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Fonti


Eymerich Novità
  Aggiornato 1/1/1970 1:00:00
Descrizione
Webmaster Pierangelo
Categoria
Generatore Blogger
Lingua
E' uscito LA LUCE DI ORIONE
Publicata:
Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-792638.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-792636.jpg" border="0" alt="" /></a>Il romanzo di Valerio Evangelisti<em>La luce di Orione</em>, nono attesissimo episodio del ciclo dell'inquisitore Nicolas Eymerich, è uscito oggi, 30 ottobre, in tutte le librerie italiane. L'uscita è stata anticipata da un'intervista resa da Evangelisti a<strong>Ippolito Edmondo Ferrario</strong>, scrittore e storico della caccia alle streghe nel paesino ligure di Triora. La riportiamo. Sul sito<a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2007/10/09/la-luce-di-orione-intervista-a-valerio-evangelisti-di-ippolito-edmondo-ferrario/">Letteratitudine</a>, da cui è tratta, si potranno trovare i commenti dei lettori e le risposte di Evangelisti.<br /><br />-<em>Qualche anticipazione sul nuovo romanzo “La luce di Orione”. Quale sarà il tema centrale di questa nuova storia?</em><br /><br />Eymerich, nel romanzo, parte per ciò che resta dell’impero bizantino, su cui grava la minaccia degli Ottomani. I sovrani, in piena decadenza, contano per il loro riscatto su una creatura che tengono prigioniera, e che forse ha un nesso con misteriosi giganti che ogni mattina sorgono dal mare. L’inquisitore saprà svelare la chiave del mistero.<br /><br />-<em>L’inquisitore Nicolas Eymerich e lo scrittore Valerio Evangelisti: come è nato questo binomio?</em><br /><br />Eymerich rappresenta il peggio di me, la parte oscura. Me ne accorsi mentre collaboravo alla stesura di un manuale di psicoterapia, giunto alla voce “la sub-personalità schizoide”. Decisi di spostare in un personaggio letterario ciò che di patologico esisteva in me.<br /><br />-<em>Crede che i lettori la identifichino con Eymerich?</em><br /><br />No, o almeno capita raramente. Sono di indole tutto sommato cordiale, non spavento nessuno, non ho mai fatto del male ad anima viva. Certo, bisogna conoscermi di persona, e io mi faccio vedere poco in giro.<br /><br />-<em>Che cosa c’è di Valerio Evangelisti nella figura dell’inquisitore?</em><br /><br />Una certa asocialità. Ma mentre Eymerich cerca adepti, e di modellare la società sul suo esempio umano, io tendo piuttosto a farmi i fatti miei. Somiglio maggiormente a un altro mio personaggio, il pistolero Pantera.<br /><br />-<em>Di recente ha partecipato a Trieste a un convegno sull’Inquisizione. Che cosa ne pensa dell’Inquisizione e del suo operato?</em><br /><br />Largamente condannabile, sebbene il Santo Uffizio non sia stato colpevole di tutti gli eccessi che gli vengono attribuiti. Va poi tenuto presente che la Chiesa cattolica tentava di sostituire, con mezzi rudi, l’impero romano venuto meno. Ciò non toglie che coartasse le coscienze. Erede diretto dell’Inquisizione è stato il sovietico Vishinskij.<br /><br />-<em>La trama narrativa dei romanzi del ciclo di Eymerich si svolge sempre su più piani temporali, tra passato, presente e un futuro plausibile. Come mai?</em><br /><br />Cerco di far capire come la personalità tenebrosa di Eymerich varchi le epoche storiche, e domini il nostro futuro ancor più che il nostro passato. Questo è un pericolo serio, che vivo con angoscia. Vedo in giro tanti eredi di Eymerich, sparsi per il mondo.<br /><br />-<em>L’inquisitore Eymerich, seppur riluttante alla ferocia e al sadismo, non si tira indietro di fronte all’uso della tortura per estorcere confessioni. Nonostante questo, chi legge i suoi libri si identifica inevitabilmente con l’inquisitore dandone un’impronta solo positiva. Come lo spiega?</em><br /><br />La violenza di Eymerich è anzitutto psicologica. A volte ricorre alla tortura, ma senza trascendere. Credo che questo risponda a una verità storica, circa l’Inquisizione medioevale: fu quella rinascimentale a fare della tortura una prassi. Quanto all’attrazione esercitata da Eymerich, va considerato che lui è, di norma, molto più intelligente e colto dei suoi nemici. Inoltre tutto è visto attraverso i suoi occhi. L’identificazione è obbligata. Si tratta, per chi sa intenderlo, del “fascino discreto” dell’autoritarismo.<br /><br />-<em>In questo prossimo libro si parla dell’attuale guerra all’Iraq. Qual è il suo punto di vista sulla questione?</em><br /><br />All’Iraq accenno proprio in “La luce di Orione”. Per il commento a quella guerra, cito una frase detta dal ministro napoleonico Fouché, in occasione del rapimento del duca d’Enghien: “Peggio di un crimine: un errore politico”.<br /><br />-<em>Quale sarebbe quello dell’inquisitore Eymerich?</em><br /><br />Penso analogo al mio (e a quello di Fouché, cui somiglia). Forse più cinico.<br /><br />-<em>Dai suoi libri emergono temi d’attualità quali la scienza che sfugge al controllo dell’uomo, o meglio che viene asservita per scopi malefici. Come si pone di fronte al dilemma scienza o morale?</em><br /><br />La morale, purché non superstiziosa o “bacchettona”, deve prevalere sempre.<br /><br />-<em>Se incontrasse Eymerich adesso che cosa gli direbbe?</em><br /><br />Gli direi: “Come mai governi il mondo?”<br /><br />-<em>Una sua riflessione sull’attualità politica italiana.</em><br /><br />Credo che uno scrittore debba occuparsi di questioni etiche generali, non di problemi partitici. Si individua una contraddizione, la si indica al lettore. Questi, al momento di votare, farà le sue scelte. Ho la fortuna di trascorrere in Messico alcuni mesi all’anno. Mi appassiona più la politica di laggiù, con tutte le sue turbolenze, di quella di casa nostra. Almeno, da quelle parti non esistono “Ballarò” né programmi altrettanto molesti, tipo “Matrix” o “Porta a porta”.
Canada e Stati Uniti
Publicata:
Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Canada-Usa-049-794911.JPG"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Canada-Usa-049-794551.JPG" border="0" alt="" /></a><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Canada-Usa-046mini-732900.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Canada-Usa-046mini-732894.jpg" border="0" alt="" /></a>Dal 19 al 26 settembre, Valerio Evangelisti è stato a Toronto, Canada, e a Storrs, Stati Uniti, per una serie di conferenze. La relazione letta all'istituto di italianistica dell'università di Toronto, scritta da lui e Domenico Gallo, si intitolava<em>La fantascienza italiana dal 1952 a oggi</em>, letta in inglese.<br />Successivamente Evangelisti si è recato in macchina con l'italo-canadese Luca Somigli, docente a Toronto e autore del primo studio completo sulla sua narrativa (ed. Cadmo, già segnalato in questa pagina), a Storrs, sede dell'università del Connecticut.<br />Qui si svolgeva la quarta conferenza annuale intitolata a Robert Dombroski, grande studioso di letteratura italiana e militante antifascista, sul tema<em>Perspectives on the Fantastic in Italian Arts and Cultures</em>. L'organizzatore principale era il prof. Felice Beneduce (nella foto a destra con Evangelisti), coadiuvato dai colleghi Fulvio Orsitto e Renato Ventura, con il sostegno della direttrice Norma Bouchard.<br />Molti i presenti e i relatori, provenienti da varie università degli Stati Uniti e di altri paesi. Evangelisti ha svolto la stessa relazione di Toronto, questa volta in italiano, e in più, il giorno 23, un'altra,<em>Il romanzo d'avventura italiano da Emilio Salgari a oggi</em>, in sostituzione del suo amico Alan D. Altieri, impossibilitato a partecipare.<br />Successivamente, Evangelisti è tornato in Canada con Luca Somigli.<br />L'accoglienza è stata perfetta ed estremamente cordiale. Sono seguiti inviti da parte di numerose università statunitensi.
Alessandro Besselva, su IL MUCCHIO SELVAGGIO, recensisce LA LUCE DI ORIONE
Publicata:
Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-725865.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-725861.jpg" border="0" alt="" /></a>(da<em>Il Mucchio Selvaggio</em>n. 640, ottobre 2007)<br /><br />Un ritorno attesissimo, quello dell'inquisitore più spietato di sempre: cinque anni non sono pochi nella vita di una saga letteraria, ed è questo il lasso di tempo trascorso dall'ultimo episodio della serie avviata ormai più di dieci anni fa da Valerio Evangelisti,<em>Mater Terribilis</em>.<br />Romanzo assai complesso nella struttura e nei rimandi quest'ultimo, laddove l'appena pubblicato<em>La luce di Orione</em>si dipana più agilmente senza per questo rinunciare alla consueta stratificazione spazio-temporale e alla trasversalità di temi e suggestioni.<br />Il punto a favore di questo nuovo episodio è, molto semplicemente, che Evangelisti non ha più bisogno di dimostrare alcunché attraverso il suo personaggio: in un certo senso l'apertura verso nuovi scenari narrativi (gli ultimi romanzi di ambientazione americana) ha levato dalle spalle dell'Inquisitore un eccesso di responsabilità, portando nuvo ossigeno all'estetica dell'autore.<br />Ed ecco quindi che, pur non essendoci più nulla da dimostrare, abbiamo l'ennesima conferma della funzionalità del<em>magister</em>, della facilità con cui la biografia fantastica dello stesso si intreccia alle intuizioni della fisica quantistica, all'alchimia, alle consuete distopie militaresche ambientate in un futuro che sembra avere inquietanti radici nel presente.<br />Uno schema che continua a essere avvincente, che ha ormai inglobato senza forzature le più recenti sfumature del personaggio, l'ironia e il sarcasmo in primo luogo.<br />Niente di nuovo, ma, nel caso specifico, non c'è nulla di cui lamentarsi. E' un po' come la reunion dei Pixies: si riprende dal punto esatto in cui ci si era fermati, senza volere sembrare nuovi a tutti i costi, ma allo stesso tempo senza sembrare nostalgici.<br />Una volta stabilito l'universo poetico in cui muovere le proprie pedine, la cosa più difficile è la manutenzione della struttura.<em>La luce di Orione</em>è, in questo senso, un recupero eccellente, e forse il miglior Eymerich dai tempi dell'inarrivabile<em>Cherudek</em>.
