La tempesta
In un tardo pomeriggio di mezzo settembre, il giovane architetto
Luca Sebastiani stava fermo davanti all'ingresso di un cinematografo, incerto
se entrare o no. Fosse il tempo oltremodo afoso e insieme rannuvolato che, infondendogli
un'irrequieta spossatezza, gli impediva di dedicarsi a qualsiasi operazione;
fosse la stanchezza degli ultimi due mesi durante i quali aveva lavorato senza
mai interrompersi né concedersi alcuno svago; egli si sentiva in quelle
condizioni di nervosismo, di disappetenza e di oppressione, delle quali, similmente
alla tetra nuvolaglia che da più giorni pesava sulla città e soltanto
la violenza di un temporale avrebbe potuto dissipare, intuiva che sarebbe stato
vano sperare di uscire se non con qualche accesso o qualche crisi violenta e
salutare; e intanto il meglio da fare era non far nulla e cercare di distrarsi
in attesa della catastrofe incombente.
Alberto Moravia - La tempesta - Bompiani