logo
 
OzBlogOz

Link sponsorizzati

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms



Fonti


IN PUBBLICO
Splinder Aggiornato
Descrizione "č questa l'opera / che si compie ciascuno e tutti insieme." (M. Luzi)
Webmaster
Categoria
Generatore
Lingua it
Napoletone & il top manager
Categoria video
Publicata:
Descrizione:

Volevo far vedere un video che in questi giorni sta circumnavigando la rete, ma è in flash (l'hanno cancellato da youtube? ma dai!) e temo che Splinder non lo supporti, per cui non mi resta che dare il link alla pagina di Repubblica. Qui.
Non ha senso dire che stiamo messi male, che il manager in questione guadagna quasi un milione di euro l'anno e non dovrebbe esibire un'ignoranza così imbarazzante. Non serve fare questi discorsi, ripetere sempre le stesse cose, andiamo! Facciamoci una semplice legittima risata!

Pubblicato da Maura | Commenti

Tags: video

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Chimamanda Ngozi Adichie
Publicata:
Descrizione:

Una delle cose più belle lette di recente è stata una lettera di Chimamanda Ngozi Adichie contenuta nell'antologia "In cinque lettere: amore" che incomprensibilmente ho finito col comprare poche settimane fa. Da leggere dopo un vasetto di yogurt acidissimo, mi raccomando.