Daniele Barbieri recensisce LA LUCE DI ORIONE su LIBERAZIONE
Publicata:
Descrizione: (da<em>Liberazione</em>del 4 novembre 2007)<br /><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-702886.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-702884.jpg" border="0" alt="" /></a>PETRARCA SERVO DEI SERVI<br /><br />«Dio maledica quel poeta da strapazzo, servo dei francescani, cioè servo dei servi che risponde al nome di Francesco Petrarca». Nel nono romanzo di Valerio Evangelisti con l’inquisitore Eymerich protagonista c’è da sobbalzare a ogni riga. Bisogna difendere Costantinopoli; muoversi fra eretici, musulmani, scismatici, eunuchi (veri o falsi?); capire l’intreccio fra crociate, saccheggi e affari conditi dalla peste; svelare una frase oscura del 31° canto dell’Inferno di Dante; fare i conti con «l’ottavo cielo», il quinto elemento, la parresia, la luce di Tabor, la «schedografia», l’hesycheia, giganti che non si comprende se stiano urlando o frignando. A ogni passo trabocchetti: che vengono tesi ad Eymerich dal conte Amedeo di Savoia, forse dall’imperatrice (di facciata?) di Bisanzio o da una sua sorella badessa e persino da papa Urbano, di certo dal viscido Petrarca. E l’inganno di Satana è garantito, sarebbe sbagliato persino credere a quel che si vede. Se gli occhi di tutti scorgono feti, penne di uccelli spariti, gigantesche mummie, vene rossastre in cielo non è garantito che esistano davvero. Complicato? Solo in apparenza: questa volta più che mai il protagonista procede – per deduzione e induzione, senza lasciare spazi vuoti – a smontare il rompicapo un pezzo alla volta. Sino alla vittoria (o beffa?) finale.<br />Questo spaventoso, crudelissimo inquisitore non ama – però accetta – la Chiesa ipocrita che condanna le prostitute ma perdona i clienti. Considera poesia l’arte di «mastro Gombau», torturatore capo dell’Inquisizione di Aragona. Ha in orrore ebrei, donne, persone con deformità e tutti i non «veri» cristiani che tratterebbe volentieri come gli scarafaggi. Eymerich ha una sinistra grandezza, può suscitare quel pericoloso mix di ribrezzo ed entusiasmo che arriva in dote solo ai super-fanatici. Stavolta si ritaglia un ruolo inedito anche «il fido frate Pedro Bagueny», più Watson che Pancho visto che Eymerich è decisamente un Holmes non un don Chisciotte. Senz’ombra di dubbio<em>La luce di Orione</em>[Mondadori, 336 pagine per 15,50 euri] restituisce un Evangelisti in grandissima forma, smentendo le insinuazioni che – dopo le belle digressioni di tre romanzi «americani» - tornasse al ciclo dell’inquisitore svogliato, solo per cassetta.<br />Ben sanno gli appassionati di Eymerich (una miriade visto che è tradotto in una quindicina di lingue) come la vicenda centrale riguardi l’inquisitore catalano ma esistano molti collegamenti con altri segmenti temporali. In questo romanzo il nesso riguarda il futuro, circa 150 anni da oggi: mentre in Iraq ancora si combatte, gli Stati Uniti sono spaccati in tre e la Rache (super-potenza balcanica definita «nazi-comunista») s’allea con terroristi d’ogni fede, uno scienziato in disgrazia trova finalmente ascolto e soprattutto i soldi per realizzare il suo esperimento che riguarda l’Orione del titolo. Uno dei misteri da svelare è proprio il collegamento fra una lontana stella e le concrete tragedie (o si tratta di allucinazioni?) del 1300 nel quale Eymerich si muove come un braccio armato di quella fede che per lui deve essere «intollerante». Più ira di Dio che mai. Ma le relativamente poche pagine dedicate al nostro futuro sono egualmente memorabili: i nuovi guerrieri risultano invincibili perché semi-morti e la pace potrebbe arrivare (ecco un paradosso che affascinerebbe i nostri bushisti) solo quando tutti i civili verranno sterminati e resteranno solo i soldati.<br />Un recensore serio dovrebbe essere cauto, soprattutto in questi tempi di giudizi sempre positivi (perché molti sono «marchette», ordini di scuderia) ma come si fa a restare distaccati se<em>La luce di Orione</em>è uno dei rari libri che non ti molla? Avete presente? Si rinuncia a dormire, ci si dà malati al lavoro (potendo), si saltano lezioni, appuntamenti, impegni. Regalatevelo. Fatene dono a chi si chiama Raffaele (non si può qui spiegare il perchè) e a chi detesta Venezia e i veneziani, trattati persino peggio del Petrarca, vile e mestatore: «Chi ha fondato questa città deve avere sangue di ratto per pensare di vivere in una cloaca» e più avanti (a proposito dello “scontro di civiltà” con i turchi) «no, stiamo andando a sostenere i gretti interessi di Venezia, il verminaio del Mediterraneo, capitale stessa dell’avidità e dell’egoismo».<br />Chi legge<em>La luce di Orione</em>nel giusto modo (ovvero razionale e insieme maniacale) avrà d’ora in poi un nuovo gioco-incubo: investigare i segreti collegamenti fra persone e cose con la medesima iniziale. Dite che Eymerich ed Evangelisti…? No, dovete mirare più in alto, più in basso, più lontano, più vicino: fra Orione e Iraq, fra concreto e immaginario, fra telepatia e incredulità. «Il tempo è ovunque» ci ricorda il Plotino che arpionava Dick quanto intriga Evangelisti.
Su IL CORRIERE DELLA SERA Ranieri Polese recensisce LA LUCE DI ORIONE e intervista Evangelisti
Publicata:
Descrizione: <strong>DA SARAGOZZA ALL'IRAQ, EYMERICH RITORNA AL FUTURO</strong><br />(da<em>Il Corriere della Sera</em>, 8 novembre 2007)<br /><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-708079.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-708077.jpg" border="0" alt="" /></a>Eymerich è tornato! Il terribile inquisitore del Regno di Aragona, protagonista della fortunata saga di Valerio Evangelisti, è di nuovo fra noi. È lui il protagonista del romanzo<em>La luce di Orione</em>(Mondadori). Per cinque anni, dall'ottavo romanzo della serie,<em>Mater Terribilis</em>(2002) a oggi, il fosco e spietato frate domenicano era rimasto a riposo. «Avevo lavorato ad altri romanzi e su altri periodi storici » ci spiega Evangelisti. «Non volevo restare vincolato allo stesso personaggio. Poi, la pressione dei lettori e le richieste degli editori mi hanno costretto a tornare a Eymerich. E l'occasione me l'ha fornita l'Università di Padova, che ogni anno allega alla<em>Guida per gli studenti</em>un racconto o un fumetto. Nel 2006 mi avevano chiesto un racconto che avesse a che fare con Padova. È nato così<em>La sala dei Giganti</em>, che prendendo lo spunto dagli affreschi di Altichiero nel Palazzo della Ragione (<em>l'opera, ormai perduta, era dedicata agli Uomini illustri dell'antichità secondo un progetto del Petrarca</em>, ndr), riportava in scena Eymerich alle prese con gli occulti simboli di quelle pitture». Erano, in pratica, i primi quattro capitoli che ora, in parte rimaneggiati, aprono<em>La luce di Orione</em>.<br /><br />L'anno del romanzo è il 1366, Eymerich, processato a Saragozza dal suo stesso ordine, fugge in Italia e scopre che Amedeo di Savoia, il Conte Verde, sta preparando una spedizione a Costantinopoli, sempre più stretta dall'accerchiamento dei musulmani. Offre aiuto in cambio della conversione al cattolicesimo, ma in realtà è spinto dalla curiosità di vedere i mostri che ogni mattina emergono dal Bosforo. Intanto, in un futuro lontano — circa duecento anni da oggi — in un Iraq ancora dilaniato da una guerra ormai incomprensibile, dei giganti mostruosi combattono contro dei morti ricostruiti. Come se la maledizione di Orione (il Nembrot dell'<em>Inferno</em>dantesco)si ripetesse a distanza di secoli...<br /><br />Autore di culto per quanti amano gli esperimenti letterari che mescolano enigmi storici e visioni fantascientifiche, tradotto in molti Paesi europei, Evangelisti è particolarmente apprezzato in Francia dove le edizioni Payot-Rivages hanno pubblicato la sua opera completa. In Francia, del resto, ha vinto i premi più importanti riservati al genere fantastico (Grand Prix de l'Imaginaire, Prix Tour Eiffel). In Italia, nel 2000, gli era stato assegnato il Premio Italia per la fiction seriale radiofonica. «Fra il '99 e il 2001» ricorda «sceneggiai tre romanzi del ciclo per Radiodue. Le puntate andavano in onda dal lunedì al venerdì, alle 9 di mattina. Mi avevano espressamente indicato come modello il grande successo radiofonico di Diego Cugia,<em>Il mercante di fiori</em>. Devo dire che anche il mio inquisitore ebbe altrettanto successo».<br />Come aveva scoperto Eymerich? «Trovai il suo nome in un testo del giurista Italo Mereu,<em>Storia dell'intolleranza in Europa</em>. Di quel personaggio, realmente esistito (è suo il testo cardine nei processi contro gli eretici, il<em>Directorium Inquisitorum</em>), mi piacque il nome: comunque uno lo pronunci, ha il suono di un colpo di rasoio. Vissuto fra il 1320 e il 1399, il frate domenicano era divenuto il potentissimo capo dell'Inquisizione nel Regno di Aragona. Talmente potente da far scomunicare un cardinale e da far lanciare la scomunica contro un morto, il filosofo Raimondo Lullo. C'era il nome che suonava bene, c'era una storia fosca e piena di ombre, però mi mancava qualcosa: la persona vera. E allora decisi di dargli caratteri e tratti ispirandomi a me stesso».