavo nettamente il giorno in cui ero tornata a casa e avevo trovato Anna, la nostra amica, morta, la pistola fumante in mano. Chissà dove se l’era procurata. E tutto per un bastardo che non l’aveva mai amata né capita, e nemmeno aveva desiderato la sua felicità. Con quanta rabbia mi ero scagliata contro di lui! Finché il mio ragazzo non mi aveva ricordato che la rabbia non ci avrebbe restituito Anna. E anche quanto tempo ad augurarsi di essere arrivata solo un minuto prima, quanto senso di colpa al pensiero di non aver compreso! Proprio io che mi vantavo della mia capacità di capire le persone.
Ricordavo nettamente il funerale, tutte quelle parole inutili, tutta quella falsa ipocrisia che mi aveva fatto venire voglia di scappare fuori dalla chiesa, di correre e partire. Per non tornare mai più.
Era trascorso un mese, un mese in cui avevo esitato a fare qualsiasi cosa. Non avevo nemmeno la forza di prendere una decisione su cosa mangiare a pranzo. Mi pareva che io e Ila di decisioni definitive ne avessimo già prese a sufficienza, quando avevamo decretato che quella non era che una delle tante crisi della nostra amica. Eppure sapevamo che le sofferenze d’amore la lasciavano sempre stremata. Chi poteva prevedere che lo stremo sarebbe stato troppo? ci ripetevano i nostri amici. Ma per noi quelle parole non avevano alcun significato, talmente eravamo decise a prenderci tutta la colpa. Che in effetti, ci spettava in buona parte.
Ma ora, io non ne potevo più. E quindi, il senso di colpa mi stava lentamente lasciando, sostituito da una rabbia cieca verso il mondo e la vita, che sapevo essere molto pericolosa ma anche migliore dell’apatia in cui ero sprofondata. Ero stufa. Esitare non era servito a nulla, ed era ora di passare al contrattacco. Basta fuggire, meglio uno scontro da cui uscire perdenti. Guardai Ila che sfogliava il diario per quella che doveva essere la millesima volta, e presi una decisione. Definitiva, questa volta.
“Mi sono rotta, Ila. L’inattività non servirà a nessuno, men che meno ad Anna.” Lei mi fissò. Era un mese che non pronunciavo quel nome. “Andiamocene via. Prendiamo un treno e iniziamo a viaggiare. Sogniamo di farlo da una vita, e non abbiamo mai il coraggio. Ma stavolta abbiamo passato ogni limite. Partiamo.”
Lo avevo detto istintivamente, ma sapevo che se Ila non fosse venuta con me, lo avrei fatto da sola. Ero stanca di quella vita che non ci dava niente, stanca dei ragazzi, della normalità, di quei dubbi che non conducevano mai da nessuna parte.
Mi aspettavo resistenza da parte sua, o almeno un’incertezza, ma lei mi chiese solo: “Torniamo?”.
Bella domanda. La mia risposta giunse inaspettata, ma incredibilmente corretta, e sensata. Improvvisamente, avevo capito il nocciolo della questione.
“Solo se e quando ne abbiamo voglia. Sono stufa di sottostare alle regole di questo mondo, di ubbidire a tutto e a tutti. Sai che ti dico? La vita è ingiusta, quindi mi sento in diritto di fare tutto quello che voglio. Né più né meno”.
Sapevo che la mia vita stava per cambiare. E a quel pensiero, per un istante, mi sentii felice. Ricordai improvvisamente quello che avevo desiderato da bambina: partire, viaggiare, affrontare le sfide senza esitare, conducendo la partita degli scontri contro il mondo. E tornare a casa solo quando sarei stata scarica, esausta, con mille esperienze alle spalle e due vite già vissute in pochi anni. Come me n’ero dimenticata in fretta! Ma in quel momento mi venne voglia di cambiare tutto. Ila mi fissava un po’ perplessa, però la lasciai lì così. Indossai il giaccone, la sciarpa, presi la borsetta. Lasciai a casa il cellulare e uscii in fretta. Lei non mi chiese nulla.
Andai nel bosco, mi sedetti sotto un albero carico di neve. Faceva un freddo cane, ma non ci feci caso. La collera che mi bruciava dentro scaldava l’aria, e mi sentivo pronta a spaccare tutto, a correre, a volare via. Iniziai a gridare. Urlai al vento tutta la mia rabbia, tutto il mio dolore, fino a non avere più voce, le lacrime e i singhiozzi sempre più forti, fino a non avere più fiato. In quei momenti, di solito ci sarebbe stata Anna a consolarmi. Ma io non c’ero stata per lei, e quindi avevo la solitudine che mi meritavo.
Ci volle un po’ perché mi calmassi. Mi sembrava di aver sostenuto un lungo scontro, ma pensavo di aver vinto, se non la guerra almeno la prima battaglia. E quindi, quella che tornava a casa era una ragazza più calma di quella che era uscita, e anche molto più determinata. Entrai, e parlai a Ilaria. Anche in lei si agitavano gli stessi sentimenti, in maniera così simile che mi fece quasi paura. Facemmo le valigie, salutammo chi c’era da salutare. Qualche familiare, qualche amica. Al mio ex-ragazzo non sarebbe importato di saperlo, e neanche a quello di Ila, quindi li lasciammo perdere entrambi. Salimmo sul primo treno per Parigi. Entrambe parlavamo correntemente inglese e francese, e la capitale ci sembrava un buon posto per incominciare. L’idea di poter scegliere liberamente dove andare mi dava una sensazione di benessere che non ricordavo, mi fece capire che l’unica padrona della mia vita ero io. La vita è bella e unica solo per queste piccole sensazioni.
Il treno è arrivato l’altro ieri. Dal finestrino si è delineato il profilo della Tour Eiffel, meravigliosa e svettante al centro della città. Il convoglio si è fermato e io e Ila siamo scese senza esitare. Lei aveva lasciato a Milano il diario, io buona parte dei miei vecchi timori. Lo scontro è appena iniziato, ma non abbiamo paura. È una meravigliosa avventura alla ricerca del nostro futuro, e al momento non chiedo nulla di meglio. Torneremo? Chissà. Forse. Se e quando ne avremo voglia.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
fiorderica
Inviato: 23/5/2007 20:01  Aggiornato: 23/5/2007 20:01
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: decisioni definitive
decisioni definitive
Vale_freedom

