OZoz: libri on line GRATIS!

AUTORI   A|B| C|D|E| F|G|H| I|J|K| L|M|N| O|P|Q| R|S|T| U|V|W| X|Y|Z

AUTORI - D

Roberta De Carolis La matriosca inversa RTF (3 Kb) VOTA
  Adorava fare lunghe passeggiate in città; andava in centro nelle ore di punta: le strade strette erano gremite di gente, persone diverse, con storie diverse. Immaginava le loro storie: quell’uomo lì, con il cappello grigio ed il cappotto nero era sicuramente vedovo e solo e con gli occhi cercava di avere quello che non gli apparteneva;    [...]    
Stefania Del Bene Borgo Medievale RTF (3 Kb) VOTA
  Si, nitriti di cavalli, scalpiccio di zoccoli... sembra quasi di respirare tracce nebulose di un antico passato, quando, sfumata nel crepuscolo si distingue appena, la torre merlata del castello mezzo diroccato, invaso dall’edera rampicante. Lungo il corso del borgo medievale, i lastroni sconnessi rendono incerti i passi. Nell’oscurità, -sferzata dal vento che sibila- con un balzo temporale nella notte dei tempi, avverto le vestigia di magiche essenze, emanare ancora, misteriose.    [...]    
Alessandro De Stefano Il doppio RTF (13 Kb) VOTA
  Osservata dai colli vicini la città riusciva a mascherare ogni suo difetto e come una donna la cui bellezza era sfiorita con il passare del tempo solo da lontano riusciva a sembrare in qualche modo attraente; ma era nel cuore della città che nessun trucco od accorgimento potevano mascherare quella atmosfera palpabile di decadenza e sfacelo ed in quel cuore, che era in realtà una delle vie più lunghe e trafficate, camminava con andatura celere un uomo.    [...]    
  Il giardino degli alberi nudi RTF (14 Kb) VOTA
  In qualunque direzione si provasse a guardare, la sagoma del barone Ilyushin balzava subito alla vista. Esso sorgeva imponente ed austero nel bel mezzo del paese ma non riusciva ad integrarsi con questo rimanendone un' appendice distaccata e muta.    [...]    
  Il sogno di Ivan RTF (7 Kb) VOTA
  Tic, tic, tic, la pioggia aveva cominciato a picchiettare sul vetro cercando di lavare lo sporco incrostato da settimane d'incuria. Il cielo era plumbeo, pesante come una lastra d'acciaio che copre i polmoni e rende il respiro rumoroso e difficile. Su quell'orizzonte malato rigidamente svettavano le ciminiere arrugginite e, velati dall'atmosfera umida e grigia i palazzi della vicina città.    [...]    
Valeria D'Ettorre Le (dis)avventure di un laureato in cerca di lavoro RTF (21 Kb) VOTA
  "Amore, è bellissimo!" "Si, è vero, e guarda, come è vispo e ci osserva con quei suoi occhietti…Ci verrà su un figlio intelligente e bravo, un dottore o chissà un grande imprenditore…" "Si, magari come quello della FIAT, come si chiama? Ah, Agnelli." L’oggetto di tanto interesse era il sottoscritto, anche se in versione baby: un neonato uscito dalla pancia della mamma da appena cinque minuti e che già faceva sognare lei e il babbo Pietro, che sognatore fino ad allora non lo era mai stato.    [...]    
Luca Di Bella Trappola per topi RTF (7 Kb) VOTA
  Eh, eh. Stavolta sei mio. Avverto la tua grigia presenza. Ma hai perso smalto...eh sì. Non puoi più ferirmi, non puoi più attentare alla mia autostima. In questa umida mattina di fine marzo sono qui, in aperta campagna, a celebrare il trionfo dell'uomo. Sul topo.    [...]    
Monia Di Biagio I sogni in un baule RTF (9 Kb) VOTA
  Il cielo quel giorno era strano e non sembrava presagire nulla di buono. Un tremolante, pallido sole brillava tra poche nuvole grigiastre, nel deludente sforzo di non riuscire a mostrarsi in tutta la sua potenza. Era il primo pomeriggio, ma il cielo si tinse con i colori dell'alba. Le poche nubi, scaricato il loro pesante fardello, pian piano si diramarono e tutt'intorno sprazzi rosati si unirono ad un celeste cangiante, creando frenetici girotondi, come in una danza propiziatoria.     [...]    
Gennaro Di Marino Indivisibili RTF (5 Kb) VOTA
  Quel giorno il parco era solitario, un po' per il freddo un po' per l'ora. Gli ultimi timidi raggi di sole avevano da poco fatto la loro comparsa, per poi essere inghiottiti dalle tenebre della vicina notte.
Su una panchina, una tra le tante del parco, illuminata dalla sola, fioca luce di un lampione avvolto nella nebbia, sedevano due persone. Il vento giocava vivacemente con i loro abiti, ma ciò non sembrava infastidirli; sembrava anzi essere un pretesto per sottrarsi ad una qualunque azione.    [...]
   