<br />Ma che cosa ha Evangelisti in comune con Eymerich? «La stessa personalità, o quasi — risponde ridendo —. La personalità schizoide. Sì perché, fine anni '80, aiutavo lo psichiatra Bruno Caldironi a scrivere un manuale: il contenuto scientifico era suo, io ci mettevo la scrittura. Arrivato al capitolo sulla personalità schizoide, mi ci riconobbi. Ma anche mi venne in mente di prendere tutti i caratteri di quella mentalità e, estremizzandoli, metterli dentro Eymerich, come fosse una terapia. Risultato: mentre io miglioravo progressivamente, Eymerich è divenuto sempre peggiore». Così, nel 1992, da un piccolo editore di Ravenna esce<em>Seminari di psicopatologia e psicoterapia</em>di Bruno Caldironi e, due anni dopo,<em>Nicolas Eymerich, inquisitore</em>nella collana Urania.<br />Generoso di citazioni da opere esoteriche e di occultismo («tutte vere: molti dei testi, fra l'altro, non solo li ho letti, ma li possiedo pure»), Evangelisti non aderisce a nessuna forma di esoterismo, né prende posizione nella disputa se esso sia di destra o di sinistra. «Ci sono stati anche esoteristi progressisti, Eliphas Lévy, la massoneria liberale dell'Ottocento, ma questo tipo di etichette non m'interessa». Però, in qualche modo, il personaggio di Eymerich lo affascina, così come piace moltissimo ai lettori. «Sì, è una sorta di superuomo, sa tutto, conosce perfino il greco in un momento in cui nessuno in Occidente lo sapeva. È il più intelligente di tutti. Il più abile». Il più efferato anche, e così compare anche ne<em>La cattedrale del mare</em>, il recente bestseller di Ildefonso Falcones (Longanesi). «Dipende anche dalle esigenze della fiction. In Francia, soprattutto, c'è il culto degli eroi neri, negativi. Comunque, da un po', ho temperato il superomismo dell'inquisitore con un po' di ironia, affiancandogli un personaggio buffo, don Pedro Bagueny».<br />Ma per quel che riguarda il futuro, la visione di Evangelisti è decisamente negativa. «La fantascienza, per sua natura, è pessimista. Ma del resto, oggi siamo già oltre il prevedibile. Forse non c'è nemmeno più bisogno di un cattivo come Eymerich: l'ultima incarnazione dell'inquisitore è stato Andrei Vishinskij, il giudice delle purghe staliniane. Oggi siamo di fronte a guerre senza più ideologie né ragioni. Io prevedo solo uno sviluppo orrendo, un futuro in cui, per la scarsità di materiale umano, si faranno combattere cadaveri contro allucinazioni».
"Processo a Eymerich" a Fano
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/AghastInsane-752897.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/AghastInsane-752894.jpg" border="0" alt="" /></a><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucioAngelini-758117.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucioAngelini-758114.jpg" border="0" alt="" /></a>Il 12 agosto si è svolta a Fano una manifestazione insolita, all'interno di un antico bastione trecentesco: un "processo a Eymerich" (e di conseguenza a Valerio Evangelisti) tenuto da dodici giurati - giornalisti, operatori culturali, semplici lettori - rigorosamente vestiti di nero, mentre l'imputato era in bianco. Pubblico ministero era il giornalista de<em>Il Resto del Carlino</em>Luigi Luminati, mentre la difesa era affidata al Difensore Civico di Fano, avv. Paolo Reginelli.<br />In pratica si è trattato di una dissezione dell'opera narrativa di Evangelisti. L'atto si è svolto davanti a una folla traboccante (molti spettatori non sono riusciti a entrare), nell'ambito del festival<a href="http://testietastifanofestival.blogspot.com/2007/07/12-agosto-nerografie.html">Testi e Tasti</a>.<br />La cronaca dettagliata può essere letta in cinque puntate (<a href="http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13401853#comment">1</a>,<a href="http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13431722#comment">2</a>,<a href="http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13461811#comment">3</a>,<a href="http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13474281#comment">4</a>,<a href="http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13492664#comment">5</a>) nel blog di Lucio Angelini, il noto narratore per l'infanzia, che era tra gli spettatori. Lo si vede nella foto di sinistra, accanto a Evangelisti, che ne è da tempo un estimatore.<br />Prima e dopo lo spettacolo, si è svolto un concerto della band heavy metal toscana degli<a href="http://www.aghastinsane.com/">Aghast Insane</a>, che Evangelisti considera i migliori interpreti musicali della sua prosa (senza dimenticare, peraltro, i milanesi<em>Time Machine</em>). Oltre al loro classico<em>Cherudek</em>, gli Aghast Insane hanno eseguito anche per la prima volta in pubblico un brano scritto per loro da Evangelisti,<em>Terrible Mother</em>. Come ha detto una ragazza che li accompagnava, "metteva i brividi" (per merito non dell'autore dei versi, ma dei musicisti).<br />E' l'inizio di una collaborazione che continuerà, e di cui daremo notizia.<br />Seguono i versi di<em>Terrible Mother</em>, per chi in futuro ascolterà il brano:<br /><br /><strong>TERRIBLE MOTHER</strong><br />by Valerio Evangelisti<br /><br /><br />In a dark and foggy land<br />Only a dark soul will believe<br />Only a dark soul will perceive<br />What is hard to understand.<br /><br />Universe is crazy thinking,<br />Solitude is the only law.<br />It’s myself who made the draw<br />Of the maze of the last sinking.<br /><br />That’s the day, the day of fire,<br />In which human, sad empire<br />Will be ended by the fury<br /><br />Of a God who knows no pity,<br />Into the gates of the city<br />Where seats his cursed jury.<br /><br />O my mother, my black light,<br />Why you abandoned me?<br />In the darkness I can’t see<br />What is moving round the night.<br /><br />You hated me and now I hate,<br />You were cold and now I freeze,<br />To my breath I needed breeze,<br />You gave me fire as a fate.<br /><br />That’s the day, the day of fire,<br />In which human, sad empire<br />Will be ended by the fury<br /><br />Of a God who knows no pity,<br />Into the gates of the city<br />Where seats his cursed jury.
A ottobre in libreria LA LUCE DI ORIONE
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/CorpoSala-784282.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/CorpoSala-784275.jpg" border="0" alt="" /></a><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrione-743930.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrione-743918.jpg" border="0" alt="" /></a>Sarà distribuito in ottobre nelle librerie il romanzo di Valerio Evangelisti<em>La luce di Orione</em>(ed. Mondadori Strade Blu), nono nel ciclo dell'inquisitore Nicolas Eymerich.<br />Questa la presentazione del risvolto di copertina:<br /><br />"Dopo anni di assenza torna Nicolas Eymerich, l’inquisitore duro, intelligente e crudele creato da Valerio Evangelisti. Questa volta – è il 1366 – Eymerich deve lasciare il regno d’Aragona, dove è stato esonerato dalla carica, e recarsi a Padova, alla riunione del capitolo domenicano. Avrà un aspro scontro con Francesco Petrarca, ispiratore di un dipinto ambiguo e malefico.<br />E’ però solo l’inizio di una traversia che porterà Eymerich, sulle galee dei crociati agli ordini di Amedeo di Savoia, fino a Costantinopoli, nel cuore di un impero bizantino in piena decadenza. Un’imperatrice smarrita subisce la minaccia di mostri giganteschi che avanzano dal mare, e la chiave del pericolo pare essere un’assurda creatura alata, imprigionata in un convento, all’interno di un pozzo. Tutto attorno, scenari allucinanti: il cuore di feti titanici pulsa in intrichi di gallerie, il cielo è solcato da vene rossastre, luci impure si accendono sul fondo di smisurate cisterne. Risuona di continuo, ripetuto da cortei di monache incinte, un verso di Dante che nessuno ha mai saputo decifrare:<em>Raphèl mai amècche zabi almi</em>.<br />Eymerich dovrà risolvere un doppio mistero. Quello dell’esistenza dei giganti, asserita dalla Bibbia, e quello, ancor più inquietante, del telaio compatto di un universo in cui ogni gesto ha risonanze nello spazio e nel tempo.<br />Forse la soluzione sta nella guerra apocalittica che sconvolge un Iraq mai pacificato, nel nostro prossimo futuro. Forse nella straordinaria scoperta del fisico quantistico Alain Aspect. Saranno necessarie tutta l’intelligenza, la spietatezza e la cultura di Eymerich per sventare, in via provvisoria, una minaccia davvero diabolica, e per smascherare il peccato più mostruoso di cui esseri umani si siano mai resi colpevoli."<br /><br />Nel frattempo, le<a href="http://www.edizionibd.it/readarticle.php?article_id=6">Edizioni BD</a>hanno distribuito la versione italiana del secondo volume del fumetto di David Sala, sceneggiato da Jorge Zentner, tratto da un altro romanzo di Evangelisti,<em>Il corpo e il sangue di Eymerich</em>. Il fumetto, uscito in Francia presso l'editore<a href="http://www.editions-delcourt.fr/serie.php?id=322">Delcourt</a>, è tradotto in molti paesi.
