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Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice,
la più grande è l'amicizia.
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Non abbiamo tanto bisogno degli amici quanto della consapevolezza che
ce ne potremo servire al momento del bisogno.
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Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente.
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Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si
ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato.
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Un tempo limitato contiene la stessa quantità di piacere del tempo illimitato,
se i piaceri vengono calcolati con saggezza.
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In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali;
ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che
la stessa cosa non è giusta per tutti.
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Non è apprezzabile chi è troppo facile all'amicizia né chi troppo vi esita;
per amore dell'amicizia bisogna anche rischiare il proprio amore.
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La stessa idea che ci rassicura che il male non è eterno e neppure durevole,
riconosce che nel limite di tempo della vita la maggior sicurezza è data
dall'amicizia.
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Tutti quei desideri che se non sono soddisfatti non portano dolore non sono
necessari; e il loro impulso si dissolve facilmente quando sono indirizzati verso
cose difficili da ottenersi o tali da essere dannose.
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Ogni amicizia è desiderabile di per se stessa, anche se ha preso origine dall'utilità.
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E' sciocco chiedere agli dei ciò che possiamo ottenere da soli.
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La felicità rende uguali agli dei.
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Se si elimina il vedersi, il parlarsi e lo stare insieme, si dissolve la passione
amorosa.
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Il diritto secondo natura è il patto dell'utilità che consiste nel non fare
alcun danno né riceverlo.