Delitto e castigo
In una giornata straordinariamente calda del principio di luglio,
verso sera, un giovane, uscito dalla stanzetta che aveva in subaffitto nel vicolo
di S., scese in istrada e lentamente, con l'aspetto di una persona indecisa,
s'avviò verso il ponte di K.
Fedor Dostoevskij - Delitto e castigo - Newton
& Compton, trad. Vittoria Carafa de Gavardo
Il giocatore
Dopo un'assenza di due settimane, avevo finalmente fatto ritorno.
I nostri, già da tre giorni, si trovavano a Roulettenburg, ed ero persuaso,
Dio sa quanto, che essi mi attendessero, ma mi sbagliavo. Il generale mi accolse
con una disinvoltura eccessiva, parlò con me, squadrandomi dall'alto
in basso, e mi mandò da sua sorella; era evidente che, in qualche modo,
erano riusciti a procurarsi del denaro.
Fedor Dostoevskij - Il giocatore
L'idiota
Sulla fine di novembre, con un tempo umido e freddo, verso le nove del mattino, il treno di Varsavia arrivava a tutto vapore a Pietroburgo. Così fitta era la nebbia, che a stento albeggiava: a destra e a sinistra, dai finestrini del vagone, era difficile distinguere qualche cosa. Fra i passeggeri ce n'erano di quelli che rimpatriavano; ma soprattutto erano piene le carrozze di terza classe, e la gente minuta che le occupava non veniva di molto lontano. Tutti, come suole, erano stanchi, gli occhi pesanti, le membra intirizzite, le facce giallognole.
Fedor Dostoevskij - L'idiota - Newton Compton, trad. Federigo Verdinois
Le notti bianche
Era una notte incantevole, una di quelle notti, come ci possono
forse capitare solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era un cielo
così stellato, così luminoso che, guardandolo, non si poteva fare
a meno di chiedersi: è mai possibile che esistano sotto un simile cielo
persone irritate e capricciose? Questa pure è una domanda giovane, caro
lettore, molto giovane, ma che il Signore la mandi più spesso alla vostra
anima!...
Fėdor Michajlovic Dostoevskij - Le notti bianche
- Newton & Compton, trad. Luisa De Nardis