Un convegno sull'Inquisizione
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/EVANGELISTI_3-708188.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/EVANGELISTI_3-708186.jpg" border="0" alt="" /></a><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/AndreaDelCol-722258.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/AndreaDelCol-722256.jpg" border="0" alt="" /></a>Il 4 e 5 maggio Valerio Evangelisti ha partecipato, a Trieste, a un<a href="http://www-amm.univ.trieste.it/convegni2.nsf/vConclusiHTML/F3466417C223B462C12572C900520AFE">convegno</a>organizzato dal Centro di Ricerca sull'Inquisizione della locale Università degli Studi. Animatore del Centro è il prof. Andrea Del Col, autore del saggio più completo sull'Inquisizione italiana: il mastodontico, ma avvincente,<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804534334/DEL-COL-ANDREA/LINQUISIZIONE-IN-ITALIA-DAL-XII-AL-XXI-SECOLO.html">L'Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo</a>(Oscar Mondadori, 2006, pp. 963, € 15,80).<br />L'evento, benché patrocinato dall'Università di Trieste, non aveva taglio accademico, bensì divulgativo. Il pubblico è stato numerosissimo, in tutte e due le sessioni.<br />Il cineclub<a href="http://www.lacappellaunderground.org/index.htm">La Cappella Underground</a>, che ogni anno organizza a Trieste un festival del cinema di fantascienza di consolidata tradizione, ha fornito alcune pellicole che intervallavano gli interventi:<em>Galileo</em>di Liliana Cavani,<em>Gostanza da Libbiano</em>di Paolo Benvenuti (presente al convegno, e tra i relatori più seguiti),<em>Giordano Bruno</em>di Giuliano Montaldo,<em>Il processo di Giovanna d'Arco</em>, di Luc Besson.<br />La relazione di Evangelisti si intitolava<em>L'Inquisizione nell'immginario collettivo</em>.
Un libro sulla narrativa di Valerio Evangelisti
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucaSomigliValerioEvangelisti-758831.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucaSomigliValerioEvangelisti-758829.jpg" border="0" alt="" /></a>Le edizioni<a href="http://www.cadmo.com/">Cadmo</a>hanno appena pubblicato il volume di Luca Somigli<em>Valerio Evangelisti</em>(pp. 187,€ 11,00) nella nota collana sugli scrittori italiani contemporanei<a href="http://www.cadmo.com/home.asp?page=CAT&collana=SCRITTURE_IN_CORSO">Scritture in corso</a>. Luca Somigli è un docente di italianistica dell'università di Toronto, che ha già consacrato a Evangelisti diversi saggi. Questo è l'indice del volume:<br /><br />I.<strong>Valerio Evangelisti: il realismo della narrativa fantastica</strong><br /><br />Le storie e la Storia<br />Prima di Eymerich: i saggi storici e sociologici<br />Letteratura e oltre: Evangelisti narratore<br />Apologie della paraletteratura: sulla narrariva di genere<br />Scrivere la storia del Futuro<br />Nicola Eymerich, tra storia e psicoanalisi<br />La carne e il metallo: anatomia di una società schizoide<br />Colonizzare l’immaginario<br /><br />Il.<strong>Opere</strong><br /><br />NicoIas Eyrnerich. inquisitore<br />Le catene di Eymerich<br />I1 corpo e il sangue di Eymerich<br />I1 mistero dell’inquisitore Eymerich<br />Cherudek<br />I1 castello di Eymerich<br />Mater Terribilis<br />Antracite<br />Noi saremo tutto<br />I1 collare di fuoco e Il collare spezzato<br />Black Flag<br /><br />III.<strong>Scritti di e su Valerio Evangelisti</strong><br /><br />IV.<strong>Conversazione con Valerio Evangelisti</strong><br /><br />Una relazione sulla narrativa di Evangelisti, incentrata soprattutto su<em>Black Flag</em>e sui romanzi "americani", intitolata<em>Le angosce della globalizzazione in Valerio Evangelisti</em>, è stata presentata in un<a href="http://www.bdic.fr/imprimer.php3?id_page=666&PHPSESSID=3ad58c922c20d963cb4b820ac2568ca8">convegno</a>che si è svolto dal 10 al 12 maggio presso l'università di Nanterre, Paris X. Autore, il professor Franco Manai, docente dell'università di Auckland, Nuova Zelanda.
Pancho Villa, gli UFO e Le Catene. News assortite
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Correntes_inquisicao-748368.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Correntes_inquisicao-748365.jpg" border="0" alt="" /></a><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/PanchoVillaTreno-749051.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/PanchoVillaTreno-749050.jpg" border="0" alt="" /></a>Valerio Evangelisti è stato intervistato da<em>La storia in giallo</em>, programma del sabato di Radio Rai Tre, sul famoso rivoluzionario messicano Pancho Villa. L'intervista, condotta da Antonella Ferrara, può essere ascoltata<a href="http://www.radio.rai.it/radio3/lastoriaingiallo/view.cfm?Q_EV_ID=218077">qui</a>. Richiede Real Player.<br />E' seguita da una sequenza sceneggiata, in cui a Pancho Villa dà voce l'attore Francesco Pannofino.<br /><br />Cambiando completamente argomento, Evangelisti è stato intervistato da<em>La Repubblica TV</em>, in occasione del venticinquennale del film "E.T." di Steven Spielberg. Il tema erano gli "oggetti volanti non identificati". Gli altri intervistati (peraltro in perfetta sintonia con Evangelisti) erano Massimo Polidoro del Cicap, Piero Angela e l'antropologo Marino Niola. Video e audio possono essere scaricati<a href="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10626&cont_search=Spielberg.&stream=video">qui</a>.<br /><br />Non c'entra proprio niente, ma è uscito da poche settimane in Brasile<em>As Correntes da Inquisição</em>, presso<a href="http://www.lojaconrad.com.br/produto.asp?id=951&cat=">Conrad Editora</a>. Si tratta della traduzione in portoghese de<em>Le catene di Eymerich</em>(ristampato per l'ennesima volta negli Oscar Mondadori proprio in questi giorni). E' il quarto romanzo di Evangelisti pubblicato in Brasile, terzo presso le edizioni Conrad.
Anime Nere e l'edizione polacca di Nicolas Eymerich, inquisitore
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Descrizione: <img alt="AnimeNere.jpg" src="http://www.carmillaonline.com/archives/AnimeNere.jpg" width="120" height="177" border="0" hspace=4 vspace=2 align=left /><br /><img alt="NEinquisitorepolacco.jpg" src="http://www.carmillaonline.com/archives/NEinquisitorepolacco.jpg" width="120" height="180" border="0" hspace=4 vspace=2 align=right />E' uscita in questi giorni nella Piccola Biblioteca Oscar Mondadori l'antologia di "racconti crudeli"<em>Anime nere</em>, curata da Alan D. Altieri. La raccolta è aperta da un racconto di Valerio Evangelisti,<em>I fratelli della c</em>osta, e comprende contributi di Danilo Arona, Raffaele Crovi, Stefano Di Marino, Barbara Garlaschelli, Giulio Leoni, Loriano Macchiavelli, Raul Montanari, Gianfranco Nerozzi, Nicoletta Vallorani e altri ancora.<br />Ecco, in una sintesi di pochi brani, come Alan D. Altieri presenta Valerio Evangelisti (con una certa parzialità, data la profonda amicizia che li lega da anni):<br /><br />"Verrà un tempo in cui l'opera letteraria di Valerio Evangelisti sarà oggetto di saggi accademici. A tutti gli effetti Valerio è uno dei più straordinari narratori europei del nostro tempo. Uomo di incredibile cultura e di stupefacente inventiva, riesce ad amalgamare generi, tematiche e modelli quasi antitetici e a plasmarli in un'unica entità narrativa di perfezione pressoché cartesiana. (...) Con<em>I fratelli della costa</em>, i pirati dei Caraibi scendono dal piedistallo dell'epica fittizia e finiscono dritti dove meritano: nel fondo dell'inferno."<br /><br />Segnaliamo anche l'uscita della traduzione polacca di<em>Nicolas Eymerich, inquisitore</em>. La casa editrice Znak di Cracovia, che già ha pubblicato<em>Il castello di Eymerich</em>e annuncia<em>Cherudek</em>e<em>Mater Terribilis</em>, offre sul suo sito anche degli sfondi per Windows ispirati al romanzo.
Filippo La Porta recensisce LA LUCE DI ORIONE su LA REPUBBLICA XL
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Descrizione: IL RITORNO DELL'INQUISITORE<br />(da<em>La Repubblica XL</em>, novembre 2007)<br /><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-703386.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-703384.jpg" border="0" alt="" /></a>Ma gli angeli ce l'hanno il sesso? Su un interrogativo proverbialmente insensato, il "mago" Evangelisti ha imbastito una storia straordinariamente intrigante, ambientata nel XIV secolo e in un futuro allucinato, con una jihad combattuta in Iraq, tra una Spectre slava nazi-comunista e tre federazioni americane.<br />Cosa unisce le due epoche? Una misteriosa stirpe di giganti, nati forse da un arcangelo, forse da un demone. Il racconto fantascientifico è congegnato sapientemente (con apparizione apocalittica di un altro sole), ma la vicenda medievale è irresistibile grazie al ritorno nella narrativa di Evangelisti dell'inquisitore domenicano Eymerich.<br />Stavolta lo vediamo imbarcarsi con una crociata verso Costantinopoli minacciata dai turchi (e minacciata da esseri mostruosi e giganteschi). Ritroviamo le costanti del personaggio: nel suo furore ascetico odia Venezia, gli storpi e i sordomuti, i francescani, gli arrendevoli, la musica... Eppure nel suo coerente elogio dell'intolleranza, basato su una fiducia nella ragione, non manca di affascinarci. Ancora una volta Evangelisti ci parla di noi.