Bartolomeo Di Monaco I casi del commissario Renzi HTML (611 Kb) VOTA
  A Montuolo, si fermò per chiedere notizie della villa. Pur essendone il nuovo proprietario, non ricordava dove esattamente si trovasse.
«Continui su questa strada, passi il ponte sull'Ozzeri, poi dopo la curva, svolti a sinistra. Superato il passaggio a livello, la villa è proprio a due passi. Chieda e chiunque saprà indicargliela.»    [...]
   
  La culla della luna RTF (158 Kb) VOTA
  Tra Castelnuovo di Garfagnana, cittadella resa celebre dall'Ariosto che vi dimorò a malincuore dal 1522 al 1525, e la Versilia dei cavatori e delle fabbriche del marmo, corre una strada assai tortuosa e tetra. 
Chi la percorra, stretto dal monte da una parte e dagli orridi strapiombi dall'altra, avverte un brivido, la sensazione dell'agguato, il fiato dei briganti che l'hanno animata fino a tutto l'800 e resa insicura, ardita pei viaggiatori del tempo.    [...]
   
  Lucca racconta HTML (161 Kb) VOTA
  Sono davvero pochi i lucchesi che conoscono la storia della gemma che sta nella mano sinistra dell'arcangelo Michele, la bella statua posta in cima alla chiesa che porta il suo nome.
Chi desideri osservarla può recarsi davanti alla Banca Commerciale Italiana, da dove, ma in un solo punto, la si può intravedere.
Occorre però molta pazienza, insistere, chinarsi più volte.    [...]
   
