Amerika
Quando il sedicenne Karl Rossmann, che era stato mandato in
America dai suoi poveri genitori, perché una serva lo aveva sedotto ed
aveva avuto un bambino da lui, entrò nel porto di New York sulla nave
che aveva già rallentato, scorse la Statua della Libertà che aveva
avvistato da tempo, come in una luce solare divenuta improvvisamente più
intensa. Il braccio con la spada sembrava ergersi come in quel momento, e le
libere auree spiravano intorno alla sua figura.
Franz Kafka - Amerika. La metamorfosi - Fratelli
Melita Editori, trad. Angiola Codacci Pisanelli
Il Castello
Era tarda sera, quando K. arrivò. Il villaggio era immerso
in una spessa coltre di neve. Non sì riusciva a vedere la collina, nebbia
e oscurità la circondavano, neanche il più debole bagliore di
luce indicava il grande Castello. K. rimase a lungo sul ponte di legno che dalla
strada maestra conduceva al villaggio, e guardò su, nel vuoto apparente.
Franz Kafka – Il Castello – Newton
& Compton, trad. Giuseppe Porzi
La metamorfosi
Una mattina, svegliandosi da sogni inquieti, Gregor Samsa si
trovò nel suo letto trasformato in un insetto mostruoso.
Era disteso sul dorso, duro come una corazza, e se alzava un poco il capo poteva
vedere il suo ventre bruno convesso, solcato da nervature arcuate, sul quale
si manteneva a stento la coperta, prossima a cadere per terra. Le sue numerose
gambe, pietosamente sottili in confronto alla sua mole, gli si agitavano davanti
agli occhi.
Franz Kafka - Amerika. La metamorfosi - Fratelli
Melita Editori, trad. Angiola Codacci Pisanelli
Il processo
Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché, senza
che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato. La cuoca della signora
Grubach, la sua affittacamere, che ogni mattina verso le otto gli portava la
colazione, quella volta non venne. Non era mai successo fino allora. K. aspettò
ancora un po', guardò dal suo cuscino la vecchia che abitava di fronte
e che lo osservava con una curiosità che non le era assolutamente abituale,
infine, meravigliato e insieme affamato, suonò il campanello.
Franz Kafka - Il processo - BUR, trad. Elena Franchetti