Su IL MANIFESTO Mauro Trotta recensisce LA LUCE DI ORIONE
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-729860.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-729858.jpg" border="0" alt="" /></a><strong>LA GUERRA INFINITA DEL GRANDE INQUISITORE</strong><br />(<em>Il manifesto</em>, 28 novembre 2007)<br /><br /><em>Le crociate perdute tra passato, presente e futuro. Dopo cinque anni ritorna con «La luce di Orione» Nicolas Eymerich, il personaggio maledetto di Valerio Evangelisti</em><br /><br />Sono passati cinque anni da quando è uscito l'ultimo romanzo di Valerio Evangelisti dedicato alla figura di Nicolas Eymerich. L'inquisitore generale del regno d'Aragona è finalmente tornato. È di recente uscito, infatti, l'ultimo romanzo di Evangelisti che vede ancora una volta protagonista questo personaggio duro, intelligente, crudele e allo stesso tempo assolutamente affascinante, intitolato<em>La luce di Orione</em>(Mondadori, pp. 334, euro 15,50). Per la verità, in questi anni, Eymerich non era scomparso del tutto ma aveva cambiato genere: era assurto a protagonista anche nell'ambito della cosiddetta arte sequenziale, incarnandosi in una serie di fumetti che avevano visto il suo creatore collaborare con autori e disegnatori come Ade Capone e Arturo Lozzi, Francesco Mattioli, Jorge Zentner e David Sala.<br /><br /><strong>Vocazione multimediale</strong><br /><br />L'inquisitore era così comparso a fianco di Lazarus Ledd nel numero 117 della collana «Lazarus Ledd extra» intitolato<em>I cristalli di Eymerich</em>, e poi, come protagonista assoluto, nei volumi a fumetti<em>La furia di Eymerich</em>,<em>Il corpo e il sangue</em>,<em>La dea</em>. Tutto ciò non fa che confermare la versatilità del personaggio, la sua capacità di trovarsi a proprio agio nei media più diversi, dato che a lui sono stati già dedicati anche drammi radiofonici e composizioni musicali.<br />Una vera e propria vocazione multimediale, dunque, che trova fondamento nella serialità propria del ciclo dell'inquisitore e che gli consente di incarnarsi felicemente nei mezzi di comunicazione più diversi. Una serialità che si basa su di una serie di elementi che, naturalmente, si ritrovano anche in questo<em>La luce di Orione</em>. Così anche questo romanzo si dipana lungo tre linee spazio-temporali differenti. Innanzi tutto il 1366, anno in cui si svolgono le avventure dell'inquisitore che, dopo aver subito un processo da parte del suo stesso ordine, parte al seguito dei crociati comandati da Amedeo d'Aosta alla volta di Costantinopoli, in aiuto dell'imperatrice il cui regno è minacciato da esseri giganteschi che emergono dal mare. Poi, in un futuro in cui i capi militari delle tre nazioni in cui sono stati divisi gli Stati Uniti sperano di utilizzare per i propri fini le scoperte di uno scienziato preso per matto. E, infine, in Iraq, dove si continua a combattere una guerra davvero infinita in cui si confrontano gli eserciti dell'organizzazione nazista «Rache», arricchita da elementi della jihad islamica, e quelli dei tre stati americani e dell'Euroforce, utilizzando mostri e creature da incubo: soldati-frankestein, composti da pezzi umani differenti, esseri alterati chimicamente, dotati di organi moltiplicati, ologrammi di giganti.<br />Ritornano, inoltre, personaggi già presenti in precedenti romanzi e non solo tra i compagni dell'inquisitore: è il caso del professor Frullifer, già presente in altri libri della saga a partire dal primo, quel<em>Nicolas Eymerich, inquisitore</em>, vincitore del premio Urania nel 1993.<br />Ancora una volta, poi, alla base della storia c'è un testo. Questa volta non si tratta di un vero e proprio volume, ma di alcuni incomprensibili versi della<em>Commedia</em>dantesca del canto XXXI dell'Inferno. Anche in questo caso, inoltre, Eymerich è accompagnato da un proprio confratello - padre Pedro Bagueny - il quale da un lato forma con l'inquisitore una coppia sul modello Sherlock Holmes-dottor Watson, dall'altro sembra mitigare nel corso della narrazione le durezze caratteriali del<em>magister</em>. Ci saranno poi incontri con personaggi storici, tra cui emerge il poeta Francesco Petrarca, oggetto del disprezzo dell'inquisitore. Le azioni di Eymerich, infine, come sempre, non si limiteranno a sciogliere il mistero affrontato nella propria linea spazio-temporale, ma avranno profonda influenza anche sugli avvenimenti futuri, portandoli al proprio epilogo.<br />La serialità dei romanzi di Evangelisti, però, appare quanto meno inconsueta, perché basata su elementi alquanto sofisticati, tipici della letteratura<em>tout court</em>. E che inseriscono la sua opera a pieno titolo accanto a quella di una serie di altri autori - da Manchette a Quadruppani, da Dick a Ballard - che hanno rivestito un ruolo fondamentale nel mettere in crisi la ormai obsoleta distinzione tra letteratura alta e bassa. Elementi che si ritrovano tutti ne<em>La luce di Orione</em>e che hanno a che fare, oltre che con la capacità di scrittura, con la psicologia, la scienza e l'analisi sociale e politica.<br />Così, il carattere del protagonista emerge a tutto tondo con le proprie nevrosi, fissazioni, manie, quali l'odio per i diversi, il terrore, mascherato da disprezzo per le donne. Elemento a prima vista non particolarmente evidente in questo romanzo, ma fortemente presente nei rapporti instaurati tra il protagonista e i personaggi femminili a partire dal ricordo di Myriam, che aveva rivestito un ruolo fondamentale in<em>Picatrix. La scala per l'inferno</em>. Ma la psicologia emerge anche a livello di struttura della storia che va a intrecciarsi con veri e propri archetipi: la gravidanza, la nascita, il parto, il ritorno del rimosso.<br /><br /><strong>La centralità del presente</strong><br /><br />La scienza, la meccanica quantistica in particolare, riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo del romanzo, a partire da quella luce di Orione cui fa riferimento il titolo. È però l'analisi sociale e politica che maggiormente informa di sé il testo. Così la scelta dell'ambientazione bizantina non è per niente casuale, soprattutto nel momento in cui si cita esplicitamente, tra le cause della decadenza di un impero una volta ricco e potente, la diffusione dell'idea «errata che lo Stato fosse per definizione inefficiente, rispetto ai proprietari privati». Ancora, il riferimento al nuovo modo di fare la guerra appare in tutto il suo banale orrore quando si nota che «sui fronti di guerra che dividevano il mondo le perdite militari erano esigue. Ogni armata cercava di indebolire l'avversario uccidendo i civili sotto il suo controllo, o facendoli impazzire. Un giorno sarebbero rimasti solo soldati, umani e inumani. Allora, forse, si sarebbe fatta la pace, almeno per un poco».<br />Nel romanzo si narrano dunque fatti avvenuti in un lontano passato e in futuro immaginario, eppure ad ogni pagina traspare il riferimento al presente, con una capacità di visione chiara e fredda e un livello di indignazione altrettanto chiaro e coinvolgente:<em>de nobis fabula narratur</em>.
E' uscito in Francia NOI SAREMO TUTTO
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Nous-ne-sommes-rien,-soyons-tout!-723195.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Nous-ne-sommes-rien,-soyons-tout!-723193.jpg" border="0" alt="" /></a>Le edizioni<a href="http://www.payot-rivages.fr/">Rivages</a>hanno appena pubblicato in Francia il romanzo di Valerio Evangelisti<em>Noi saremo tutto</em>, col titolo<a href="http://www.amazon.fr/Nous-sommes-rien-soyons-tout/dp/2743617470/ref=sr_1_2?ie=UTF8&s=books&qid=1200363818&sr=1-2">Nous ne sommes rien, soyons tout!</a>La collana è la prestigiosa Rivages / Thriller, la traduzione è di Serge Quadruppani.<br />Ecco il testo della quarta di copertina in versione italiana:<br />"Nell'America inquieta degli anni Venti si è sviluppato un possente movimento sindacale. Eddie Lombardo, un giovane italoamericano inizialmente tentato dal mestiere di ruffiano, intraprende una carriera di spia al servizio del padronato. Violento, totalmente amorale, Eddie - che si fa chiamare Florio per rompere con la sua famiglia "comunista" - sale rapidamente i gradini dell'International Longshoremen's Association, organizzazione del porto di New York ben nota per tutelare gli interessi degli armatori invece di quelli dei portuali.<br />Maestro in ricatto ed estorsione, tanto capace di scatenare uno sciopero che di mettervi fine, non esita a eseguire "servizietti" per i suoi potenti protettori mafiosi né a usare le donne per soddisfare le sue pulsioni perverse, salvo poi sbarazzarsene nella maniera più cinica.<br />Ma con la guerra l'America cambia, così come il sindacato del crimine. Eddie ha un bell'avere passato la vita a soffocare i "rossi", il delirio maccartista non lo beneficia. Divenuto ingombrante, troppo vistoso per via dei suoi costumi terrificanti, perde la fiducia dei padrini. Ora, in quel mondo, meglio non ritrovarsi solo...<br />Libro ambizioso sull'ascesa e la caduta di un odioso manovale della mafia, affresco che dipinge decenni di lotte sociali strumentalizzate dai criminali,<em>Nous ne sommes rien, soyons tout!</em>si ricollega all'essenza stessa del genere noir: l'America della Depressione, del sindacalismo corrotto, dei politici marci e degli immigrati che saranno la base di manovra del gangsterismo. Valerio Evangelisti, molto conosciuto per le sue saghe medioevali sull'inquisitore Eymerich e su Nostradamus, aveva già trattato del ruolo del crimine nella nascita dell'America in<em>Anthracite</em>. Senza alcun romanticismo, procede qui sulle tracce dei suoi predecessori Hammett, Burnett e McCoy."