Emeka,
l'espressione sorpresa, la bocca tonda di stupore con cui una donna accoglie (o dovrebbe accogliere?) una proposta di matrimonio mi ha sempre lasciato infastidita e perplessa. Una coppia con un legame forte avrà certo parlato prima di matrimonio, invece di seguire il copione dell'uomo che improvvisamente esce allo scoperto con la sua domanda idiota e della donna che, stupita e riconoscente, risponde come se stesse ricevendo uno splendido dono su cui non avrebbe mai pensato di mettere le mani. Sorridi mentre leggi? Non c'è niente da ridere! Ma perché, allora, io stessa sono rimasta sorpresa quando mi hai mandato quel ridicolo messaggio? Avevamo parlato di matrimonio, no? Be', tu, soprattutto, l'avevi fatto. Eppure, leggere il tuo «pensi che potremmo iniziare a discutere della possibilità di sposarci presto?» mi ha dapprima sorpreso, poi divertito, poi spaventato, e infine riempito di una gioia stupida, incredibile, che ancora non mi abbandona.
Sai, sbagli quando dici che è straordinario quanto ci assomigliamo. Certo che ci assomigliamo - a parte per un piccolo particolare: io sono decisamente più attraente - ma non c'è niente di straordinario in questo. Molti altri figli di accademici nigeriani hanno letto Enid Blyton e si sono chiesti che cosa diavolo fosse la birra allo zenzero, hanno letto tutti i libri della collana Pacesetters e tutti quelli di James Hadley Chase. Questo non prova per nulla che siamo fatti l'uno per l'altra - se così fosse, andresti bene per una donna su due fra quelle che conosco cresciute nei campus. Tuo padre si è laureato a Ibadan solo due anni prima del mio. Se la tua famiglia non avesse lasciato la Nigeria appena prima della guerra, saremo persino potuti crescere insieme a Nsukka, e forse non saremmo qui a fare discorsi sul matrimonio, perché ci conosceremmo troppo bene, tu saresti un amico delle superiori di mio fratello Okey e mi vedresti da sempre come la sua sorellina pelle e ossa. Quindi no, non c'è nulla di straordinario nei nostri interessi in comune. Ma il giorno in cui mi hai detto che la parte che preferisci della Messa, l'unica ragione per cui vai ancora qualche volta in Chiesa, è quando il prete dice "nell'attesa che si compia la beata speranza", sono rimasta impressionata. Allora non te l'ho detto, perché sembrava una coincidenza troppo perfetta per essere credibile, ma è la parte della Messa che preferisco anch'io. O di egwul! [C'è da aver paura!]
Così, da ieri, da quando è arrivato il tuo messaggio, sto ripensando alle nostre differenze: a te piacciono i fagioli, i romanzi da macho e la stagione delle piogge, a me no. Tutt'a un tratto per me è importante che non siamo troppo simili. Sai che sono sempre stata sospettosa di quel che s'avvicina alla perfezione, di ciò che è troppo armonioso nel suo insieme. Sempre a trovare gobbette sulle superfici lisce, come dici tu. Mi spaventa la facilità con cui ora parlo alla prima persona plurale. Ieri, appena prima che mi mandassi il messaggio, mi ha chiamato zia Adaeze per chiedermi se a Natale avrò giorni di ferie per andare al villaggio. Ho detto che speravamo di tenerci liberi fino a dopo Capodanno per partecipare all'offerta del vino¹ di Uche e tornare a Lagos in gennaio. Si è messa a ridere e ha detto: «Ah, ti chiedo di te, e tu mi rispondi "noi"». Dopo aver riappeso ho cominciato a pensare a quanto mi sia abituata a te, e a chiedermi quante altre volte in precedenza avessi detto "noi" senza nemmeno rendermene conto.
Ieri mi sono anche accorta di non averti mai detto quanto mi piaci - fra parentesi, questo prima del tuo messaggio. L'amore è un'altra cosa. L'amore è ridicolo. L'amore può semplicemente capitare, com'è stato per te quando mi hai visto e hai chiesto a Ifeanyi di presentarci (diciassette mesi e tre giorni fa, per l'esattezza) e per me quando hai provato ad affascinarmi con la tua pallida conoscenza dell'opera di Achebe, ma per piacersi ci vuole un motivo. E ieri mi sono stupita di quanto tu sia arrivato a piacermi. Mi piace che sai quando andartene chiudendo silenziosamente la porta di casa mia e che, quando lo fai, non ho mai paura che non torni. Mi piace come cucini (non ti ho mai fatto i complimenti perché mi vengono in mente quelle donne stupide che incensano gli uomini quando cucinano, e quelle stupide madri a cui piace dire: "Mio figlio sa cucinare, eccome, e nessuna donna potrà tentarlo col cibo"). Mi piace vederti il sedere nei jeans, quell'eleganza piatta che non ami ti faccia notare, e mi piacciono gli inutili sforzi che fai in palestra per coltivare muscoli che sappiamo entrambi non cresceranno mai, e mi piace che sottolinei le frasi nei libri per farmele leggere. Mi piace piacerti, e che il piacere a te faccia sì che io piaccia a me stessa.
In ogni caso non ti scriverò mai più una cosa del genere.
Quindi, sorridi quanto vuoi adesso, atulu. Mi ricordo che quand'ero bambina leggevo libri nella piccola e polverosa Nsukka, e spesso mi imbattevo in personaggi che mangiavano bagel. Era una parola raffinata, bagel. Desideravo un bagel disperatamente. Anni dopo, a New York (nel nostro primo viaggio di famiglia in America), mi ha buttato giù scoprire che un bagel è una ciambella stopposa. Immagino ti stia chiedendo: "Dove vuole arrivare con questa storia?". Be', il punto è che non ho mai voluto il matrimonio e quindi forse si rivelerà qualcosa di buono, a differenza di quel bagel che ho tanto voluto e si è poi rivelato straordinariamente banale.
E' da ieri che leggo e rileggo il tuo messaggio, e non mi sono mai sentita così viva. Quindi sì, immagino che dovremmo iniziare a parlare della possibilità di sposarci presto.



Chioma



1 Cerimonia preliminare al matrimonio tradizionale nigeriano. Il fidanzato visita con la propria famiglia la casa della futura sposa, portando in omaggio del vino. In quest'occasione hanno luogo le presentazioni formali tra i membri delle rispettive famiglie e si prendono accordi definitivi per le nozze.

