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Numeri per Meggy
Pubblicato da Sedrik il 9/12/2006 (4346 letture)
Con inenarrabile ritardo, perdonami Daniela!!!!, pubblico un piccolo contributo chiarificatore a beneficio, spero, di Meggy!



Allora Meggy, tanto per cominciare non si dovrebbe iniziare una frase con “allora”, ma ho la pessima abitudine di fregarmene totalmente di certe consuetudini, per cui vengo al dunque. Mi è stato chiesto molto gentilmente di parlarti un poco di numeri, e io molto maleducatamente ho sì accettato ma ho procrastinato all’infinito il momento della stesura. Eppure tant’è, con ritardo imperdonabile mi accingo a farlo.
Noi uomini, razza ben misera se confrontata alla tua stirpe magica, abbiamo avuto sin dall’inizio della nostra “era pensante” la necessità e la capacità di comunicare tra noi.
Ecco che allora venne forgiata la parola: inizialmente, a quanto si racconta, attraverso una salva incomprensibile di suoni scoordinati e disarticolati, un chiasso cacofonico insomma, poi attraverso una più ragionata ordinazione degli stessi che forgiavano, appunto, le parole.
Fatta questa doverosa premessa è meglio introdurre il punto focale del discorso. Trovata la maniera di interagire tra individui appartenenti alla stessa “specie” (anche se a tal proposito si potrebbe aprire un dibattito quanto mai vario e che non porterebbe a nessun risultato apprezzabile) si giunse ad una situazione in cui era pressante il bisogno di ordinare in più unità tutte le cose che si vedevano e non: persone, animali, dita e appendici varie, oggetti, pensieri,…
Germinarono i numeri, ossia quelle entità che permettono di organizzare tra loro più unità e poter ragionare su di esse spogliandole del significato fisico e/o spirituale che contengono. Ovvio che inizialmente i numeri servissero solamente per far di conto (quel procedimento che appunto consiste nell’enumerare le cose e suddividerle tramite le 4 operazioni, magari ne hai sentito vagamente parlare Meggy) poi però, con l’evoluzione dell’uomo e di quanto gli stava intorno, si notò che partendo dai semplici numeri si poteva arrivare a costruire una montagna di pensieri con essi come cuore pulsante.
Nacque quella che gli umani chiamano la scienza matematica: a dirla tutta, la maggior parte di noi ha solo una tenue infarinatura di matematica, quel poco che viene insegnato alla scuola elementare e superiore, quel che basta per potersela cavare degnamente nel fare i conti e per affrontare con un minimo di cognizione di causa i piccoli problemi di logica quotidiana. La matematica, quella vera, è fatta di molte strade e sfaccettature: si va dall’aritmetica alla teoria degli insiemi, dalla geometria alla topologia, passando per l’analisi e la logica. Sì insomma, Meggy, i campi di studio e le applicazioni sono in effetti molteplici e possono saziare appieno le menti dei più curiosi.
Sto divagando. Arrivato a tal punto nel sapere numerico, in realtà ci si accorgerebbe che di numeri, come comunemente li intendiamo, ce ne sono ben pochi. Come dire… i numeri sono solo lo spunto di partenza, il gheriglio tematico, tanti piccoli demiurghi capaci di vomitare universi interi di concetti e teorie. Teorie sì numeriche, eppure capaci di esprimersi non più attraverso i numeri, bensì mediante un linguaggio matematico fatto di simboli univoci e totalmente spersonificato, che non dà adito a interpretazioni o diversità di opinione, eppur capace di sciorinare concetti e oggetti di pensiero profondissimi e meravigliosi. Purtroppo ignoti ai più; e a dir la verità non proprio alla portata di tutti.
Sono completamente fuori tema. Ti chiedo scusa Meggy, mi son lasciato trasportare dalle parole, usate in questo caso per esprimere quel che fanno i numeri! Suona strano ma così è.
Torniamo a noi. Non devi credere che tutti noi si sia o immensamente esperti o immensamente inesperti di matematica, anche se forse da quel che ho detto potrebbe sembrare. Perché sai, anche nella vita di tutti i giorni qualunque persona si trova ad affrontare branchi di numeri importantissimi e spesso furenti che tentano in ogni modo e in qualsiasi momento di sbarrarci la strada.
