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Michael Connelly

La bionda di cemento

La casa a Silverlake era buia, con le finestre spente come gli occhi di un morto. Era un vecchio bungalow Craftsman in stile californiano, con una veranda sul davanti e due abbaini sul tetto. Non una luce brillava dietro i vetri, nemmeno sopra la porta d'ingresso. L'edificio emanava un'oscurità così totale che neanche il chiarore del lampione riusciva a scalfirla. Se anche ci fosse stato qualcuno nascosto sulla veranda, probabilmente Bosch non sarebbe riuscito a vederlo.
"Sicura che è questa?" le chiese.
"Non qui" rispose lei. "Dietro, il garage. Accosta e guarda in fondo al vialetto."

Michael Connelly - La bionda di cemento - Piemme, trad. Gianni Montanari

Lame di luce

Nel cuore le cose non finiscono mai. La persona che me lo ha detto, ha aggiunto che era il verso di una poesia e che per lei non c'era niente di più vero. Quello che uno avesse portato dentro quelle pieghe morbide e pul-santi, ci sarebbe rimasto per sempre. Comunque fossero andate le cose, sa-rebbe rimasto lì, in attesa. Poteva essere una persona, un luogo, un sogno. Una missione.
Ho cinquantadue anni e anch'io ci credo. Soprattutto di notte, quando cerco di dormire senza riuscirci, ho la percezione netta di quanto siano vere quelle parole. Quando tutti i sentieri sembrano incontrarsi e rivedo la gente che ho amato e odiato, aiutato e ferito. Vedo le mani che si tendono verso di me. Riconosco la mia missione e so che non sono possibili né scorciatoie né svolte. È proprio in quei momenti che ho la certezza che nel cuore le cose non finiscono mai.

Michael Connelly - Lame di luce - Piemme, trad. Mariagiulia Castagnone

La memoria del topo

Il ragazzo non riusciva a vedere niente al buio ma non gli importava. L'esperienza e la lunga pratica gli assicuravano che il risultato finale sarebbe stato ottimo. Era bello. Il getto fluido, il movimento regolare del braccio, la rotazione del polso. Bastava non staccare mai il dito dal pulsante. Senza scatti. Perfetto.
Udiva il sibilo dell'aria che usciva e sentiva la pallina ruotare sotto il dito. Erano sensazioni confortanti. L'odore gli ricordò il calzino che teneva in tasca e pensò di dargli una sniffata. Magari dopo, decise. Ora non voleva fermarsi, non prima di aver terminato il disegno con un unico spruzzo ininterrotto.

Michael Connelly - La memoria del topo - Piemme, trad. Maria Clara Pasetti

Musica dura

Hieronymus Bosch cominciò a sentire la musica mentre guidava lungo il Mulholland Drive verso il Cahuenga Pass. Gli arrivava a sequenze brevi, ovattate dal traffico dell'Hollywood Freeway, strumenti a corde e fiati che echeggiavano fra le colline brune, riarse dal solleone estivo. Non riusciva a identificarla. Sapeva soltanto che si stava avvicinando alla sua fonte.

Michael Connelly - Musica dura - Piemme, trad. Gianni Montanari

L'ombra del coyote

« C'è qualcosa in particolare di cui vuole parlarmi? »
« Per esempio? »
« Non so, potrebbe cominciare dall'incidente. »
« Ah, l'incidente. Sì, qualcosa da dire ce l'ho. »
Lei aspettò, ma lui rimase in silenzio: aveva deciso ancor prima di arrivare a Chinatown che avrebbero dovuto tirargli fuori le parole una a una.

Michael Connelly - L'ombra del coyote - Piemme, trad. Francesca Pinchera

Il poeta

La morte è il mio mestiere, ci guadagno da vivere, ci costruisco la mia reputazione professionale. Io tratto la morte con la passione e la precisione di un becchino: serio e comprensivo quando sono in compagnia dei familiari in lacrime, ma freddo osservatore quando sono solo. Ho sempre pensato che il segreto nel trattare con la morte consistesse nel tenerla a debita distanza. Questa era la regola: non permetterle di avvicinarsi sino a sentirne il fiato sul collo.

Michael Connelly - Il poeta - Piemme, trad. Gianni Montanari

Il ragno

La parola risuonò strana, quasi l'avesse pronunciata un altro. Nella propria voce Bosch avvertì un'ansia che non riconosceva. Il semplice pronto che aveva sussurrato al telefono era pieno di una speranza quasi straziante. Ma la voce che gli rispose non era quella che voleva sentire.
"Detective Bosch?"
Per un istante Bosch si sentì un idiota, chiedendosi se l'interlocutore avesse notato il tremolio della sua voce.
"Sono il tenente Michael Tulin. Parlo con il detective Bosch?"
Quel nome sembrava non ricordargli nulla, e la momentanea preoccupazione per il tono della propria voce lasciò subito il posto a un brutto presentimento.
"Sì, sono Bosch. Cosa c'è? Cos'è successo?"

Michael Connelly - Il ragno - Piemme, trad. Gianni Montanari

Vuoto di luna

Il frastuono del casinò si diffondeva tutt'intorno, eppure sembrava che la frenesia del gioco non riuscisse a scalfire il loro mondo.
Lei interruppe il contatto tra i loro occhi per volgere lo sguardo verso il tavolino. Sollevò il bicchiere: ormai non conteneva che alcuni cubetti di ghiaccio e una ciliegina, ma non le importava. Anche lui sollevò il suo, in cui restava un'ultima sorsata di birra schiumosa.
"Alla fine" disse lei.
Lui sorrise e annuì. La amava, e lei lo sapeva.

Michael Connelly - Vuoto di luna - Piemme, trad. Gianni Montanari