  Mattia e Eleonora HTML (204 Kb) VOTA
  Durante il corso dei suoi pensieri, Jacopo aveva intravisto una mosca, posata sulla parete bianca del suo studio. Era lì, immobile; pareva non infastidire nessuno. Ma quell'immobilità era una sfida. Si alzò piano piano, si avvicinò all'insetto, e fu fulminea la presa. Della mosca più alcun segno. Svanita. Avvicinò il pugno chiuso all'orecchio. Desiderava ascoltare il ronzio di quella vittima senza più speranza. Ma non sentì niente. Si guardò intorno. Non vedeva tracce di lei. Dunque era proprio nel suo pugno. Coi polpastrelli cercò di tastarla. Niente.    [...]    
Fausto Dioli Cataclisma RTF (68 Kb) VOTA
  Un pallido sole sorgeva dall'orizzonte tenebroso. Pochi erano gli uomini, poche le speranze di un futuro senza tormenti. Antichi autori avevano messo in guardia l'umanità contro la probabile venuta di una catastrofe che avrebbe causato morte ed immani sofferenze, ma i loro avvertimenti erano rimasti inascoltati per millenni. Erano fantasie, storie per spaventare i bambini. Adesso era troppo tardi per dire che avevano ragione.    [...]    
  Il peccatore RTF (9 Kb) VOTA
  Dio è ingiusto. Questa fu la conclusione a cui arrivò Paolo quando l'ennesimo colpo di frusta si abbatté sulla sua schiena nuda. Lo strumento di tortura che padre Venanzio utilizzava come mezzo di espiazione era composto da sottili filamenti di cuoio intrecciati gli uni con gli altri, rudimentali ma tristemente efficaci. Probabilmente quel maledetto prete aveva selezionato personalmente i filamenti più resistenti ed affilati, li aveva uniti con pazienza maniacale e, per placare ulteriormente la sua sete di disciplina, aveva applicato all'estremità tre palline di ferro.    [...]    
Disorder di Autunna et sa Rose Dioniso 8.2.1999 RTF (6 Kb) VOTA
  A piedi scalzi m'incammino verso il palco immerso nel buio dove si disegna michelangiolescamente, tra luci fluorescenti ma opache, la scena dell'orgia catartica di corpi avvinti come in una spirale chiusa. Accanto, un essere femminile fantasticamente rubicondo giace assiso sul suo trono (regina e guardiana "sacra" di quell'ordine?!) e completa così il quadro. Dioniso è lì ad attendermi seduto sul seggiolino più a sinistra della prima fila di destra, e mi invita a sedere nel posto contiguo a quello immediatamente vicino al proprio, avendolo già predisposto con il sedile abbassato.    [...]    
Vittorio Duse 30 righe per 60 battute, interlinea 2 RTF (16 Kb) VOTA
  Da fuori, la luce passava attraverso la piccola finestrella posta alle spalle del divano sopra al quale ero steso ormai da un bel paio di ore, era fastidiosa e pulita, fredda come l'aria invernale e come tanti piccoli cubetti di ghiaccio. Ero stanco di stare lì senza fare niente, a cronicare e a sbavare sul cuscino, zeppo ormai solo di grosse e croccanti macchie bianche, ma che cos'altro avrei potuto fare?    [...]    
  Biscottini allo zenzero RTF (9 Kb) VOTA
  Come ci ero finito io dentro a quella squallida lavanderia a gettoni? Ascoltavo il rumore delle lavatrici, i cestelli pieni di panni di altre persone che vi ruotavano dentro; li stavo a fissare imbambolato come un idiota, e forse era proprio quello che ero: un idiota, un mostruoso e stupido pezzo d'imbecille. Un tipo era entrato sparato dalla porta, un sacco bianco pieno di roba da lavare, e si era diretto dritto verso la macchina dei gettoni: te ne davano uno per un dollaro, mise dentro un biglietto da cinque e le monete incominciarono a tintinnare dentro la minuscola nicchia di metallo.    [...]    
  Non sei nessuno, se non scappi via RTF (20 Kb) VOTA
  La strada era bianca e lunga di fronte al muso della Mustang color 
tabacco, scorreva via veloce e decisa, mi si srotolava letteralmente davanti alla faccia, mentre i cactus sostavano come enormi blocchi di merdosa umanità ubriacante, brulicanti di significati e di vite passate lì di fianco, proprio come noi, eravamo in quel momento, dentro un abitacolo fatto di lamiere e ricordi segnati a penna sul tettuccio interno di pelo di vita, intrappolati nel profetico sogno d’un anabasi moderna .    [...]
   
  Il pescecane era fermo lì RTF (11 Kb) VOTA
  Il pesce cane era fermo lì, mi girava e rigirava attorno, come per studiarmi, per capire quello che avevo intenzione di fare, ma, santo dio, non sapevo neppure io che cosa avessi intenzione di fare, a dire la verità non mi era mai capitata una cosa del genere, non era comune, non una cosa da tutti i giorni, assolutamente no. Ragionavo sul fatto che di fronte ad uno squalo si doveva avere paura, si era biologicamente obbligati a farsela letteralmente addosso, eppure non sentivo niente che avessi potuto chiamare timore o paura o fifa fottuta.    [...]