LA LUCE DI ORIONE a TUTTI I COLORI DEL GIALLO
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-760224.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-760220.jpg" border="0" alt="" /></a>Il 6 gennaio, Valerio Evangelisti è stato intervistato da Luca Crovi durante la trasmissione di Radio Due<em>Tutti i colori del giallo</em>. Il file dell'intervista, della durata di mezz'ora circa, può essere scaricato da<a href="http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=690">qui</a>, in formato Real Player, oppure da<a href="http://babau.indivia.net/gnose/radio2_tutticoloridelgiallo_evangelisti.mp3">qui</a>, in formato MP3.<br />La band heavy metal degli Aghast Insane, considerata da Evangelisti il proprio riferimento in campo musicale, ha estrapolato dalla trasmissione il frammento che la riguardava e ne ha fatto un video, visibile<a href="http://it.youtube.com/watch?v=8fk--0zTOJw">qui</a>.<br />Vale anche la pena di visitare il<a href="http://www.aghastinsane.com/">sito ufficiale</a>degli Aghast Insane. Contiene, tra l'altro, la loro esecuzione del pezzo<em>Terrible Mother</em>, scritto da Evangelisti, e ispirato al suo romanzo<em>Mater Terribilis</em>.<br /><em>La luce di Orione</em>à alla terza ristampa. Tra gli ultimi commenti usciti sui blog, quello di<a href="http://cassielheaven.iobloggo.com/archive.php?eid=224">Anselmo Cioffi</a>, quello di<a href="http://emanuelemanco.splinder.com/post/14621231/Libri%3A+La+Luce+di+Orione">Emanuele Manco</a>e, per quanto possa essere ritenuto semplicemente pubblicitario (il sito è della Mondadori), quello di Tiziano Gagliardo su<a href="http://www.bol.it/libri/ms;jsessionid=20518D9A58DA65BAA46829F1E0AD2046?id=002976">BOL</a>.
Gérard Meudal, su LE MONDE, recensisce NOUS NE SOMMES RIEN, SOYONS TOUT!
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Nous-ne-sommes-rien,-soyons-tout!-768762.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Nous-ne-sommes-rien,-soyons-tout!-768756.jpg" border="0" alt="" /></a>(da<em>Le Monde</em>dell'11 gennaio 2008)<br /><br />La versione francese di<em>Noi saremo tutto</em>raccoglie i primi commenti:<br /><br />"Evangelisti, che aveva abituato i suoi lettori agli affreschi medioevali centrati sul personaggio dell'inquisitore Eymerich, li tuffa questa volta nell'America degli anni '20. Nel porto di New York, un piccolo mafioso italo-americano, Eddie Lombardo, fa una brillante ascesa forgiando il movimento sindacale e facendo da spia ai padroni. Ma le buone azioni non sono mai ricompensate. In piena psicosi anticomunista ecco che Eddie, pur avendo trascorso la vita a dare la caccia ai 'rossi', diventa ingombrante per i suoi stessi amici, a causa dei suoi eccessi di zelo e dei suoi costumi perversi. Un ritratto impressionante della Depressione nella grande tradizione del noir americano."<br /><br />Nel frattempo in Francia, presso la casa editrice Rivages, è uscita anche l'edizione tascabile di<a href="http://www.amazon.fr/Anthracite-Valerio-Evangelisti/dp/2743617551/ref=sr_1_2?ie=UTF8&s=books&qid=1200456686&sr=1-2">Antracite</a>, secondo capitolo, dopo<em>Black Flag</em>e prima di<em>Noi saremo tutto</em>, del "ciclo americano" di Evangelisti.
Su PULP Domenico Gallo recensisce LA LUCE DI ORIONE
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Descrizione: (Da<em>Pulp</em>n. 71, gennaio-febbraio 2008)<br /><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-794066.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-794064.jpg" border="0" alt="" /></a>E' appena uscita la terza edizione de<em>La luce di Orione</em>, in cui alcuni errori contenuti nelle precedenti sono stati corretti. Ecco la recensione che Domenico Gallo ha scritto per<em>Pulp</em>:<br /><br />Una nuova storia di Nicolas Eymerich, l'inquisitore medievale inventato da Valerio Evangelisti, è l'occasione per ragionare sui motivi di un così grande e prolungato successo, e dell'evolversi di una forma narrativa come quella avventurosa e fantastica in un'epoca segnata dal trionfo delle tecnologie e dal diffondersi di un materialismo rozzo e consumista. Un successo controcorrente, visto che all'interno di queste storie si sono sviluppate forme autonome per manifestare, dietro le situazioni narrative ambientate nel Trecento, le nostre inquietudini quotidiane senza cercare compromessi o critiche di maniera. Leggendo<em>La luce di Orione</em>, tra i tanti temi nati in altri romanzi, ma che ritornano con forza in questa ultima storia, voglio riflettere sugli aspetti più appariscenti del carattere aspro del protagonista. Un carattere schivo, proverbialmente duro,tagliente e determinato; un uomo, Eymerich, che non crede al dialogo come modalità di crescita della conoscenza. Certo è un inquisitore, mestiere non particolarmente amato - ma che potrebbe riassumere una qualche importanza professionale visti i tempi di rinnovato fervore che stiamo vivendo - però la sua durezza e la mancanza di pietà sono costanti in ogni situazione.<br />Ho pensato, in questa nostra contemporaneità di sorrisi frutto di un lifting, lusinghe e sondaggi, in cui ogni dissenso viene tacciato di radicalità se non di terrorismo, che un personaggio così scostante e indifferente alla mediazione è di per sé un valore. L'ideologia oggi dominante predilige poche difformità tra i pensieri e auspica l'uniformarsi dei desideri alle forme di soddisfazione precostituite.<br />Eymerich, invece, proprio per il suo assoluto rifiuto delle tecniche di comunicazione che tendono a creare un<em>feeling</em>indipendente dal contenuto, costringe il confronto tra le persone a precipitare sulle essenze concettuali, sui principi, sui contenuti delle regole di comportamento. Inoltre - è bene ricordarlo mentre si legge questa serie di romanzi - ci si deve chiedere se l'essenza della religione come istituzione, assieme alle manifestazioni quotidiane che sono richieste ai fedeli (più o meno volontari), sia cambiata o no rispetto ai tempi delle crociate, e se l'enfasi di Nicolas Eymerich nel praticare quel tipo di ruolo sociale appartenga al passato o permanga nel presente a cui il lettore appartiene.<br />Provocazioni ideologiche? Forse, ma siamo abituati a pensare al passato come a una proiezione del presente, e non il contrario, ed Evangelisti ha l'indubbio merito di costruire storie che insinuano questi dubbi su problematiche come la linearità del tempo o la sua circolarltà, tanto per citare due note teorie tradizionalmente nemiche.<br />Spostandoci sulla trama, invece,<em>La luce di Orione</em>è la storia di una crociata, ovvero di quella che oggi potremmo chiamare una "missione umanitaria". Nel 1366 l'impero bizantino è in decadenza e i turchi premono per impossessarsi di Costantinopoli. Il dominio occidentale esercitato dalle basi commerciali delle Repubbliche Marinare è in pericolo e le truppe comandate da Amedeo di Savoia si muovono per la difesa della capitale bizantina. Assieme ai soldati parte Eymerich, perché la missione assume connotati che trascendono le normali manifestazioni fisiche e l'intervento del Maligno sembra evidente.<br />Una bella storia, fino in fondo, con immagini forti e tensioni, racconti di religione e superstizioni, espressioni umane intimamente legate e di cui si evidenzia la naturale interdipendenza. Eymerich, intellettuale del suo tempo, alieno a quell'illuminismo antistorico che caratterizzava Guglielmo di Baskerville, il protagonista de<em>Il nome della rosa</em>, rappresenta nel suo approccio d'indagine pregi e difetti di una cultura massimalista e totalitaria che si è sviluppata per il dominio dell'esistente. In altre parole sembra che Nicolas Eymerich sia coerente con il suo quadro epistemologico di riferimento e che il linguaggio con cui si relaziona con quel mondo sia assolutamente adeguato.<br />Per tornare al tempo, forse protagonista di eccellenza di questo romanzo, tempo inteso come intimamente legato allo spazio, RACHE ed Euroforce sono sempre impegnate in una lotta che ha come risultato la distruzione del mondo, esattamente come accadeva tra cristiani e musulmani ai tempi delle loro crociate.
Intervista a Evangelisti, a Radio Città del Capo, su LA LUCE DI ORIONE
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-751826.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-751822.jpg" border="0" alt="" /></a>Il 26 gennaio 2008 Valerio Evangelisti è stato intervistato da<em>Radio Città del Capo</em>di Bologna, nell'ambito della rubrica di libri<a href="http://www.romanzototale.it/mompracem/2008/01/28/valerio-evangelisti-e-fabrizio-foni/">Mompracem</a>, sul suo romanzo<em>La luce di Orione</em>.<br />Assieme a Evangelisti era intervistato Fabrizio Foni, autore del saggio<em>Alla fiera dei mostri</em>. Un libro molto apprezzato da Evangelisti, che lo ha<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2007/12/002492.html#002492">recensito</a>sulla rivista on line<a href="http://www.carmillaonline.com/">Carmilla</a>.<br />L'intervista a Evangelisti e a Foni può essere scaricata, in formato MP3, dal sito già indicato di<em>Mompracem</em>.<br />Gli intervistatori erano Giulia Gadaleta e Cristiano Brignola.<br /><br />Si è trattato di una delle ultime "uscite" in pubblico di Evangelisti, che sta per tornare in Messico, nella sua casa di Puerto Escondido. Si prega di non rivolgergli inviti a piccole o grandi manifestazioni letterarie, dato che di qui all'estate gli impegni sono già troppi. D'altra parte, a Puerto Escondido le comunicazioni via Internet sono precarie, ed Evangelisti non sarebbe in grado di rispondere tempestivamente agli inviti.
