| Gino Familio |
I racconti di Lovi |
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Non avevo motivi particolari per cercare
sempre nuove vie di fuga, ma da quand'ero ragazzo, senza rendermene conto,
appuntavo mentalmente una doppia uscita, una porta che sbucasse nel retro
e cosi via. Non immaginavo neanche lontanamente quanto in seguito mi sarebbe
stata utile quest'abitudine. Da quando avevo lasciato l'investigativa, non
mi ero ancora abituato a lavorare da solo senza avere un partner con cui
dividere i pericoli, studiare il modo migliore di intraprendere un'azione.
[...] |
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| Massimo Famularo |
Il Cardinale |
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Il Cardinale era un uomo grasso e non molto
alto. Indossava una quantità non indifferente di gioielli e se il pesante
crocifisso d'oro massiccio tempestato di pietre preziose era il più evidente,
chi si chinava per baciargli la mano non poteva non notare i preziosissimi
anelli. I tre all'anulare della mano destra, con una stima approssimativa
avrebbero garantito la sopravvivenza di una intera famiglia in condizioni
di bisogno per almeno un anno. Tuttavia il singolo anello del dito medio
superava in valore gli altri tre. L'indice non era certo sprovvisto, sebbene
in maniera meno preziosa delle altre dita. [...] |
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L'economista |
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- Colonnello Franz Horsel. Identificazione
Positiva. - Disse la voce incolore dell'altoparlante. Dopo il messaggio
preregistrato, il raggio bluastro che analizzava la retina del militare
scomparve e fu sostituito da un fascio di luce laser che analizzava la fisionomia
del militare. Finalmente poté sollevare il palmo della mano dal pannello
e ritirare il proprio tesserino. Salutati i robots di guardia, che lo squadravano
con i loro visori e riconoscendolo effettuavano un ulteriore controllo,
con passo sicuro attraversò il dedalo di corridoi fino al centro di connessione.
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Mf86881 |
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"M-mmm, magia nera, computers, criminali.
Forse potrebbe essere un buon soggetto di fiction, ma credo che faccia difetto
in termini di originalità." Il fumo del sigaro coprì per qualche istante
l'immagine sul monitor del-l'uomo grassoccio e dall'aria burbera.
"Beh, naturalmente non nego che tutta questa storia della magia sia
un'accozzaglia di idiozie, ma anche le idiozie possono creare problemi seri,
quando qualche svitato le prende sul serio e poi va in giro a far fuori
la gente." [...] |
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Papà ti vuole bene |
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Ho le mani sporche di sangue. Del suo sangue.
Ma lei respira ancora. Cristo uno di questi giorni la ucciderò. Però è bellissima,
rassomiglia molto a sua madre. Oh, quante ne ha prese sua madre! Devo farmi
una doccia immensa, sono sporco e sudato e gli schizzi di rosso mi arrivano
fino ai capelli. Porca miseria ! Sembro il mostro di Firenze. Già il mostro..
ogni tanto ne condannano uno, così, per mettere a posto la coscienza di
tutti gli altri. Mostri intendo.
Va beh, da bravo bambino mi lavo i denti e vado a nanna. Crollo quasi subito
e mi godo il riposo del giusto finché la sveglia sadica non mi restituisce
alle miserie del mondo. [...] |
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La piccola venditrice di accendini |
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Quella sera faceva molto freddo e le strade
erano completamente ricoperte da un bianco manto di neve. La maggior parte
delle persone era a casa al caldo e quei pochi che ancora c' erano si affrettavano
ad andarci. Per tutta la giornata nessun cliente aveva visitato la piccola
venditrice di accendini. Il cesto era pieno e la bambina tremava al solo
pensiero delle punizioni che le avrebbero inflitto quando sarebbero tornata
a casa senza denaro. A parte la paura la piccola tremava per il freddo pungente
dal quale riusciva a trovare un minimo riparo di tanto in tanto nell' esile
fiamma di un accendino. [...] |
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Il principe verde |
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C'era una volta, in una terra molto lontana,
un regno felice. Tutti andavano d'amore e d'accordo e non c'era proprio
nessuno che se la passava male. Il re era un uomo saggio e giusto e non
faceva mancare nulla ai suoi sudditi che gli volevano bene come ad un padre.
Inoltre era un ottimo diplomatico e da tempo immemorabile il paese non conosceva
la guerra. Potremmo già dire "e vissero tutti felici e contenti". Ma la
favola è appena all'inizio. Si avvicinava per il buon sovrano il tempo di
lasciare la carica, dato che ormai era piuttosto in là con gli anni , ma
la cosa non lo preoccupava minimamente. Infatti sapeva di lasciare il regno
in buone mani e di andare incontro a una serena vecchiaia.
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Progetti per il futuro |
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Kenzo non riusciva a prendere sonno quella
sera. Si sentiva eccitato. Suo padre gli aveva promesso che per tutto il
giorno successivo sarebbero stati insieme. A quella notizia era salito al
settimo cielo. Capitava così di rado che il padre avesse tempo per lui,
che quando succedeva era sempre una festa. Probabilmente sarebbero andati
a pescare, oppure forse... lentamente l'eccitazione cedette il passo alla
stanchezza e senza accorgersene il piccolo Kenzo scivolò in un sonno pieno
di sogni. [...] |
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La stazione |
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Inizio del servizio. Mi muovo con regolarità
avanti e indietro nella galleria. Senza particolari deviazioni, imperturbabilmente
dall'ingresso est a quello ovest. Ci sono moltissime persone che transitano
all'interno di questa area. Gente di tutte le razze e nazionalità sempre
indaffarata, sempre di fretta. Io non ho fretta. Il mio compito è svolgere
il servizio di sorveglianza e nessun vincolo amministrativo o contrattuale
mi impone di rispettare precise scadenze od orari prestabiliti.
