OZoz: libri on line GRATIS!

Un aforisma scelto a caso

Il frutto della pace è appeso all'albero del silenzio.
di Anonimo
Leggi tutti gli aforismi di Anonimo

AUTORI   A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M|N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

Johann Wolfgang von Goethe

  1. Quando gli uomini diventano cattivi rimane loro un solo genere di partecipazione, quello di chi gode delle disgrazie altrui.

  2. Un fatto della nostra vita ha valore non perché è vero ma perché ha significato qualcosa.

  3. Tutto ciò che facciamo è fatica; beato chi non si stanca.

  4. Raramente basta vedere il mondo in bianco o in nero; i sentimenti e le azioni hanno tante sfumature quante sono le forme che esistono tra un naso aquilino e un naso camuso.

  5. E' meglio fare la cosa più piccola del mondo che giudicare piccola mezz'ora.

  6. Uno stato d'animo che si tira addosso ogni giorno nuovi guai non è quello giusto.

  7. Gli uomini sono come il Mar Rosso; la bacchetta non fa in tempo a dividerli che si uniscono di nuovo.

  8. Alla fine il più irrequieto dei vagabondi ha nostalgia della sua terra e trova nella sua capanna, al petto della moglie, nella cerchia dei figli, nell'affannarsi per conservare tutto ciò, la gioia che aveva cercato invano nel vasto mondo.

  9. Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo.

  10. Anche la preoccupazione è una saggezza, benché solo passiva.

  11. Quando incontriamo qualcuno che ci deve riconoscenza ce ne ricordiamo subito. Quante volte incontriamo qualcuno verso il quale abbiamo un debito di gratitudine e non ci pensiamo.

  12. Qual è il miglior governo? Quello che ci insegna a governarci da soli.

  13. Gli scrittori più originali dei nostri giorni non sono quelli che portano qualcosa di nuovo, ma quelli che sanno dire cose risapute come se non fossero mai state dette.

  14. Nessuno parlerebbe in società se fosse consapevole di quanto spesso egli fraintende gli altri.

  15. I legislatori o rivoluzionari che promettono insieme uguaglianza e libertà sono o esaltati o ciarlatani.

    Massime e riflessioni

  16. I matematici sono come i francesi: se si parla con loro, traducono nella loro lingua, e diventa subito qualcosa di diverso.