Pubblicato da Maura | Commenti

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
La poesia: vivere nella possibilitą - RC 3-5 aprile
Categoria poesie, news, bombacarta
Publicata:
Descrizione:



Reggio Calabria 3-4-5 aprile
Sala del Dipartimento di Scienze Storiche e Giuridiche
Via T. Campanella, 38

Qui il programma completo

Pubblicato da Maura | Commenti

Tags: poesie, news, bombacarta

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Ricerche # 2 - Autobiografismo
Categoria riflessioni, letture
Publicata:
Descrizione:

Avrei un bel po' di cose di cui parlare (neo-femminismo e prossime elezioni, prima di tutto... e parlerei malissimo di entrambe). Anche volendomi limitare al lit topic, potrei affrontare diversi argomenti. Continuare a parlare di quello che ho detto qui, e che non ho potuto fare a meno di tirare in ballo durante questa presentazione, per esempio.
Ma ciò di cui preferisco parlare adesso è l'autobiografismo, se vogliamo chiamarlo così, una questione che salta fuori periodicamente nei post di questo blog, ed è ovviamente ancora più presente nelle mie riflessioni. Il motivo è che sto raccontando una storia che di primo acchito apparirebbe del tutto, o quasi, autobiografica. A dire il vero non è una sensazione che si ha solo di primo acchito, anzi, forse diventa ancora più forte man mano che si legge (se mi si conosce un po', almeno). Questo soprattutto perché ci sono tante corrispondenze, piccole abitudini o piccoli aneddoti che vengono raccontati e che io o qualcun altro abbiamo sul serio, che io o qualcun altro abbiamo vissuto sul serio. Il fatto è che spesso quello che succede è talmente divertente/incredibile/assurdo che non si può proprio non raccontarlo, sarebbe un peccato. Insomma, uno crea qualcosa che gli pare quasi inverosimile, e poi gli succede - nella vita - qualcosa di ancora più strano. Perciò, sebbene la storia sia inventata, anche se del tutto verosimile, credibile (o almeno spero!), ci sono riferimenti a fatti e persone realmente accaduti o realmente esistenti, ma sono riferimenti del tutto casuali, se mi si passa il termine, che non stabiliscono alcun legame essenziale tra le persone e i personaggi. Insomma, non esiste nella realtà una persona a cui si ispiri un personaggio, semmai ogni personaggio ha qualcosa di moltissime persone. Ma rimane comunque la storia dell'esperienza di una persona, che è anche un po' la storia della mia esperienza e dell'esperienza di persone che conosco.
Dico questo anche perché qualche mese fa scrissi per Vibrisselibri un racconto che, quello sì, era una sorta di divertente giochetto/regalino per un paio di mie amiche. In sostanza, avevo preso in prestito la folle storia delle Ya-Ya sisters costruendo questa storia in cui ciascun personaggio era ciascuna di noi, con tutte le sue caratteristiche. Insomma, un racconto fantastico (nella storia le donne hanno più o meno 65 anni, noi ne abbiamo all'incirca 22) ma allo stesso tempo realistico, un'innocente e stucchevole celebrazione della nostra amicizia.
Ma questo non c'entra con quello che sto scrivendo adesso. Lo dico anche perché ieri ho ricevuto la telefonata di una persona che mi diceva "E allora io chi sono?", e un paio di giorni fa un'altra persona mi chiedeva se una delle cose che aveva fatto la protagonista l'avessi fatta anch'io. Lo dico anche perché ci sono delle cose che potrebbero ferire e fare anche arrabbiare alcuni, perché a volte i riferimenti sembrano troppo evidenti, e i giudizi troppo duri.
Lo dico infine perché ho letto d'un fiato "La zona cieca", il nuovo romanzo di Chiara Gamberale, perché ero curiosa di leggere qualcosa di suo e perché m'interessava l'argomento (per lo stesso motivo ho letto di recente "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano). Ecco, io che non la conosco di persona, che mi limito a sapere bene o male quello che fa e chi è e, di tanto in tanto, tenendomi informata sui gossip letterari (perché fondamentalmente adoro spettegolare) vengo a sapere qualcos'altro, ho avuto l'impressione che ci fosse davvero troppa, troppa somiglianza tra la protagonista e lei, sulla vita della protagonista, sul contesto della protagonista e il suo.
Si tratta di un libro che ha diversi difetti, secondo me, a volte è un po' troppo radical chic (brrr!), ma ha anche dei meriti, perché dice tante piccole cose vere, straordinariamente vere, su come funzionano i famigerati rapporti umani.
Tutto ciò per dire cosa? Non ne ho la più pallida idea, probabilmente mi creo problemi inutili. In genere, quando tiro fuori questi problemi (torturo solo quelle due persone che non cominciano a russare quando dico queste cose, o almeno credo, e/o che si augurano che io finisca di scrivere questa storia una benedetta volta), la risposta è:
- Tu, intanto, scrivi [e poi si vede].