Tommaso de Lorenzis, su L'UNITA', recensisce LA LUCE DI ORIONE
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Descrizione: <strong>EYMERICH ORA COMBATTE GLI "INFEDELI"</strong><br />di<strong>Tommaso De Lorenzis</strong><br />(da<em>L'Unità</em>, 24 dicembre 2007)<br /><br /><a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-768903.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-768900.jpg" border="0" alt="" /></a>Si narra che, mentre i turchi s’apprestavano a espugnare Costantinopoli, i teologi bizantini continuassero, noncuranti del pericolo incombente, a discettare sul sesso degli angeli. L’aneddoto è stato eletto a cliché indicante ogni diatriba inutile e cavillosa. All’“imperatore” di tutti i luoghi comuni, Valerio Evangelisti ha dedicato<em>La luce di Orione</em>, ultimo, attesissimo capitolo dell’epopea di Nicolas Eymerich, inquisitore domenicano del secolo XIV. Non siamo nel 1453, bensì nell’anno 1366, al tempo della crociata guidata da Amedeo di Savoia. Tuttavia, l’Impero d’Oriente ha già imboccato il viale d’un mesto tramonto. È una Bisanzio disfatta e in rovina, oscura e perversa, quella in cui si muovono l’Inquisitore e il suo fedele pard, frate Pedro Bagueny, nel tentativo di risolvere il mistero delle orrende creature che emergono dalle acque del Corno d’Oro. Conviene non dire altro, per preservare il piacere d’un congegno narrativo in cui tutto torna con puntualità. Perfino una certa debolezza dei moventi iniziali, percepibile nell’attacco, finisce per trovare la sua giustificazione. Comunque, una maggiore drammatizzazione dell’incipit ci poteva anche stare.<br /><em>La luce di Orione</em>è un tributo alla potenza degli stereotipi, a cominciare dal problema dello statuto e della “consistenza” delle intelligenze intermedie in rapporto alle gerarchie onto-teologiche. Che la questione appaia superflua, innanzi all’avanzare degli eserciti del Sultano, è solo un punto di vista: inevitabilmente relativo. In realtà, questo tema – a Oriente come a Occidente, nella filosofia scolastica e nella teologia bizantina – è d’importanza cruciale. Dietro l’angelologia, sul rovescio della concezione degli enti spirituali, cresce la teoria del demoniaco e cova l’ossessione per Satana. Più che nelle credenze popolari, è nella<em>Summa</em>di Tommaso che andrebbero cercate le cause della paranoia repressiva chiamata «Caccia alle streghe». Ma Evangelisti non si limita a collocare le origini del maligno nel cuore della più raffinata e sottile “scienza” di dio. Fa di più, spingendosi fino a una sistematica demolizione dei miti semplificativi che ispirano le rappresentazioni dello «scontro di civiltà». Così, la guerra tra Cristianesimo e Islam si scompone in una struttura a tre elementi. Il conflitto con gli infedeli passa in secondo piano rispetto alla battaglia tra credo latino e credo ortodosso. E non è detto che il turco sia il male peggiore. Si tratta d’un tema delicato, eppure decisivo per comprendere le pratiche vessatorie con cui, dall’estremo lembo d’Europa al Mezzogiorno d’Italia, gli esponenti della chiesa di Roma cancelleranno l’“anomalia greca”. È un racconto rimosso, estirpato dalla memoria collettiva, che riguarda l’organica eliminazione d’una remota sapienza, di un intero apparato iconografico e di una religiosità antica. Nella protervia dei frati fanatici ci pare di ritrovare la stessa ferocia con cui architetti e predicatori al servizio dei vescovi romani spazzeranno via, nell’arco dei secoli, le vestigia d’un mondo accarezzato dal Mediterraneo orientale.<br />Sono passati tredici anni da quando la collana Urania pubblicò<em>Nicolas Eymerich, inquisitore</em>. Se il “genere” italiano ha manifestato sovente la sua incapacità di misurarsi con gli impegni della cadenza seriale, Evangelisti rappresenta una delle più felici smentite di quest’ennesimo luogo comune. La saga di Eymerich è il frutto dell’ambiziosa partita col Tempo, la Storia e con le loro più intime corrispondenze che lo scrittore bolognese continua a giocare: in barba alla supposta linearità del<em>continuum</em>e alle regole “strette” delle poetiche. «Davvero pensate che schiacciare il fiore che ho in mano potrebbe provocare, in un tempo indeterminato, la caduta di un’intera città?», chiede l’Inquisitore nel sesto capitolo del romanzo. Poco importa che l’interlocutore, il poeta Francesco Petrarca, risponda di no. I lettori di Evangelisti risponderanno convinti: «Sì, certo. E molte altre cose».
Su IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO Michele Serio recensice LA LUCE DI ORIONE
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-717517.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-717509.jpg" border="0" alt="" /></a><strong>SE IL FRATE EYMERICH INDAGASSE SULLE COLPE DELL'EMERGENZA RIFIUTI</strong><br />di<strong>Michele Serio</strong><br />(da<em>Il Corriere del Mezzogiorno</em>, edizione napoletana de<em>Il Corriere della Sera</em>, del 5 dicembre 2007)<br /><br />Cosa accadrebbe se un uomo refrattario a qualsiasi forma di compromesso occupasse un alto posto di potere a Napoli? Insomma sarei curioso di sapere cosa succederebbe se, teletrasportato dal Medioevo, piombasse fra noi il frate domenicano protagonista della saga scritta da Valerio Evangelisti. Per chi non lo sapesse, costui si chiama Eymerich, ed è il capo dell'Inquisizione, nominato addirittura dal Papa. Per perseguire il trionfo del Cattolicesimo egli condanna tranquillamente al rogo e alla tortura coloro che ritiene infedeli. Non nutre una grande stima per i suoi contemporanei: nell'ultimo romanzo che lo vede protagonista,<em>La luce di Orione</em>(Mondadori), per esempio, Eymerich afferma di odiare i francescani che giudica esponenti di un ordine debosciato e imbelle, non sopporta i veneziani che bolla come avidi adoratori del dio denaro, incontra Francesco Petrarca e lo umilia minacciandolo di scomunica. Come avrete capito, Eymerich è un religioso tutto d'un pezzo la cui corazza caratteriale ricorda quella di un supereroe. Egli si ammorbidisce solo quando deve aggirare gli ostacoli per raggiungere il suo scopo. Nella sua ultima avventura il monaco ingaggia una lotta mortale contro il Male ambientata tra il Trecento e il Tremila, tra incunaboli e fisica quantistica, dove, accanto alla minuziosa ricostruzione storica delle Crociate, ci vengono descritte catastrofiche immagini di un futuro dove musulmani e forze americane lottano ad armi pari. Epico, visionario, il romanzo sembra fare il verso ai kolossal cinematografici di genere e, come sempre, cattura l'attenzione sia del lettore colto che dell'amante dei thriller.<br />Paradossalmente Eymerich affascina proprio per la sua rigidità morale e per la crudeltà con cui la applica. Egli, a suo modo, persegue un umanesimo a tutto tondo. Non per niente il suo creatore è un<em>gauchiste</em>che, deluso dalla politica e dalla storia, si è divertito a creare un personaggio impregnato di allegro fanatismo e humour nero.<br />Sorge perciò spontaneo chiedersi come si comporterebbe il nostro eroe, una volta teletrasportato da noi, alla vista dell'immondizia che invade le nostre strade, quasi fosse una disgrazia naturale e non una colpa degli amministratori. Come giudicherebbe la cosiddetta «Tolleranza Zero» per arginare la criminalità che, alla prova dei fatti, tollera di tutto e non punisce nessuno. Temo che perfino il grande monaco si abbandonerebbe allo sconforto. A cosa serve infatti un inquisitore in una situazione in cui non si trovano neppure i colpevoli da inquisire?
AVVERTENZA
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Descrizione: Prossimamente, sul sito potrebbero verificarsi problemi di visualizzazione, dovuti a una ristrutturazione in atto.
Il mondo di Eymerich
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/IlMondodiEymerich-796878.JPG"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/IlMondodiEymerich-796876.JPG" border="0" alt="" /></a>E' stato appena pubblicato, dalle edizioni<a href="http://www.wildboar.it/">Wildboar</a>, il volume base del gioco di ruolo<em>Il mondo di Eymerich</em>di Jari Lanzoni (pp. 150, € 28,00). Un libro magnifico e ricco di illustrazioni (di F. Mattioli, A. Mariscotti, V. La Greca, Segni D'istanti). Si tratta di una guida completa all'universo di Eymerich e al suo tempo, con tanto di bibliografie e cronologie. La versione presente in questo sito ne è solo un pallido riflesso.<br />Jari Lanzoni, vincitore di molti premi per i suoi racconti, è istruttore di scherma medioevale ed è stato consulente di Alan D. Altieri per la trilogia<em>Magdeburg</em>.<br />Il libro è acquistabile, oltre che nelle librerie specializzate in questo tipo di giochi, anche on line,<a href="http://www.hovistocose.it/">qui</a>e<a href="http://www.magicmarket.it/">qui</a>. Su tratta di un'eccellente strenna natalizia.<br />Segue l'introduzione al volume di Valerio Evangelisti.<br /><br /><strong>VIVERE MOLTE VITE</strong><br />di Valerio Evangelisti<br /><br />Mi posso dire fortunato. Grazie al gioco di ruolo creato da Yari Lanzoni, oggi i miei lettori avranno modo di<em>impersonare</em>i protagonisti delle storie che ho creato – esattamente come faccio io quando dò loro vita.<br />Dove sta la fortuna? Ho sempre ambito delineare figure di spessore tale da poter vivere al di fuori di me, loro autore, e condurre un’esistenza indipendente. Ciò è già accaduto ai più solidi interpreti della narrativa popolare: Sherlock Holmes, Arsène Lupin, Nero Wolfe, Fantômas, James Bond, Rocambole ecc., per non parlare dei personaggi dei fumetti o del cinema. Per questo ho sempre incoraggiato la creazione di apocrifi di varia natura incentrati su Eymerich o Pantera, oppure sui loro comprimari, senza preoccuparmi troppo del diritto d’autore.<br />Non si pensi a una generosità smodata da parte mia. Al contrario: mi muove la convinzione che, quanto più si estende la fama di una mia creazione, tanto maggiori saranno le ricadute positive, a medio raggio, sulle vendite dei miei libri. E’ lo stesso motivo che mi fa considerare con piacere la presenza di miei testi e radiodrammi scaricabili da E-Mule e altre postazioni<em>peer-to-peer</em>. Basta guardare al lungo periodo per capire quanto sia autolesiva l’attenzione all’interesse immediato. Certo, non è così facile farlo capire agli editori, ma vale la pena cercare di convincerli.<br />Venendo all’“apocrifo” specifico, sono particolarmente felice che si tratti di un gioco di ruolo. Considero i giochi di questo tipo la migliore scuola di scrittura possibile. Io stesso, quando scrivo un racconto o un romanzo, ne seguo i meccanismi di base. Mi lascio possedere dai personaggi e dagli ambienti, vivo le avventure che immagino, mi muovo in mondi fittizi. A volte mi capita di disseminare una storia di misteri apparentemente inspiegabili, per poi affidare alle mie capacità deduttive la ricerca di una soluzione che, al momento, mi è ignota.<br />Altrettanto fa il giocatore di ruolo (io, devo confessare con rammarico, non appartengo alla categoria, più che altro per mancanza di tempo). Quanto più è abile, tanto più il mondo cui dà vita sarà complesso, e tanto più sfaccettato risulterà il personaggio che interpreta. Una continua sfida all’intelligenza, con il premio ulteriore, a parte la soddisfazione personale, di essersi trasferito mentalmente in un’altra realtà e avervi vissuto, arricchendo così la propria esistenza e, in interazione con i compagni di gioco, le proprie conoscenze.<br />Non mi meraviglia che vi sia chi condanna, con parole di fuoco, i giochi di ruolo. In effetti, siamo a due passi dalla “possessione diabolica”, o, per i critici laici, dalla schizofrenia. Ma ciò vale per ogni libro, film o brano musicale ben riuscito. Sono chiamate fuori di se stessi, e inviti a immergersi in universi diversi dal proprio (una prerogativa esclusivamente umana, per quanto se ne sa: sogni controllati). Se però il lettore o lo spettatore assistono, il giocatore di ruolo partecipa attivamente. La sua funzione somiglia maggiormente a quella dello scrittore, del musicista, del regista, del disegnatore ecc.:<em>altrettanti creatori di mondi</em>.<br />Benvenuti, dunque, nel “Mondo di Eymerich”. Il vostro inquisitore sarà diverso dal mio, è inevitabile. Tuttavia condivideremo una medesima dimensione di onirismo sorvegliato profondamente umana, antitesi perfetta a una realtà senza sogni, o di sogni imposti, che è quanto di più disumano si possa concepire.
