| Matteo C. |
Follia |
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Sembrava non essersi accorta di me, così
le chiesi: - Piccola, cosa mai può ferirti a tal punto? - Il destino
- mi rispose, e la sua voce mi alterò terribilmente, era infatti
uguale a quella della mia defunta compagna. Ma un istante dopo non riuscì
più a controllarmi, detto quello infatti la ragazzina si voltò
verso me. [...] |
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| Andrea Callegaro |
Tra i fogli di Marta |
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Dal volto una pozza di sangue tingeva il
cuscino e scendeva al busto
Mettendo in risalto il candore scultoreo del corpo nudo
Vicino al letto un cassetto aperto spandeva pensieri e poesie
Per terra fogli grondanti di slanci in avanti e malinconie
[...] |
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| Mario Camilletti |
Aspettando il treno |
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Cammino lentamente muovendomi con calma
sui gradini della stazione. Guardo ancora una volta l'orologio, ho tempo,
il treno passerà fra un quarto d'ora buono; osservo la gente affrettarsi
alla volta di altri binari, qui partono così tanti treni che sembra un continuo
ripetersi della scena di un film, quella dove il protagonista deve partire
e viene accompagnato al treno dalla sua donna... [...] |
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Un breve sogno |
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Era stata acquistata qualche mese prima,
tolta dalla vetrina di quel negozio dove faceva bella mostra di sé.
L'avevano subito accesa, provata, toccata, avevano cercato in tutti i modi
di capire le sue possibilità e le sue conoscenze, e sinceramente
era orgogliosa di poter dire di aver fatto una bella figura, dimostrando
quanto fosse brava e versata per ogni genere di operazioni matematiche,
quanto fosse in grado di tenere in alto il nome della prestigiosa ditta
che l'aveva prodotta; insomma quanto fosse utile, anzi preziosa...
[...] |
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| Gianpaolo Capozzi |
La triste allegria |
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Manovra avvolgente del Milan con Albertini
che allarga per Leonardo, anticipato in tackle scivolato da Ingesson, lancio
lungo in direzione di Ventola, verticalizzazione per Modugno che dribbla
anche il portiere, tiro, gol! Il Bari passa in vantaggio al 48' della ripresa
e ora attende soltanto il triplice fischio di chiusura per festeggiare il
suo primo scudetto. [...] |
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Viaggiatori nel bosco |
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Sono passati i tempi di Dante, Petrarca,
Boccaccio nel buio Medio Evo quando nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai per una selva oscura... Ora siamo vivi, in pieno rinascimento,
il cinquecento post - umanesimo, post - Medio Evo, post - neo - classico.
Un raggio di sole, o meglio, qualcosa più che un raggio di sole ci colpisce
nel bel mezzo di una radura contornata da fitto bosco, è solo l'inizio.
[...] |
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| Carmen |
Oltre l'arcobaleno |
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Cinque ottobre, era una giornata come tante
e invece... quella mattina mi ero svegliata prima del solito perché dovevo
uscire con Clarissa. Insieme dovevamo andare in giro per negozi, non tanto
per fare spese quanto per distrarmi da quel maledetto esame di diritto pubblico.
Quel magnifico sole era un invito implicito a chiudere i libri e ad uscire...
[...] |
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Sharleen e Tim |
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L' estate era di nuovo alle porte. Tutti
l'avevano aspettata con ansia nei lunghi e monotoni mesi invernali. Tutti
ma non Sharleen. Per lei tutto era cambiato e le sue estati non sarebbero
mai più state come quella dell'anno prima, lei non sarebbe più stata quella
dell'anno prima. [...] |
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| Gianna Carrano |
La spina |
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Le teste ciondolavano scivolando sullo schienale
posteriore del sedile mentre la macchina che li aveva prelevati all'aereoporto
di N.Y si infilava sull'autostrada verso Long Island, quasi un corridoio
di luce nel tunnel di ombre nere formato dalla massa degli alberi ai bordi
della corsia. Il vento soffiava da nord e i semafori dondolavano sui fili
d'acciaio come pendagli di una gigantesca collana. [...] |
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| Massimo Carubelli |
Il faro |
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È la quarta volta che sposto il sedere
indolenzito sul grosso masso piatto, cercando inutilmente una posizione
più comoda. È terribilmente duro e ruvido! Faccio questi movimenti
senza smettere di fissare, con sguardo allucinato, lorizzonte di canne
giallastre che unisce lacqua immobile delle saline al cielo azzurro
metallico della Camargue. Forza! È da unora che sto il quel
punto del nulla! Guardo unaltra volta la strada che ho fatto: bianca,
dritta, polverosa. Poi guardo quella che dovrei ancora fare: bianca, dritta,
polverosa. [...] |
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| Marco Casartelli |
Anello SP |
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Il mio cartellino. Mi ricordo, sara' stato
circa due mesi fa non sono proprio riuscito a trovarlo, l'ho cercato dappertutto
nel parcheggio, in macchina, sotto i tappetini, sotto i sedili, non c'e'stato
niente da fare, allora mi sono deciso a provare lo stesso ad entrare, diavolo
sono poi quasi sei mesi che lavoro al Centro Ricerche Microatomiche, i guardiani
mi conoscono, ogni mattina da otto mesi, domeniche incluse, sono sempre
puntuale, ho visto una volta Mike e Peter i due agenti addetti alla sicurezza
del centro con il turno di notte, regolare i propri orologi alla mia comparsa.
