Addio alle armi
Sul finire dell'estate di quell'anno eravamo in una casa in
un villaggio che di là del fiume e della pianura guardava le montagne.
Nel letto del fiume c'erano sassi e ciottoli, asciutti e bianchi sotto il sole,
e l'acqua era limpida e guizzante e azzurra nei canali. Davanti alla casa passavano
truppe e scendevano lungo la strada e la polvere che sollevavano copriva le
foglie degli alberi. Anche i tronchi degli alberi erano polverosi e le foglie
caddero presto quell'anno e si vedevano le truppe marciare lungo la strada e
la polvere che si sollevava e le foglie che, mosse dal vento, cadevano e i soldati
che marciavano e poi la strada nuda e bianca se non per le foglie.
Ernest Hemingway - Addio alle armi - Mondadori,
trad. Fernanda Pivano
Festa mobile
Poi veniva la brutta stagione. Alla fine dell'autunno, in un
solo giorno, cambiava il tempo. Di notte dovevamo chiudere la finestre perché
non entrasse la pioggia e il vento freddo strappava le foglie dagli alberi di
Place de la Contrescarpe.
Ernest Hemingway - Festa mobile