Eymerich a Napoli (e altro)
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-719841.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-719838.jpg" border="0" alt="" /></a>Lo scorso 4 dicembre, Valerio Evangelisti ha presentato a Napoli, alla libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri, il suo romanzo<em>La luce di Orione</em>. L'evento è stato in parte filmato dall'amico Cicci Serra (mancano l'intervento iniziale del poeta e traduttore di P.K. Dick Giancarlo Fresca, nonché le domande del pubblico, molto numeroso) e pubblicato su YouTube in cinque parti:<a href="http://it.youtube.com/watch?v=4lhrIvKBvkA">parte 1</a>,<a href="http://it.youtube.com/watch?v=aSX5mr-MmHE">parte 2</a>,<a href="http://it.youtube.com/watch?v=ePDB2ysf7bM">parte 3</a>,<a href="http://it.youtube.com/watch?v=Oxc2usrOhxg">parte 4</a>e<a href="http://it.youtube.com/watch?v=chvLXt0Jirc">parte 5</a>.<br />Alla sinistra di Evangelisti è il giornalista e scrittore<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/c_power_search.php?shelf=BIT&q=Michele+Serio&submit=Invia">Michele Serio</a>.<br />Prima di Napoli, c'erano state presentazioni presso le librerie Feltrinelli di Bologna (p. Ravegnana) e Milano (c. Buenos Aires).<br />Evangelisti, restio alle apparizioni pubbliche, come è spiegato nel filmato, non ha altre presentazioni in programma.<br /><br />Restando nel campo multimediale, Daniele Barbieri ha recensito per radio (Radio Fujiko, Bologna)<em>La luce di Orione</em>. La recensione può essere ascoltata o scaricata<a href="http://www.mediafire.com/?6emsugyuwgw">qui</a>, in mp3.<br /><br />Invece Andrea Mameli ha recensito il romanzo per<em>L'Unione Sarda</em>del 1° dicembre 2007. La recensione, e una breve intervista a Evangelisti, sono visibili nel<a href="http://linguaggio-macchina.blogspot.com/">blog</a>di Mameli.
Filippo La Porta recensisce LA LUCE DI ORIONE anche su LEFT
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-704606.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/LucediOrionePiccolo-704602.jpg" border="0" alt="" /></a><strong>DANTE, PETRARCA E IL CYBERPUNK</strong><br />di<strong>Filippo La Porta</strong><br /><br /><br />Benedetti scrittori italiani, proprio non riuscite a evitare di parlare di mamme, nonne, nipoti, tinelli famigliari, o di figli unici con io dolorante e verboso? Va bene, questa è la prosaica realtà che vive ciascuno di noi. Ma non viene mai la voglia di evadere? Nel nostro paese letteratura fantastica e romanzo d’avventura hanno vita grama. Sarà per quella dispotica centralità della famiglia. Così quando capita di leggere un capitolo della saga di Valerio Evangelisti ci sembra di prendere una boccata d’aria. La trama della<em>Luce di Orione</em>(Mondadori) è complicata e multistrato. Provo a raccontarla. Nel 1365 Nicolas Eymerich, quarantacinquenne, inquisitore generale d’Aragona, viene sostituito perché accusato di sadismo (applica «pene bizzarre e crudeli»). Così si sposta a Padova dove se la prende con un quadro paganeggiante ispirato da Francesco Petrarca. Con il grande lirico ha un incontro ravvicinato e viene a conoscenza di libri di magia. Poi si imbarca da Venezia per una crociata guidata dal Conte Verde che dovrà liberare Costantinopoli assediata dai turchi e anche da strani esseri mostruosi e giganteschi che ogni mattina escono dalle nebbie sbavando e gridando: «Mummie!». Qui scopre che i mostri nascono dall’accoppiamento delle donne della città con un gigante circonfuso di luce, che potrebbe essere l’arcangelo o il demonio. Lo sconfiggerà - aiutato dal devoto frate Pedro (quasi uno Watson che alleggerisce le scene più drammatiche con le sue domande). E con un confronto appassionante con la badessa Maria, usando un verso misterioso che Dante mette in bocca a Nembrotte-Orione (Evangelisti, temerariamente, prova a decifrarlo facendolo derivare dall’inglese antico). Altro scenario (come nei romanzi cyberpunk): futuro post-apocalittico (la Terra dopo un’epidemia). È in corso un jihad tra l’America (divisa in tre segmenti) e una strana federazione nazi-comunista slava con cui si schiera l’integralismo islamico. Uno scienziato pazzo delle particelle, Frullifer - ingaggiato dagli americani -, ha in mente di far esplodere una stella supernova concentrandone la tremenda energia (in Iraq, vicino le 4 colonne di Nimrud). Ma doppi giochi e inganni complicano il tutto. La continuità tra le due storie è data dalla presenza dei giganti, peraltro attestata dalle Sacre scritture. Evangelisti cattura il lettore - naturalmente anche con effettacci, trovate da fumetto, illusionismi, falsa e vera erudizione (1) - ma il lettore non si sente peggiore come gli accade invece con il 99 per cento della narrativa di genere. Perché qui troviamo sempre un filo di interrogazione morale che trascende la serialità del genere. Eymerich, nemico della poesia e della musica (che rendono molli) e dei francescani (troppo relativisti, a parte la regola della povertà, che poi trasgrediscono sempre) esercita su di noi un fascino magnetico. Perché? Perché la sua intransigenza, il suo fanatismo - in un mondo avviato alla decadenza - sono sempre appoggiati su una base razionale e quasi illuministica. Con lui potremmo scendere anche all’inferno senza timore. Questo romanzo ci insegna soprattutto una cosa: l’importanza di saper riconoscere il diavolo, che non ha la facoltà di danneggiare direttamente gli umani, ma li inganna assumendo identità diverse.<br /><br />(1)<em>Di norma tutti i riferimenti storici e letterari di Evangelisti sono autentici</em>. (N.d.r.)
E' in distribuzione CONTROINSURREZIONI, di Valerio Evangelisti e Antonio Moresco
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Descrizione: <a href="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Controinsurrezioni-769709.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.eymerich.com/uploaded_images/Controinsurrezioni-769688.jpg" border="0" alt="" /></a>Valerio Evangelisti e Antonio Moresco, che scrivono cose diversissime ma sono legati da profonda amicizia, un anno fa decisero di occuparsi assieme di un tema spesso consegnato alla retorica: il Risorgimento. Ne nacque un volume che esce ora nella Piccola Biblioteca Oscar,<em>Controinsurrezioni</em>(pp. 120, € 8,40), composto da due prefazioni intrecciate e da due lunghi racconti, riguardanti l'uno la Repubblica Romana, l'altro le Cinque Giornate di Milano. Ecco il testo della quarta di copertina:<br /><br />"Valerio Evangelisti, il celebre creatore del personaggio dell'inquisitore Eymerich, e Antonio Moresco, una tra le voci più innovative della letteratura italiana contemporanea, hanno unito i loro talenti per esplorare l'evento storico che è stato l'atto di fondazione di un paese, l'Italia, che sembra averlo dimenticato se non tradito: il Risorgimento. Nelle due storie (una ambientata negli ultimi giorni della Repubblica Romana del 1849, l'altra che si svolge durante il cruciale anno 1848) Evangelisti e Moresco fanno rivivere il rumore e il colore delle lotte risorgimentali. Eroismi folli, lampi di ferocia, lunghe attese nelle barricate, feriti rantolanti, malinconia, paura, amore: una verità fatta di carne e sangue che lo storico non può permettersi, e che solo la narrativa può far rivivere."
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