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AUTORI - G
| Umberto Galli |
L'alberone |
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Mi viene da vomitare. Mi gira anche la testa...
non riesco a calmarmi! Alla fine ce l'ho fatta. Dio! Aveva una faccia. Una
coltellata nello stomaco cazzo! [...] |
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Cavalieri del dolore |
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La musica è alta. Una giostra di volti
sorridenti volteggia intorno a me. Si balla, passando da un compagno all'altro
come se ci si conoscesse da tutta una vita, parlando vicinivicini tra labbra
umide e orecchie profumate. [...] |
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Mujahedin a Milano |
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Lavoro da solo, e non in coppia come gli
italiani. Certo è più rischioso, ma a me va bene così.
Ho una moglie e tre figlie a cui pensare, e non ho certo bisogno di trovarmi
un socio in "affari". Oltretutto sono anche fortunato. Non ho
la pelle nera o gli occhi a mandorla io, neanche un po'... e con qualche
piccolo accorgimento posso essere scambiato tranquillamente per uno di qui.
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Riflesso |
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Ok. Anche sta mattina si parte. Tolgo la
multa dal parabrezza e la infilo nel cassetto insieme alle altre. Schiaffo
la freccia a destra e mi volto indietro per vedere se la strada è
libera. Faccio una fatica della madonna (sbuffo), è come se il mio
collo fosse un fascio di rami secchi. Scricchiolo tutto, e mi gira anche
un pochino la testa. [...] |
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Sottomondo |
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Era mattina presto in città - periferia
ovest. Il tempo stava migliorando: il sole era più caldo, nell’aria
volavano odori nuovi, e le donne - le prime come sempre ad avvertire la
primavera -, azzardavano le prime minigonne e tailleurini colorati.
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L'ultimo treno |
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La pasta era quasi pronta, la piccola cucina
era affollata di gente e il vapore mi appannava gli occhiali. Le mani di
Franco lavoravano senza tregua, con un’abilità che solo noi
italiani potevamo vantare. Sì, era il trionfo dello stereotipo: italiano
pizza, spaghetti, mafia. Questa volta, però, nessuno ci sfotteva;
il profumo del sugo al pomodoro impregnava l’aria, la tavola era pronta
e la fame tantissima. [...] |
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| Alessandro Ghebreigziabiher |
Il killer delle favole |
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E' strano, proprio strano tutto ciò.
Immaginate di osservare voi stessi, nel leggere queste righe. Che senso
ha veramente ? Certo, mi rendo conto che la mia non è una domanda
di grossa novità, ma credo che provare a darsi una risposta non sia
solo prerogativa di chi scrive ma anche e soprattutto di voi, che siete
qui, sulla sessantacinquesima parola di questa commedia. Perché ci
sono persone che dimenticano chi sono e tutte le cose serie che il mondo
aspetta da loro, per rendere reali i loro sogni? [...] |
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| Francesco Gheza |
Memorie collegiali |
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Mia madre era rimasta sola a 24 anni; mia
sorella cominciò a sentirsi sola a 8; io sono stato lasciato solo a 6. Era
l'anno 1950: a poco più di sei anni davo la mano a mia madre, con una certa
convinzione, per la prima volta, ma era anche la prima volta che il timore
dell'abbandono iniziava a sorprendermi con il suo carico di imprevedibile
futuro. [...] |
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| Alberto Ghia |
Aveva ragione Cartesio |
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"Cogito ergo sum". Questa frase
di Cartesio ("io penso quindi esisto") mi è sempre rimasta impressa
nella mente fin da quando, a scuola, l'ho sentita per la prima volta e l'ho
fatta mia estendendone il presupposto (l'atto del pensare) anche al ricordo,
in quanto penso che il mantenere vivo nella memoria il proprio passato,
senza per questo indulgere nel rimpianto, serva a dare un senso alla propria
vita.. [...] |
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| Francesco Giannico |
Le braccine |
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Un emerito nonsense cosmico
riecheggia nell'acqua stagnante di Poseidon;
Al largo si accorgono di lui ma non lo salutano; [...] |
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| Filippo Gigante |
Soli alla deriva |
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ON LINE |
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Il mare è calmo. Un’anziana signora
siede sulla sabbia e cerca con lo sguardo qualcosa alla deriva. C’è
silenzio. Ed è proprio da questo sordo rumore che le si animano pensieri
e le si confondono i ricordi. La donna è lì accarezzata dal
vento, sola a pensare, a cercare una sola e indispensabile risposta.
[...] |
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| Giuliana |
Quando si dice destino |
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Mentre si dirigeva verso il bar, Alejandro
del Turco, poliziotto incallito, era sempre più convinto che il suo
piano questa volta, dopo tanto tempo, sarebbe riuscito. Era stato duro convincere
il commissario capo, ma alla fine aveva avuto la meglio. Per incastrare
Andrea Cruciani, noto boss della malavita, spacciatore di banconote false
e assassino del suo collega, doveva agire con la massima prudenza e astuzia,
altrimenti avrebbe avuto vita breve. [...] |
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| Stefania Giuliana |
Se dovessi presentarmi adesso |
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"Allora... da dove posso cominciare...
Ecco, vede, padre e figlio sono usciti insieme, per me è un momento
magico. Li guardo andare via, li seguo con tenerezza ma dentro sono già
proiettata verso le 10000 cose che dovrei fare. La prima in assoluto? Fumare
una bella sigaretta! Quanto mi ha condizionato, il fumo! Specialmente in
questa esperienza: ho passato lintera gravidanza con le ansie da fumo,
ho dovuto smettere di allattare dopo soli 2 mesi per colpa del fumo e ancora
adesso mi auto-relego alladdiaccio per non lasciare a mio figlio la
spiacevole eredità del fumo passivo... Non so più cosa sia
una sigaretta tranquilla, davanti la tv, sbracata sul divano!"
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| Gladim |
CASSO |
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E così prima ancora che facesse giorno,
prima di aver terminato la raccolta dei punti Esso, prima di guardarmi allo
specchio, prima di essermi rasato, prima di ubriacarmi di succhi ACE, prima
di accendere lo stereo, ho preso il coraggio a due mani e dopo, questa volta
dopo, averla guardata dritta negli occhi le ho detto CASSO!!
[...] |
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