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Arthur Clarke

2001 Odissea nello spazio

La siccità si protraeva ormai da dieci milioni di anni, e il regno delle terribili lucertole era finito da molto tempo. Lì. Sull’Equatore, nel continente che un giorno sarebbe stato chiamato Africa, la lotta per la vita aveva raggiunto un nuovo diapason di ferocia, e il vincitore ancora non si intravedeva. In quella terra sterile e arida soltanto le creature piccole o fulminee o feroci potevano prosperare, o appena sperare di sopravvivere.

Arthur Clarke - 2001 Odissea nello spazio - Longanesi, trad. Bruno Oddera

2010 Odissea due

Anche in quest'èra metrica, continuava ad essere chiamato il telescopio da mille piedi e non il telescopio da trecento metri. Il grande disco situato tra le montagne era già per metà colmo d'ombra, mentre il sole tropicale scendeva rapido al di là dell'orizzonte, ma la struttura triangolare dell'antenna, sospesa in altro sopra il centro del disco, continuava a rifulgere di luce. Dal livello del suolo, molto più in basso, sarebbero occorsi occhi acuti per scorgere le due sagome umane nell'aereo intrico di travi d'acciaio, cavi di sostegno, radiatori d'onda.

Arthur Clarke - 2010 Odissea due

2061 Odissea tre

«Per un uomo di settant'anni, sei in ottima forma» commentò il dottor Glazunov alzando gli occhi dall'ultimo tabulato stampato dal Medcom. «Io non te ne darei più di sessantacinque.»
«Mi fa davvero piacere, Oleg. Tanto più che ho centotré anni, come tu sai benissimo.»
«Ecco che ci risiamo! Come se tu non avessi letto il libro della Rudenko!»
«Povera Katerina! Avevamo deciso di vederci in occasione del suo centesimo compleanno. Mi è spiaciuto molto che non ci sia arrivata... Ecco che cosa succede a passare troppo tempo sulla Terra.»
«E, ironia della sorte, era stata lei a inventare lo slogan famoso "È la gravità che porta la vecchiaia".»

Arthur Clarke - 2061 Odissea tre

3001 Odissea finale

Chiamiamoli Primogeniti. Benché non fossero nemmeno lontanamente umani, erano fatti di carne e ossa e, dopo aver rivolto lo sguardo alle profondità dello spazio, avevano provato timore, e meraviglia... e solitudine. Appena possibile, avevano cominciato a cercare amici tra le stelle.
Nelle loro esplorazioni incontrarono la vita sotto molti aspetti e osservarono il travaglio dell'evoluzione in migliaia di mondi. Constatarono quanto di frequente i primi flebili guizzi d'intelligenza fossero apparsi e si fossero spenti nella notte cosmica.
E poiché, in tutta la galassia, non avevano trovato nulla di più prezioso della Mente, ne incoraggiarono ovunque il sorgere. Diventarono agricoltori nei campi delle stelle; seminarono, e a volte raccolsero. E a volte, con indifferenza, dovettero estirpare le erbacce.

Arthur Clarke - 3001 Odissea finale

Un fenomeno chiamato vita

La maggior parte della materia nell'universo ha una temperatura così elevata che i composti chimici non esistono, e agli atomi stessi non rimangono che gli elettroni più vicini al nucleo. Solo su corpi astrali incredibilmente rari — i pianeti – possono esistere gli elementi a noi familiari e le loro combinazioni; in casi ancora più rari possono dare origine a quel fenomeno chiamato vita. (Qualsiasi libro di astronomia della prima metà del XX secolo.)

Arthur Clarke - Un fenomeno chiamato vita

Le nuove frontiere del possibile

Prima di cimentarsi nella pericolosa carriera del profeta è istruttivo vedere quale successo ne hanno ottenuto gli altri; e anche più istruttivo è vedere dove hanno fallito.
Con monotona regolarità uomini di manifesta competenza hanno stabilito leggi su ciò che è tecnicamente possibile o impossibile. E sono stati clamorosamente smentiti: talvolta quando ancora non si era asciugato l'inchiostro delle loro penne. Risulta, a un'analisi accurata, che queste débâcles rientrano in due categorie, che chiamerò "cedimento del coraggio" e "cedimento della fantasia".

Arthur Clarke - Le nuove frontiere del possibile

Risveglio

Il Padrone si chiedeva se avrebbe sognato. Solo di questo aveva paura, poiché anche nel breve sonno di una notte si possono fare dei sogni che sconvolgono la mente, e lui doveva dormire per centinaia di anni.
Ricordò il giorno in cui, pochi mesi prima, un medico intimorito gli aveva detto: — Signore, il vostro cuore è malato. Avete meno di un anno da vivere.
Non aveva paura della morte, ma il pensiero di morire nella piena maturità dell'intelletto, lasciando a metà il lavoro che doveva compiere lo riempiva di rabbia impotente.

Arthur Clarke - Risveglio

La sentinella

Di chi la colpa? Da tre giorni Alveron si rivolgeva questa domanda senza trovare una risposta soddisfacente. Un individuo di una specie meno civile o meno sensibile non se ne sarebbe preoccupato troppo e si sarebbe consolato dicendosi che nessuno è responsabile dei dettami del Fato. Ma Alveron e i suoi simili erano i padroni dell'universo fin dagli albori della storia, fin dalla lontanissima epoca in cui la Barriera del Tempo era stata chiusa intorno al Cosmo dalle ignote potenze che esistevano prima del Principio. Alla sua razza era stata concessa ogni conoscenza... e la conoscenza infinita comporta un illimitato senso di responsabilità.

Arthur Clarke - La sentinella

Viaggiare via cavo

Non potete avere un'idea dei guai e delle difficoltà che abbiamo dovuto superare prima di perfezionare il radiotrasporto. Non che adesso sia perfetto, se è per questo. La difficoltà principale – proprio come era successo trent'anni prima per la televisione – era quella di migliorare la definizione, e per cinque anni ci toccò lavorare su questo problema secondario.
Come avete senz'altro visto al Museo della Scienza, il primo oggetto che riuscimmo a trasmettere fu un cubo di legno: arrivò in perfette condizioni, a parte il fatto che invece di essere un blocco di materia solida ed omogenea era fatto di piccolissime sfere. In effetti sembrava proprio la versione tridimensionale di una delle prime rozze immagini televisive. Infatti, gli analizzatori che usavamo allora non erano in grado di risolvere gli oggetti molecola per molecola, o meglio ancora, elettrone per elettrone: li spedivano invece a piccoli pezzi per volta.

Arthur Clarke - Viaggiare via cavo