Racconto carino, forse un po' stentato nella narrazione. Ho l'impressione che la protagonista giri un po' troppo intorno alle sue riflessioni, a tutto danno della fluidità del racconto che a un certo punto mi ha fatto chiedere 'dove andrà a parare questa fanciulla?'
Ho riscontrato alcune espressioni ripetitive che potrebbero essere mutate, tipo : "Ricordavo nettamente ". La punteggiatura non è sempre coerente con le proposizioni, ciò mi ha rallentato un po' la lettura affaticandola un po'.

Il tuo lavoro non è malaccio, riconosco una volta in più che il tempo è tiranno! Credo tu sappia fare molto, molto meglio.

La mia opinione è SUFFICIENTE.

Un per te,

fior
DiegoLaMatin
Inviato: 25/5/2007 15:37  Aggiornato: 25/5/2007 15:37
Just popping in
Iscritto: 6/4/2007
Da:
Inviati: 40
 Re: decisioni definitive
giudizio: positivo.
Ben scritto, il ritmo è buono e la lettura scorre piacevolmente.
Una nota negativa nel fatto che, almeno questa è la mia impressione, l'autrice si identifica con la voce narrante. È lei che racconta e giudica il suo personaggio, Ilaria. Forse un distacco maggiore, potrebbe essere ottenuto con l'uso della terza persona (noto che l'uso della prima persona caratterizza la maggior parte delle opere degli scrittori esordienti).