Pubblicato da Maura | Commenti (4)

Tags: riflessioni, letture

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Presentazione "Il canto dell'upupa"
Categoria news
Publicata:
Descrizione:

Stasera, alle 18.30, presso il Tuma's Book Bar di Via dei Sabelli 17 (Roma), presenterò insieme a Gaetano Savatteri il romanzo "Il canto dell'upupa" di Roberto Mistretta.

Pubblicato da Maura | Commenti (2)

Tags: news

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Ricerche
Categoria impressioni, sicilia
Publicata:
Descrizione:

Ogni tanto mi capita di dire che "sto facendo una ricerca". La risposta, in questi casi, è "come se non avessi niente da fare!". La ricerca, in genere, consiste nel tentativo di rispondere a una domanda retorica, e si sviluppa nel recupero di libri che nessuno legge più, in estenuanti letture al computer e in momenti di silenzio degni della migliore soap-opera britannica (mai vista la puntata in cui i Griffin vanno a Londra? Ecco, sono la protagonista di "Condensazione"), nei quali le persone che mi stanno vicine fanno finta di far finta di niente sperando che io me ne accorga e in silenzio aspettano che io faccia una considerazione che loro non potranno comprendere, dal momento che non hanno ancora il potere di leggermi la mente (per fortuna), e a cui comunque non sarebbero interessate (in effetti, in quel caso, partono due generi di reazioni: 1) qualcuno imita il suono di una zanzara; 2) qualcuno dice: "E quando esattamente questo diventerebbe un MIO problema?").
Ieri sera, per dirne una, ho fatto un lungo discorso col mio libraio di fiducia sulla narrativa siciliana contemporanea. L'ho costretto a tirare fuori dagli scaffali libri che stavano lì da un bel po'. Perché la mia domanda fondamentale era (ed è): ma un siciliano deve per forza scrivere in siciliano? Ovvero inventare una lingua ibrida à la Camilleri, riempire non solo i dialoghi, ma anche la prosa di sicilianismi, barocchismi, neologismi, di parole di cui il lettore comprende solo il suono? Perché pare che sia così, e non si capisce se si tratti più del pubblico che lo apprezza, degli editori che trovano simpatico o dello scrittore che lo considera furbo. Boh. A me sta iniziando a dare fastidio.

Pubblicato da Maura | Commenti (4)

Tags: impressioni, sicilia

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Buona Pasqua
Categoria poesie
Publicata:
Descrizione:

Buona Pasqua a tutti i lettori di questo blog.
Mi torna in mente questa poesia, probabilmente banale, ma che ha un grande valore affettivo per la sottoscritta. Tanto per dire che non bisogna mai smettere di sorridere, nonostante tutto. Perché esserci è una cosa meravigliosa, anche se a volte stanca. Ok, ho la carie ai denti...


Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arrichisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è cosi ricco
da poterne fare a meno
né cosi povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove,
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre
sii generoso e porgili il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che nn sa darlo.

Pubblicato da Maura | Commenti (9)

Tags: poesie

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Brunello Robertetti
Categoria poesie
Publicata:
Descrizione:

Non si può sempre essere seri...


Pubblicato da Maura | Commenti

Tags: poesie

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Palermo und Sizilien - Lampedusa in Germania
Categoria racconti, news
Publicata:
Descrizione:

Ancora uno spazio dedicato all'autocelebrazione. Dunque, la storica casa editrice tedesca Wagenbach (fondata da Klaus Wagenbach), pubblica un'antologia di racconti sulla Sicilia dal titolo "Sizilien und Palermo", curata da Katharina Bürgi.

Al'interno dell'antologia sono presenti racconti di Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Dacia Maraini, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia insieme a racconti dei meno conosciuti (nella scheda, se la mia inesistente conoscenza del tedesco non mi inganna, dice "giovani", ma Collura, per dire, è del '45 e Maria Messina dovrebbe essere morta nel '44) Maria Messina, Matteo Collura, Luisa Adorno, Roberto Alajmo (ho appena scoperto che è nato il 20 dicembre come me) e Maura Gancitano (ovvero la sottoscritta).
Il mio racconto è "Lampedusa", ovvero quello inserito in Voi siete qui.

Pubblicato da Maura | Commenti (2)

Tags: racconti, news

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
L'ospite - Elisa Biagini
Categoria poesie
Publicata:
Descrizione:

Leggere poesia italiana contemporanea, diciamo la verità, è quasi sempre deludente. Difficile trovare qualcosa di veramente denso, e di comprensibile... Il più delle volte si ricalcano forme già note, si frequentano luoghi comuni, si ridicono cose già dette e/o si mettono insieme parole desuete che suonano bene oppure che fanno a pugni l'una con l'altra, che vogliono impressionare. Difficile trovare dei poeti che vogliano dire qualcosa che si veda e si capisca. Che arrivi al lettore, in qualche modo. Che gli dica qualcosa, che non sia solo un esercizio di stile o un omaggio a qualcun altro. Chi inventa, di solito, si limita a costruire poesie servendosi di termini presi qua e là dal lessico informatico, dall'attualità. Per il resto, in genere (sto facendo una riprovevole generalizzazione, mi si perdoni), non c'è alcun tipo di ricerca. Ciononostante, nell'ultimo numero di NA ho letto delle belle poesie, e scritte da giovanissimi. Speriamo.
Ad ogni modo, una delle poche voci autentiche e mature (sebbene sia anche lei abbastanza giovane) di oggi, secondo me, è quella di Elisa Biagini. Forse bisogna sforzarsi un po' per capire qual è la musica, qual è il ritmo delle sue poesie, ma quando accade si scopre qualcosa di bello, tutt'altro che incomprensibile, e indubbiamente denso.
Questa è la poesia di copertina de L'ospite (Einaudi 2004):





Tra noi la voce non
conduce e arriva, come
phon dentro l’acqua,
ma si ferma come
d’interruttore,
acceso o spento
a casaccio.
Noi due
siamo un paese
sotto embargo,
che vive di parentesi e
silenzi, di blackout,
sì che quando la luce poi
ritorna, noi ci si è già
dimenticati cosa dire.

Pubblicato da Maura | Commenti (2)

Tags: poesie

Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati


  Altro...
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novitą
  O  I  S 
Iscritti710160
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 41 utente(i) online (1 utente(i) in Aggregatore di Feed - Siti degli Ozoziani)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 41

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 7
Ieri: 14
Totale: 5793
Ultimi: EvelyneSlo

Utenti Online:
Ospiti : 41
Membri : 0
Totale: 41
Lista Utenti [Popup]

© 1999-2017 OZoz.it