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Danielle Steel

Un amore così raro

Il treno correva senza posa nell'oscura notte italiana e le sue ruote sobbalzavano ritmicamente sulle rotaie. Ovunque erano ammassati grassi contadini e bambini scarni, uomini d'affari dagli abiti frusti e orde di soldati americani. Tutto il treno era pervaso da uno squallido odore di stantio, simile a quello di una casa che non viene pulita da anni e anni, il quale si fondeva con l'afrore intenso dei corpi stanchi che da lungo tempo non erano lavati, pettinati, curati con amore. Eppure nessuno aveva pensato di aprire un finestrino. Nessuno ne avrebbe avuto il coraggio. A sentirsi investite da una folata di calda aria notturna le donne più vecchie si sarebbero messe a strillare, come se fossero state aggredite. Si sarebbero offese. Qualsiasi cosa le metteva in allarme. Il caldo, il freddo, la fatica, la fame. E avevano i loro motivi per essere turbate. Erano stanche. Malandate. Avevano patito la fame, il freddo, la paura, per molto molto tempo. Era stata una guerra terribilmente lunga. Adesso era finita. Da tre mesi, ormai. Era l'agosto del 1945. E il treno continuava a correre senza sosta, come aveva fatto per due giornate che sembrava non avessero mai fine.

Danielle Steel - Un amore così raro - Sperling & Kupfer, trad. Grazia Maria Griffini