Indice Autori
A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M|N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

Ken Follett

La cruna dell'ago

All'inizio del 1944 il Servizio segreto tedesco stava mettendo insieme le prove della presenza di una gigantesca armata nel sudest dell'Inghilterra. Gli aerei da ricognizione ritornavano con le foto di baracche e campi di aviazione, e di flottiglie di navi nella baia di Wash; fu visto il generale George S. Patton, nei suoi inconfondibili calzoni rosa da cavallerizzo, che portava a spasso il suo bulldog bianco; nella zona furono captate tracce di un'intensa attività via radio, segnalazioni fra reggimenti; dalle spie tedesche in Gran Bretagna giungevano messaggi di conferma.
Non esisteva alcuna armata, naturalmente. Le navi erano false sagome di gomma e di legno, le baracche non erano più reali di uno scenario cinematografico; Patton non aveva un solo uomo al suo comando; i segnali radio non avevano alcun significato; le spie erano agenti che facevano il doppio gioco.

Ken Follett - La cruna dell'ago - Mondadori, trad. Riccardo Calzeroni

Il martello dell'Eden

Prima di addormentarsi rivede sempre lo stesso paesaggio: una foresta di pini ricopre le colline, fitta come la pelliccia di un orso. Nell'aria pura di montagna il cielo è così azzurro che fa male agli occhi. A pochi chilometri dalla strada c'è una valle segreta dai fianchi scoscesi, nella quale scorre un fiume dalle acque gelide. Là, celato alla vista degli estranei, c'è un pendio rivolto a sud che è stato disboscato, dove crescono filari di vite perfettamente allineati.

Ken Follett - Il martello dell'Eden - Mondadori, trad. Annamaria Raffo

Lo scandalo Modigliani

Il fornaio si grattò i baffi neri con l'indice infarinato, imbiancandoli quanto bastava per apparire più vecchio di dieci anni. Intorno a lui gli scaffali e i banchi erano pieni di lunghe pagnotte fresche e croccanti e quel profumo casalingo gli saturava le narici e gli faceva gonfiare il petto di orgoglio soddisfatto. Era la seconda infornata della mattina: le vendite andavano bene perché il tempo era splendido. Bastava un po' di sole per indurre le casalinghe di Parigi a uscire per comprare il suo ottimo pane.

Ken Follett - Lo scandalo Modigliani - Mondadori, trad. Roberta Rambelli

L'uomo di Pietroburgo

Era un pigro pomeriggio di domenica, proprio di quelli che Walden preferiva. Davanti alla finestra aperta, guardava l'ampia distesa del parco. Sul prato pianeggiante si stagliavano alberi rigogliosi: un pino scozzese, un paio di querce possenti, alcuni castagni, e un salice che pareva la chioma inanellata di una fanciulla. Il sole era alto e gli alberi proiettavano ombre scure e fresche. Gli uccelli tacevano, ma le api sciamavano lungo il rampicante che incorniciava la finestra. Anche la casa era silenziosa. La maggior parte dei domestici si godeva la giornata di libertà. Gli unici ospiti per il fine settimana erano il fratello di Walden, George, sua moglie Clarissa, e le loro figlie. George era andato a fare una passeggiata, Clarissa stava riposando, e le ragazze non erano in vista. Walden si sentiva bene. Si era messo la finanziera per andare in chiesa, e fra una o due ore avrebbe indossato cravatta bianca e mansina per la cena; ora, però, se ne stava comodo in un vestito di tweed e una camicia col colletto morbido. A rendere perfetta la giornata, pensò, sarebbe bastato che Lydia quella sera avesse suonato il pianoforte.

Ken Follett - L'uomo di Pietroburgo - Mondadori, trad. Patrizia Bonomi

Sulle ali delle aquile

tutto incominciò il 3 dicembre 1978.
Jay Coburn, direttore del personale dell'EDS Corporation, Iran, era nel suo ufficio nel centro di Teheran e pensava a molte cose.
L'ufficio si trovava in una costruzione di cemento a tre paini nota come Bucarest, perché sorgeva in una strada nei pressi di via Bucarest. Era al primo piano, in una stanza piuttosto grande secondo i criteri americani. C'erano un pavimento a parquet, una bella scrivania dirigenziale e un ritratto dello scià appeso alla parete. Jay Coburn voltava le spalle alla finestra. Al di là della porta a vetri si scorgeva il grande stanzone dove i dipendenti erano seduti alle macchine da scrivere e ai telefoni. la porta a vetri aveva le tende, ma Coburn non le chiudeva mai.

Ken Follett - Sulle ali delle aquile - Mondadori, trad. Roberta Pollini Rambelli