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In treno |
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Il treno corre veloce. Tutu-tutum, tutu-tutum,
tutu-tutum, il suo tipico rumore martella incessantemente. Ormai non ci
faccio più caso. E' da tanto che sono in viaggio. Fisso il soffitto senza
pensare a niente. Poi guarda fuori. Dai finestrini posso vedere il mare.
E' agitato. Lo osservo quasi ipnotizzato. Le onde si infrangono inesorabili
sulla costa frastagliata. E' terribile e meraviglioso al tempo stesso. Mi
ha sempre fatto un certo effetto il mare mosso. Un effetto curioso...
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Visione futura |
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Gli occhi del giovane biondo erano lucidi
e lentamente si stringevano. Sul suo volto si leggeva una sempre maggiore
tristezza. Un vapore scuro, funereo, saliva al cielo. A sera nascondeva
la luna e le stelle. Il cielo stesso sembrava soffrire per aver perso i
suoi occhi. Allo stesso modo di giorno sembrava che una parte della notte
fosse rimasta sotto forma di un velo grigio che si stendeva a perdita d'occhio
e frenava la luce del sole. [...] |
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Vittoria |
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Improvvisamente Kaimar si sentì chiamare.
Era una voce sottile e profonda. Sembrava provenire da molto lontano. Era
sdraiato in quel momento. Dopo aver riposto il libro che stava leggendo
chiuse gli occhi e la voce si fece più chiara. - Kaimar di Lot. - Aperti
gli occhi si volse verso il globo di cristallo che illuminatosi immediatamente
si sollevò a mezz'aria e cominciò a fluttuare fino a portarsi a 30 cm dal
suo volto. [...] |
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| FishOutOfWater |
Fischiettatore solitario |
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Eccolo di nuovo! Sorrido. Come in realtà
tutti gli altri passeggeri del tram. Autista compreso. Ecco, questa è
forse la causa scatenante l’"Epifania", se mi concedete
il termine. Focalizzare la mia attenzione non su di lui ma su tutti gli
altri che lo schernivano. [...] |
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I Particolari |
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E finalmente mi disse che aveva paura.
Paura di morire. Non presi poi male la novella, considerando che comunque
questa paura lo avrebbe potuto salvare. Però un dubbio mi perseguitava.
Lo avrebbe salvato fino a quando? E se, dato il suo labile stato interiore,
volubile, fragile, depresso e bipolare, ipersensibile, forse molto bello
"inside", questa paura degenerasse? Per quanto sarebbe rimasta
paura,prima di sfociare in "Perversione"? [...] |
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| Flinker |
La fotografia |
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E' il secondo giorno di febbraio, ed è esattamente
come te lo aspetti. L'aria è umida e fredda, il cielo plumbeo, i passanti
frettolosi, gli sguardi bassi, i marciapiedi sporchi. Sono da poco passate
le undici quando esco dagli uffici del nostro consulente finanziario. L'impatto
con il rumore della strada stride con l'atmosfera ovattata e vagamente asettica
della grande sala riunioni dove, fino a qualche minuto prima, ho parlato,
discusso e bevuto un paio di orrendi caffè ed un bicchiere di acqua minerale
tiepida. [...] |
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| Diego Fornero |
Un treno |
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Parla al cellulare. Glielo stanno giusto
dicendo, per oggi non verranno ad installargli il caminetto. Ma è
felice di avere almeno qualcosa da fare. Ha sempre amato parlare al telefono,
vorrebbe ricevere 3 o 4 chiamate all'ora. Ma col lavoro che fa di telefonate
gliene arrivano una, forse due, ogni mesetto. [...] |
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| franc'O'brain |
Smoke: rosso di Serbia |
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"Fermo!" urlai. Una fitta nube
di uccelli oscurò per un attimo l'azzurro sporco sopra Schifanoja. Mentre
zigzagavo nella calca, notai che non di trattava di comuni volatili, ma
di cam-birds. Uno di essi, attratto dall'azione che stava svolgendosi nella
fetida stradina, si distaccò dallo stormo, planò sugli edifici fatiscenti
e andò a piantarsi su un muro. [...] |
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| Luca Franzoni |
Il grande gioco del nemico |
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Partirono alle 5 di sera. Quattro a piedi
senza zaini e sacco a peli, due, Ricky e Michele, una mezz'ora dopo con
il trattore e tutto il resto. La baita di Linus era a quota 1500 circa,
circondata dagli abeti che ritagliavano al centro un bel pezzo di cielo
piacevole. [...] |
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L'ottava piaga |
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Non prendetemi per pazzo. Ascoltatemi. Ricorderò
per sempre quella notte, per tutta la mia inutile vita. Quella notte mio
padre, mio fratello e il mio migliore amico... Quella notte. Datemi ascolto,
non sono pazzo. Tutti, tutti quanti, tutto il mondo è in pericolo. Loro
sono qui. L'ottava piaga. [...] |
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| Vittorio Frau |
Le vacanze degli innocenti |
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Ritengo di essere una persona "normale"
se con questo termine vogliamo indicare una qualunque persona che si adatta
ai comuni stereotipi che dal momento della nostra nascita a quello della
dipartita ci accompagnano nei gesti quotidiani, se non fosse per un piccolo
problema che mi fa sentire in qualche modo "fuori": odio con tutte le mie
forze le vacanze, in modo particolare i viaggi all'estero e i campeggi.
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