Giovanni Verga

Giovanni Carmelo Verga (Catania, 2 settembre 1840 – Catania, 27 gennaio 1922) fu uno scrittore italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del verismo. Fra i suoi romanzi ricordiamo: Storia di una capinera (1871), I Malavoglia (1881), Mastro Don Gesualdo (1889). Il padre, Giovanni Battista Catalano, era di Vizzini, dove la famiglia Verga aveva delle proprietà, e discendeva dal ramo cadetto di una famiglia alla quale appartenevano i baroni di Fontanabianca; la madre si chiamava Caterina Di Mauro e apparteneva ad una famiglia borghese di Catania. Il nonno di Giovanni, come testimonia il De Roberto in un articolo raccolto, insieme a molti altri, in un volume a cura di Carmelo Musumarra, era stato carbonaro e, nel 1812, eletto deputato per Vizzini al primo Parlamento Siciliano. Rappresenta da sempre motivo di acceso dibattito la questione riguardante l'esatto luogo di nascita di Giovanni Verga, nonché la data dell'evento. Benché gran parte dei testi collochino a Catania l'evento, basandosi sul contenuto dell'atto di nascita, esistono fondate argomentazioni sulla base delle quali è possibile ritenere che la nascita di Verga sia avvenuta nei pressi di Vizzini. Verga, compiuti gli studi primari presso la scuola di Francesco Carrara, venne inviato per gli studi secondari alla scuola di don Antonio Abate, scrittore, fervente patriota e repubblicano, dal quale assorbì il gusto letterario romantico ed il Patriottismo. Iscrittosi nel 1858 alla Facoltà di legge all'Università di Catania, non dimostrò però grande interesse per le materie giuridiche e nel 1861 abbandonò i corsi, preferendo dedicarsi all'attività letteraria e al giornalismo politico. Nel 1854, a causa d'una epidemia di colera, la famiglia si rifugiò nella campagna di Tèbidi e vi ritornerà nel 1855 per lo stesso motivo. I ricordi di questo periodo, legati alle sue prime esperienze adolescenziali e alla campagna, ispireranno molte delle sue novelle, come Cavalleria Rusticana e Jeli il Pastore, oltre al romanzo Mastro don Gesualdo. Nel 1865 si recò per la prima volta, lasciando la provincia, a Firenze che era a quei tempi la capitale del Regno e rappresentava il punto d'incontro degli intellettuali italiani e il giovane Verga avrà modo di conoscere, in questo primo breve periodo, Luigi Capuana, allora critico della Nazione, i pittori Michele Rapisardi e Antonino Gandolfo, il maestro Giuseppe Perrotta e il poeta Mario Rapisardi. A Firenze ritornerà nell'aprile 1869, per rimanervi fino al 1871, avendo compreso che la sua cultura provinciale era troppo restrittiva e che gli impediva di realizzarsi come scrittore. Gli anni fiorentini saranno fondamentali per la formazione del giovane scrittore che avrà modo di conoscere artisti, musicisti, letterati e uomini politici oltre che frequentare i salotti più conosciuti del momento. Il 20 novembre 1872 Verga si trasferì a Milano dove si fermerà, pur con diversi e lunghi ritorni a Catania, fino al 1893. A Milano frequenterà in modo assiduo il salotto Maffei dove conosce i maggiori rappresentanti del secondo romanticismo lombardo e si incontra con l'ambiente degli scapigliati, legando soprattutto con Arrigo Boito, Emilio Praga e Luigi Gualdo. La relazione amorosa con la pianista Dina Castellazzi, contessa di Sordevolo, che durò tutta la vita, non sfociò mai in matrimonio, ma si ridusse ad una affettuosa amicizia. Il 24 gennaio 1922, colto da ictus, Verga non riprese conoscenza e il 27 gennaio morì a Catania nella casa di Sant'Anna assistito dai nipoti e dall'amico De Roberto.

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Cavalleria rusticana


12


17

Eros


120


142

Eva


63


68

Malavoglia (I)


176

 

marito di Elena (Il)


106


112

Mastro Don Gesualdo


244

 

peccatrice (Una)


87

 

Rose caduche


61


83

Storia di una capinera


68

 

Tigre reale


71


75

Tutte le novelle


599


627