Si parte con la sveglia del mattino: per capire quando svegliarsi spesso usiamo degli oggetti che tramite una serie di numeri ci fanno capire quando è il momento di uscire da sotto le coperte. Se vuoi pensali così: dei numeri “rumorosi” che col loro fastidio ti buttano giù dal letto. Recatici sul posto di lavoro quasi sempre perdiamo i nostri connotati umani, non nel senso fisico ma in quello civico, ossia nome e cognome e via dicendo, per trasformarci in una serie di numeri impressi su una piccola carta che sta a testimoniare che effettivamente si è sul posto di lavoro. Anche gli studenti non godono di maggior fortuna: all’università, il giorno degli esami sono costretti a iscriversi tramite una sequenza di numeri che li identifica. Probabilmente, e anche io mi sono trovato a filosofeggiarci sopra, questa cosa potrà apparirti crudele. Il fatto di smettere di essere persone e divenire numeri, intendo; in effetti da un lato sentimentale è verissimo, ma ti posso garantire che da un punto di vista organizzativo è una gran cosa. Come si dice da noi: è uno sporco lavoro ma va fatto.
Capita di dover chiamare qualcuno che non è fisicamente vicino a noi e allora si usa un apparecchio denominato telefono che, guarda caso, è utilizzabile tramite una sequenza di numeri a cui corrisponde una certa persona. Bada bene Meggy, la suddetta sequenza di numeri non è mica la stessa che compare sulla carta usata sul posto di lavoro, sarebbe troppo facile così!
Oppure si ha la necessità di compilare fogli valevoli ufficialmente, detti documenti, in cui vengono richieste maree di stringhe numeriche, alcune di esse con nomi davvero assurdi: codice fiscale, PIN e PUK di attivazione, codice di avviamento postale, codice segreto della carta di credito, password numerica di iscrizione e chi più ne ha più ne metta!
Avrai ben capito quanto importanti siano i numeri, a questo punto. Mi riesce difficile cercare di spiegarti meglio l’importanza che essi rivestono nel nostro mondo; comunque sono convinto che tu possa averlo intuito.
Pensa che i numeri impregnano talmente tanto e in profondità la nostra vita da essere diventati parte di molti modi di dire. Quando, per citarne uno, si parla di qualcuno che sa fare bene il suo lavoro si dice che “ha i numeri”; oppure se si vuole raccontare in modo veloce e riassuntivo quel che si è fatto in un certo contesto da quando siamo nati si raccontano “i numeri della mia vita”.
E poi ci si meraviglia se uno, magari all’apice dello stress, falcidiato dalle disgrazie della vita e martoriato da questa società indisponente dà i numeri!

Qui chiudo Meggy, comprendo benissimo che questo guazzabuglio di parole possa risultarti difficile da digerire; se hai bisogno di chiarimenti o ti vengono in mente curiosità che non riesci a svelare da sola, chiamami pure.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
rosalinda
Inviato: 2/1/2007 20:46  Aggiornato: 2/1/2007 20:46
Just can't stay away
Iscritto: 7/10/2006
Da:
Inviati: 324
 Re: Numeri per Meggy
Molto originale.La seconda ed ultima parte è anche più spedita ed ironica.Sembra quasi di assistere alla scena di Asterix che cerca il lasciapassare A-38:lo so non c'entra,è che riesci davvero a rendere l'idea di quanto siamo seppelliti da numeri su numeri.
Sedrik
Inviato: 2/1/2007 22:35  Aggiornato: 2/1/2007 22:35
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Numeri per Meggy
Mille grazie, sembra allora che sia riuscito un pochino nell'intento!
Lonelylady1
Inviato: 1/12/2008 6:00  Aggiornato: 1/12/2008 6:00
Just popping in
Iscritto: 1/12/2008
Da:
Inviati: 1
 Re: Numeri per Meggy
Interessante , divertente e ben scritto . Convengo con te che la piccola Meggy possa avere qualche difficoltà di comprensione , ma sono sicura che saprai aiutarla scrivendo una sintesi adeguata alla sua età. Complimenti !
A proposito quanti anni ha la bimba ?
Ciao
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