A rileggerti
Diego La Matina
Ciantod
Inviato: 26/5/2007 13:53  Aggiornato: 26/5/2007 14:01
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: decisioni definitive
Scoorevole.Non conosco la tua età,sembri giovanissima o giovanissimo.
Qualcosina l'avrei tagliata o scritta in un altro modo.Ci sono punti in cui le riflessioni personali tue sono troppo evidenti.Per un racconto rivolto ai soli giovani non è un difetto,anzi.Però ci guadagneresti un bel po' se le rendessi più...generiche.La trama non ci perderebbe.
Il continuo ripetere io e Ila,stanca.Anche perchè i diminuitivi li posso tollerare nei dialoghi,non nel narrato.Sarebbe bastato un noi,oppure ogni tanto separare le azioni che compie Ilaria da quelle che compie la voce narrante.
La parte in cui dice che si è suicidata per i troppi ragazzi,non mi è piaciuta.E credo di aver colto poco nelle due protagoniste,il dolore lasciato dalla perdita dell'amica.
L'idea del viaggio è carina,anche se non nuovissima,però l'avrei resa meglio,preparandola prima con più indizi sparsi,di emozioni ed aspettative connesse al viaggio.Almeno io in un racconto ho fatto così.
In sintesi,ci sono troppi pensieri personali che potrebbero essere rielaborati e poche emozioni collegate ai personaggi ed alla trama.Mi piace sentire cosa prova un personaggio,più che sapere cosa pensa.
giosp
Inviato: 28/5/2007 15:59  Aggiornato: 28/5/2007 16:00
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: decisioni definitive
Non so se sei una novella scrittrice o se scrivi racconti da molto, tuttavia mi sembra che questo racconto manchi un po' di esperienza (e non vgolio spacciarmi per uno che ha molta esperienza).
Le basi sono buone, il racconto è scorrevole, quindi ci sono ampie prospettive di miglioramento. Però non lascia nulla, lo si dimentica appena letto, è troppo liscio e senza identità narrativa. Purtroppo non posso darti un buon voto, ma sono convinto che la stoffa ci sia, quindi continua così
momo70
Inviato: 28/5/2007 17:16  Aggiornato: 28/5/2007 17:16
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: decisioni definitive
Vi comunico che sarà possibile contiuare a votare anche dopo i termini di scadenza previsti. Sarà possibile farlo fino all'ultimo giorno dell'ultima sfida, prima del girone finale.

VI RICORDO CHE SCOPO DELLE SFIDE è METTERSI ALLA PROVA COL PUBBLICO, QUINDI NON VI DIMENTICATE DI ESPRIMERE UN GIUDIZIO ALLA FINE DI OGNI COMMENTO.

I COMMENTI SONO LIBERI, NEL SENSO CHE NON CI SONO VINCOLI AL FINE DELLA VALIDITà DEL VOTO. OGNI VOTO SARA' PRESO IN CONSIDERAIZONE ANCHE SENZA UN COMMENTO ARTICOLATO.

GRAZIE A TUTTI PER L'ATTENZIONE E CONTINUATE A VOTARE!
Ciantod
Inviato: 28/5/2007 20:46  Aggiornato: 28/5/2007 20:46
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: decisioni definitive
Voto negativo.
Non lo trovo coinvolgente ed anche se non scrivi male,alla fine resta lo stesso l'impressione di una prosa piatta.Forse perchè c'è poco spessore nella storia,boh.
Shoen
Inviato: 30/5/2007 11:04  Aggiornato: 30/5/2007 11:04
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: decisioni definitive
Il racconto è scritto in modo scorrevole e si fa leggere senza ostacoli (attenzione però a "ricordavo nettamente" ripetuto due volte, a "sogniamo" e a "falsa ipocrisia" - se è falsa non è ipocrisia e dunque... è onestà).

Il mio voto, però, è sufficiente. Nonostante tutto, infatti, la voce narrante si arrocca intorno alle tre parole della traccia in modo poco naturale; ma il difetto principale, secondo me, è che il racconto affronta un tema tutt'altro che facile in modo poco coinvolgente e troppo schiavo di certi luoghi comuni (se ce ne fossimo accorti prima, al funerale so' tutti ipocriti, molliamo tutto e ricominciamo da zero ecc) che stemperano ancora di più l'atmosfera.
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