[...] |
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Racconti fantasy |
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E adesso ? E io che centro ? Adesso chi
Glielo dice! E' così irascibile in questo periodo. Ma sì, è lo stesso, cosa
ci sarà di diverso, quasi quasi a Lui non dico niente. Chissà perché quel
ficcanaso di Gabriele non si fa gli affari suoi, poteva non dirlo neanche
a me! Così non mi faceva venire dei dubbi. [...] |
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| Alfio Catania |
Lo studio della morte |
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Era da molto tempo che con ossessione mi
chiedevo a quando sarei morto, domandandomi se quel giorno sarei stato pronto.
In un certo senso fin da piccolo mi ero preparato per questo inevitabile
momento. Durante le lezioni di storia più che ascoltare le imprese di famosi
condottieri che avevano lasciato un segno nella storia, io non riuscivo
a pensare a nient'altro che quei visi eroici impressi nei libri non esistevano
più. Morti su morti. [...] |
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La terrazza sul mare |
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Cos'era quel sonno improvviso che lo colse
in quel tramonto settembrino, stordendolo come una nostalgia uterina dinanzi
all'oceano sottostante la sua terrazza? ...Ebbe solo la forza di posare
il libro che stava distrattamente leggendo sul bianco piano del tavolino
e lanciare un'occhiata fugace a quel mare immobile come un immenso telo
azzurro piantato sulla terra. Incrociò le braccia e vi pose il capo, stanco
e vinto da quel torpore d'oblio. [...] |
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| Riccardo Cecchetti |
Lento collasso dell'Occidente |
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E allora mister? sussultò Achab? come dire?
al principio era la nebbia e di bianche balene bianche nemmeno a parlarne?
Prof? ma quello era in un altro paese, signori; come stavo dicendo prima
di venire interrotto così villanamente da una delle mie molteplici personalità?
dicevo? al principio era la nebbia? come spiegare? una vasta e densa distesa
di nebbia e ci vollero anni, ripeto? ci vollero anni per capire che in fondo?
uh uhmm? fossero la stessa cosa. [...] |
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| Daniela Anna Chimienti |
Vampire Club |
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ON LINE |
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Victor pensava che quella sarebbe stata
la volta giusta. Se lo sentiva nel sangue. Avrebbe finalmente incontrato
il suo destino. Gli sembravano secoli che lo stava aspettando. Sin da prima
di farsi eremita e andare a vivere nelle grotte di quell’isola selvaggia
nel mezzo dell’oceano. Si era detto, se non posso avere ciò
che tanto desidero, tanto vale fuggire dal mondo e dalle sue tentazioni.
Ma chi poteva immaginare che l’isola dopo un po’sarebbe sprofondata
nel mare, sommersa da una gigantesca onda anomala e lui si sarebbe salvato?
Come erano stati gentili con lui i marinai del cargo mercantile, così
pieni di premure. Un vero peccato che una misteriosa malattia li avesse
decimati nel corso della traversata. Victor era così dispiaciuto,
ma ovunque fosse andato, li avrebbe portati nel suo cuore per sempre grato
per averlo riportato in vita, un po’ meno per averlo fatto sbarcare
nel mondo civilizzato. [...] |
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| Rocco Chinnici |
La jettatura |
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PEPPE
(entra lamentandosi a cantilena mentre la moglie stira cantando un motivetto
e si siede di peso su di una sedia) Aih! Aih! Aih! Aih! Porco di un demonio
che mi sento stanco! Così stanco... come se avessi le ossa rotte! Aih! Aih!
TURUZZA
(Intenta ad apparecchiare la tavola, ironizza) Stanco! Stanco! Di cosa?
Meno male che stai levandoti ora dal letto! [...] |
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Il sorriso della felicità |
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Viveva, molto tempo fa, in una lussuosa
villa della Palermo "bene", una donna ricca e vanitosa. Gli agi e i lussi
più costosi erano per lei motivo di vita. Non conosceva altro che danaro,
gioielli e vestiti delle più pregiate stoffe. Finì che un giorno, non avendo
più cosa desiderare, s'ammalò di un grosso male: l'apatia. [...] |
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| Luigi Cignoni |
Il villaggio etrusco all'Elba |
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Arturo De Santi era un solerte burocrate
cinquantottenne dell'Ufficio delle Imposte dirette di Livorno. Ogni mattina
- è il caso di dire che era divenuta un'abitudine - usciva da casa alle
7 e 15, dopo aver chiuso ben bene la porta d'ingresso. Le due figliole erano
a scuola [...] |
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| Nunzio Cocivera |
L'avrei inta glia ta |
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Con Il passare degli anni l'unica cosa che
lei ancora ammirava di me ere li mio lavoro di Intarsio,e di intaglio. Era
a pochi Passi da me e ammirava "l'ultima cena" che stavo Intagliando su
una tavola, di ciliegio africano, mi guardava con una certa ammirazione,
ma non l'uomo bensi l'artista. Erano trascorsi sette lunghi anni da quel
dì al nel quale mi scelse come sua vittima, ma, almeno da quattro ci univa
solo 'Il sesso, un sesso - amore che mi teneva legato a lei come prigioniero
Di un sentimento tra l'odio e l'amore. [...] |
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Maria |
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Maria sorride posando il telefono, la sua
amica Chiara che lavora al piano di sotto le ha appena detto che ha un nuovo
ragazzo; sorride, ma il suo sorriso si trasforma in una smorfia di dolore.
