Il re di Girgenti
Ora comu ora, i Zosimo se la passavano bona. Ma sidici anni
avanti, quanno erano di frisco maritati, Gisuè e Filòna la fame
nìvura avevano patito, quella che ti fa agliuttiri macari il fumu di
la lampa. Erano figli e niputi di giornatanti e giornatanti essi stessi, braccianti
agricoli stascionali che caminavano campagne campagne a la cerca di travaglio
a sicondo del tempo dei raccolti e quanno lo trovavano, il travaglio, potevano
aviri la fortuna di mangiare per qualche simanata, pre sempio una scanata di
pane con la calatina, il companaticu ca poteva essere un pezzo di cacio, una
sarduzza salata, una caponatina di milanciani. La notte, se si era di stati,
dormivano a sireno, a celu stiddrato; se si era di 'nvernu, s'arriparavano in
quattro o cinco dintra a un pagliaro e si quadiavano a vicenda con il sciato.
Andrea Camilleri - Il re di Girgenti - Sellerio