Anima Mundi
In principio era il vuoto. Poi il vuoto si è contratto, è diventato più piccolo di una capocchia di spillo. E' stata una sua volontà o qualcosa l'ha costretto? Nessuno può saperlo, ciò che è troppo compresso alla fine esplode, con rabbia, con furore. Dal vuoto è nato un intollerabile bagliore, si è sparso nello spazio, non c'era più buio lassù, ma luce. Dalla luce è scaturito l'universo, schegge impazzite di energia proiettate nello spazio e nel tempo. Correndo e correndo, hanno formato le stelle e i pianeti. Il fuoco e la materia. Sarebbe potuto bastare questo, eppure non è bastato. Le molecole di amminoacidi hanno continuato, millennio dopo millennio, a modificarsi finché è nata la vita: microscopici esseri unicellulari che, per respirare, hanno avuto bisogno di un batterio. Da lì, da quelle pozze primordiali, con un movimento progressivo di ordine, ha avuto inizio ogni forma vivente: i grandi cetacei degli abissi e le farfalle, le farfalle e i fiori che ospitano le larve. E l'uomo, che invece di andare a quattro zampe si erge su due. Da quattro a due le cose cambiano, il cielo è più vicino, le mani sono sgombre: quattro dita che si muovono e un pollice snodato possono afferrare tutto. E allora è libertà, dominio dello spazio, azione, movimento, possibilità di fare ordine e disordine. Intanto l'universo si apre, le stelle sono sempre più lontane, fuggono ai bordi come palle da biliardo. Tutto questo lo ha fatto qualcuno o è andato avanti da sé, con l'inerzia di una valanga? Si dice: la materia ha le sue leggi, a quella temperatura, a quelle condizioni non poteva fare altro che questo, l'universo. L'universo e la minuscola galassia con dentro, sospeso, il giardino fiorito della terra. Un centinaio di specie di piante e di animali sarebbe già stato più che sufficiente a trasformare il nostro pianeta in qualcosa di diverso dagli altri. Invece di forme di vita differenti ce ne sono decine e decine di migliaia, nessun uomo in una sola esistenza potrebbe imparare a riconoscerle tutte. Spreco o ricchezza? Se la materia ha le sue leggi, chi ha fatto le leggi della materia? Chi ha fatto ordine? Nessuno? Un dio della luce? O un dio dell'ombra? Quale spirito alimenta chi, programmando una cosa, ne programma anche la sua distruzione? E poi, che importanza può avere? Noi siamo in mezzo, costantemente schiacciati tra i due principi. Una forma fugace di ordine, le cellule si aggregano nel nostro corpo, nel nostro volto. Il nostro volto ha un nome. Il nome, un destino. La fine del percorso è uguale per tutti, l'ordine si dirada, diventa disordine, gli enzimi partono con i loro messaggi e non trovano più nessuno ad accoglierli. Staffette di un esercito che non esiste più da nessuna parte. Intorno c'è il silenzio sordo della morte.
Susanna Tamaro - Anima Mundi - Baldini&Castoldi
Va' dove ti porta il cuore
Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina
nella quale mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie. Questa
mattina, in giardino, mi sono fermata a lungo davanti alla tua rosa. Nonostante
sia autunno inoltrato, spicca con il suo color porpora, solitaria e arrogante,
sul resto della vegetazione ormai spenta. Ti ricordi quando l'abbiamo piantata?
Avevi dieci anni e da poco avevi letto Il Piccolo Principe. Te l'avevo regalato
io come premio per la tua promozione.
Susanna Tamaro - Va' dove ti porta il cuore -
RCS