Gli zii di Sicilia
Filippo fischiò dalla strada alle tre del pomeriggio.
Mi affacciai alla finestra. Gridò - arrivano -. Di corsa infilai le scale,
mia madre mi gridò dietro qualcosa.
Nella strada che abbagliava di sole non c’era un cane. Filippo stava mezzo
nascosto nel portone della casa di fronte. Mi raccontò che in piazza
stavano il podestà l’arciprete e il maresciallo, aspettavano gli
americani, un contadino aveva portato la notizia che arrivavano, erano al ponte
del Canalotto.
Leonardo Sciascia - Gli zii di Sicilia -
Einaudi
Il giorno della civetta
Filippo fischiò dalla strada alle tre del pomeriggio.
Mi affacciai alla finestra. Gridò - arrivano -. Di corsa infilai le scale,
mia madre mi gridò dietro qualcosa.
Nella strada che abbagliava di sole non c’era un cane. Filippo stava mezzo
nascosto nel portone della casa di fronte. Mi raccontò che in piazza
stavano il podestà l’arciprete e il maresciallo, aspettavano gli
americani, un contadino aveva portato la notizia che arrivavano, erano al ponte
del Canalotto.
Leonardo Sciascia - Il giorno della civetta
- Adelphi