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Matilda la pazza |
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A quel tempo avevo messo gli occhi su Matilde.
Era molto fine, aveva la pelle bianca che restava tale anche sotto il sole
cocente d’agosto; avevo proprio deciso, l’avrei sposata.Era
balbuziente, albina, ma io ormai l’amavo, n’ero sicuro. Dissi
a papà che volevo sposarla sempre che lei lo volesse, poiché
solo io sapevo d’amarla. [...] |
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Quel giorno a raccogliere funghi |
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Il crepuscolo lo sorprese agitato, un dolore
lancinante al fianco. Erano ore che correva su e giù, non trovava
più la via del ritorno. Gli alberi sembravano tutti uguali; l'ansia
e la consapevolezza di essersi perso gli martellavano in testa e perfino
quel paniere di funghi che doveva rappresentare il suo trofeo, da mostrare
agli amici al bar, stava diventando un peso insopportabile, tanto che in
quelle ore gli era balenato in mente più di una volta il desiderio
di disfarsene. [...] |
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La signora Vanna |
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Leggevo Astra pensando che se almeno il
50 percento delle previsioni sul mio segno si fossero avverate, nel 2000
sarei stato al centro di avvenimenti bellissimi e avrei avuto qualche Euro
in più in banca. Fuori pioveva, le isole Eolie si vedevano a un tiro di
schioppo e i vecchi dicevano che quando erano così vicine, il maltempo sarebbe
durato alcuni giorni, forse settimane. [...] |
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| Giovanni Comini |
Pareri discordi |
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L'illustre scienziato arrivò scortato da
due pantere della polizia a sirene spiegate; non c'era poi quella fretta
di correre, ma, ragioni di sicurezza avevano indotto gli agenti a fare in
quel modo.
Ad attenderlo, davanti al palazzo, altri poliziotti, alcuni in divisa, alcuni
in borghese e il segretario del ministro. Due corpulenti "gorilla"
lo guardarono a vista per tutto il percorso sino alla stanza dove era atteso.
[...] |
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| Contessa Imiri |
X_smoke_X |
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Non mi piaceva fumare ma lo facevo lo stesso,
cosa questa che potrebbe risultare strana se solo vi soffermaste un attimo
a pensarci. Ma voi non fumatori provate per un istante a pensare che sensazione
puo' darvi una sigaretta. Chiudete gli occhi, immaginate il sapore del fumo
fresco che vi sale per le narici e vi arriva dritto al cervello. Grandioso,
se non avete mai fumato non potete dire di aver vissuto intensamente. Vi
sembrero' un pazzo. Ma in realta' non lo sono affatto e quando avrete finito
di leggere questo racconto, se cosi' si puo' chiamare, avrete già acceso
una sigaretta. [...] |
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| Concettina Costanzo |
Ricordi |
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Ripensando a quel giorno, mi viene in mente
come nei romanzi, dove la vita sembra già segnata dal destino, mentre
noi ancora inconsapevoli, lo stiamo determinando. Però, so che non
è così, credo che il nostro destino o cammino in questa vita,
sia il frutto delle nostre scelte, giuste o sbagliate che siano, forse in
minima parte qualcosa è già scritta, questo spiegherebbe alcune
sofferenze che mi risultano inaccettabili, per esempio quelle dei bambini,
indifesi e maltrattati che certamente non hanno scelto quello che è
stato a loro riservato! [...] |
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| Stefania Costi |
Terra, acqua, aria e fuoco |
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La casa infondo al viale alberato era un
monolito eretto al passato. Pioppi, abeti, pini secolari la contornavano
circondandola in anelli sempre più stretti. In quel nuvoloso giovedì
di fine Maggio, con i piedi nudi appoggiati sul volante e la testa leggermente
inclinata, fissava con serietà il muro di verde davanti ai suoi occhi.
La magia che il fruscio delle chiome alberate sferzate dal vento pareva
far cadere tutto intorno a lei, era tale da rapirla. E il rumore, o meglio,
l'assenza di rumore in quel luogo che le pareva incantato, sembrava una
linfa vitale in grado di guarire ogni sua ferita. [...] |
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